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I classici del cinema erotico secondo wuz

Un omaggio al capolavoro di Nagisa Oshima Ecco l'impero dei sensi

Erotismo intellettuale

Quando si parla di cinema erotico, non si può fare a meno di pensare a Lolita, Ultimo tango a Parigi e i più attuali Basic Instinct, Nove settimane e mezzo o agli innumerevoli lavori del più famoso regista italiano del settore: Tinto Brass. Wuz ha voluto proporre una sua scelta tra tutti i classici dell'erotismo degli ultimi anni. Inserendoci in un contesto attuale come il festival di Cannes, in corso fino al 24 maggio 2009, abbiamo sfogliato le pagine virtuali della storia di questa Kermesse, individuando un film che ci sentiamo di annoverare tra i migliori film erotici d’autore: Ecco l’impero dei sensi di Nagisa Oshima, presentato nel 1976, film che ritrae la passione erotica senza veli né pudori, ma con un’eleganza tale da non ricadere mai nella volgarità.




L’intrecciarsi di due corpi in sintonia tra loro genera una sorta di perfezione armonica che sovrasta i pregiudizi di stampo religioso e culturale, i rimproveri, le accuse, gli insulti. I due amanti protagonisti del capolavoro di Oshima sono bagnati di una luce degna di un dipinto di Balthus, dove riverberano le sfumature dei colori più sgargianti sulla superficie bianca della pelle.
Non è la trama il punto di forza del film, bensì l’estetica, la fotografia, la musica di Minoru Miki e della tradizione giapponese e lo sviluppo dell’intreccio che scorre in spazi limitati, con archetipi fissi che si muovono intorno alla storia d’amore e passione dei due protagonisti.


L’unione tra Abe Sada e  Kichi scaturisce da una scena magistrale che rappresenta la protagonista inginocchiata a terra e intenta a pulire il pavimento. I suoi abiti hanno sempre colori caldi e svolazzano lasciando presagire un senso di libertà, di apertura totale verso l’approccio con l’altro sesso. Si potrebbe definire volgarmente ninfomane, ma lei ama e lo sa fare con una totalità ed una devozione così pura da non riuscire a controllare l’impeto che la spinge tra le braccia del suo amante. Dal pavimento lui la afferra in maniera aggressiva, ma allo stesso tempo lieve e dolce. Quando il sesso non basta più a stringerlo a sé per sentire che le appartiene completamente e non le fuggirà mai, allora non le resta che ucciderlo.



Riuscire a conferire valore artistico ad un lavoro così altamente erotico
, quasi classificabile come pornografico per il carattere esplicito di certe immagini, non è cosa da tutti. Gli occhi di Sada, le sue lacrime appena percepibili, la sua ansia di contatto, l’amore vero e disperato che prova per il suo padrone, svincolano l’attenzione dello spettatore dal mero incrocio di organi genitali e innalzano il rapporto ad un livello quasi sacrale. La musica delle Geishe, i loro visi dipinti, la vivacità e la complicità dei loro sguardi mentre consacrano quella relazione atipica racchiudono i due in un’atmosfera sensuale che odora di chiuso, di unicità, un’essenza affatto nauseante, anzi, vitale.


E poi aleggia qua e là un' aria di vesti logore, di perdita del controllo su qualcosa di troppo disumano per poterci appartenere del tutto. Il deterioramento è presagito all’inizio della pellicola dal vecchio barbone sdraiato di fronte al ristorante dove lavora Sada. Un vecchio che ha perso la capacità di provare piacere, di rendersi desiderabile. Prima o poi tutto è destinato a dissolversi lentamente, ma lei non può arrendersi a questo destino e preferisce impedirlo togliendo la vita al suo uomo. Mentre lo fa prova un enorme piacere; vuole godere del suo corpo fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo sussulto del suo Kichi. Il viso di lui mentre sta per spirare, inquadrato sotto sopra, offre uno spettacolo unico di simbiosi completa tra sofferenza e desiderio, la stessa miscela che si riflette nello sguardo di Sada mentre si muove estasiata su quel corpo in fin di vita. Il carattere macabro dell’ultima scena contrasta nettamente con il corpo candido e pulito di lei, privo di forze, senza più ragione di essere.




Cast tecnico

Regia Nagisa Oshima

Produzione Oshima Production, Anatole Dauman, Argos Films

Soggetto Nagisa Oshima

Sceneggiatura Nagisa Oshima

Fotografia Hideo Ito

Montaggio Keiichi Uraoka

Musica Minoru Miki

Scenografia Jusho Toda


Cast artistico

Kichizo Ishida Tatsuya Fuji

Eiko Matsuda Saba Abe

Taiji Tonoyama
Il vecchio mendicante

Aoi NakajimaToku


19 maggio 2009 Di Anna Zizola

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