Sapore di sala

Blade Runner, immortale grazie a Vangelis 

Il 25 giugno 1982, debuttava nelle sale statunitensi Blade Runner.
Il capolavoro visionario di
Ridley Scott con Harrison Ford, Rutger Hauer e Sean Young, tratto dal romanzo del 1968 Il cacciatore di Androidi del padre della sci-fi Philip K. Dick.  

La trama ruota attorno a un gruppo di androidi ribelli e al poliziotto Rick Deckard che dà loro la caccia, nella Los Angeles distopica del 2019. Il film non fu un successo immediato. A fronte di un budget di 28 milioni di dollari, ne incassò a malapena 27,5.
Con gli anni, tuttavia,
Blade Runner diventò l’iconico cult che conosciamo e non solo grazie all’estetica e alle tematiche.  

Perché, a consegnare il film all’immortalità ci hanno pensato le musiche - maestose e senza tempo - ad opera di Vangelis: il grande compositore greco scomparso, recentemente, all’età di 79 anni. L’uso pionieristico dei sintetizzatori, che riflette in tutto e per tutto l’ambientazione cyberpunk del film, rende la colonna sonora di Blade Runner la più grande nella storia della fantascienza. 

Ho udito cose che voi umani... 

Figlio di un velocista e di una soprano, Vangelis - nome d'arte di Evángelos Odysséas Papathanassíou - si avvicinò alla musica all'età di quattro anni, sperimentando suoni sul pianoforte di famiglia al cui interno inseriva chiodi e pentole da cucina, con aggiunta di interferenze radio.  

Fresco vincitore dell'Oscar alla migliore colonna sonora per Momenti di gloria del 1981, fu reclutato da Ridley Scott per creare quel mix di melodie classiche e suoni retro-futuristi di Blade Runner. Per farlo, Vangelis si è armato di alcuni sintetizzatori leggendari come lo Yamaha CS-80. Ha composto utilizzato tecnologie all'avanguardia come quella del riverbero digitale e il Lexicon 224-X, per unire immagini, dialoghi e suoni. 

Il regista si è anche avvalso del compositore e pianista Peter Skellern per alcuni arrangiamenti, di Demis Roussos (compagno di Vangelis negli Aphrodite's Child), che canta il brano introduttivo Tales of the Future, e di Don Percival, che interpreta invece One More Kiss, Dear. Il sassofonista jazz Dick Morrissey esegue l'assolo di Love Theme e Mary Hopkin intona Rachael's Song. Un complesso tradizionale giapponese e il suonatore di arpa Gail Laughton hanno, infine, contribuito alla colonna sonora con un brano ciascuno.  

Il pezzo Tears in Rain accompagna il celebre monologo finale pronunciato dal replicante Roy Batty, prima di morire di fronte all'impietrito Deckard: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…». Le sue parole intrise di malinconia ci suggeriscono che avendo già dimostrato la sua umanità, la sua misericordia, la sua capacità di amare, è lui che si è guadagnato il privilegio di vedere la bellezza che non è, certamente, quella degli esseri umani del film.  

La soundtrack di Blade Runner fu pubblicata solo dieci anni dopo, con l'uscita dell'edizione director's cut.
Fu nominata ai BAFTA e ai Golden Globe, vinti poi dalle musiche per
E.T. scritte dal maestro John Williams. Oggi, è una vera e propria pietra miliare della musica elettronica. Il magistrale lavoro di Vangelis ha ispirato i grandi compositori, compresi Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch, autori della colonna sonora del sequel Blade Runner 2049 diretto da Denis Villeneuve. 

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