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Julio Cortázar, Carol Dunlop - Gli autonauti della cosmostrada. Ovvero: un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia - Einaudi

Cosmonauti dell'autostrada, come i viaggiatori interplanetari che osservano da lontano il rapido invecchiamento di chi è ancora sottomesso alle leggi del tempo terrestre, cosa scopriremo entrando in un ritmo da cammelli dopo tanti viaggi in aereo, metropolitana, treno?

Lunga e diritta corre la strada Parigi-Marsiglia.
A bordo di un pulmino Volkswagen, un lupo e un’orsetta dalle incontrollabili pulsioni narrative guidano, chiacchierano, scherzano, dormono, fanno l’amore.
Ci mettono trentatre giorni a fendere l’esagono da nord a sud, ogni giorno facendo sosta in due diverse aree di servizio, e con il fermo proposito di non uscire mai dall’autostrada.
Il lupo è uno scrittore apolide e cosmopolita: nato a Bruxelles da genitori argentini, Julio Cortázar compirà più volte la traversata dell’Atlantico in entrambe le direzioni, ogni volta portando con sé quello spaesamento che è ingrediente fondamentale della sua grandezza.
L’orsetta, invece, è la sua terza moglie, una nordamericana di nome Carol Dunlop che Cortázar ha conosciuto pochi anni prima e nella quale ha trovato il complemento ideale: Carol è intelligente, bella e curiosa. Oltre che bravissima scrittrice anch'ella.
Assieme ai due – o meglio attorno a loro – un bellissimo pulmino Volkswagen rosso fiammante, ribattezzato Fafner da Cortázar in omaggio al dragone wagneriano.
Questo libro documenta la traversata epica e assieme domestica compiuta nel 1982 dall’improbabile e poetico terzetto, mostrando come un gioco fra innamorati possa diventare un esperimento letterario audace, profondo e divertente.
Il Cortázar che seguiamo lungo gli ottocento chilometri che separano la ville lumière da Marsiglia è uno scrittore famoso, in fuga dalle pastoie cui la sua celebrità potrebbe facilmente condannarlo, e in Carol ha trovato la più entusiasta compagna d’evasione.
Niente impegni mondani o editoriali, niente telefoni, nessuna intromissione da parte del resto del mondo: il resto del mondo scorre a pochi metri dalla piazzola, beatamente ignorante
Ma quella compiuta dai due è un’evasione che nulla concede al futile, perché ogni dettaglio su cui l’occhio si posi, nel corso di questa scorribanda a passo di lumaca, è degno d’attenzione, e finisce per risultare irrinunciabile.

Un tranquillo pic nic ai bordi della Parigi-MarsigliaOgni area di sosta diventa, attraverso la lente da entomologo di Cortázar, un microcosmo sul quale soffermarsi e indugiare, in cerca di quei mille indizi di vita e cultura che per lo scrittore argentino sono tutti incipit potenziali per altrettanti romanzi.
È - per parafrasare uno dei formidabili calembour coniati da Cortázar stesso – un giro del mondo in ottanta piazzole, un inesauribile gioco a confondere la linea di demarcazione fra realtà e finzione.
Perché se la realtà è capace di partorire una cosa assurda come un’autostrada, con tutto quel che essa può contenere, allora nulla vieta di immaginare che accanto alla Parigi-Marsiglia scorra un’autostrada parallela, visibile solo a chi abbia affinato il proprio spirito nell'esercizio dell'attenzione e della fantasia, e di credere che questa seconda strada non sia meno reale della prima.
È una cosmostrada, e solo due coraggiosi autonauti possono attraversarne gli anni luce rendendo gioco la sua durata, potenzialmente infinita.
Ecco l’esercizio condotto dal lupo e dall’orsetta: come la tartaruga nella fiaba di Esopo, cercare di dimezzare lo spazio attraverso il tempo necessario a percorrerlo, e in questa infinita scomposizione trovare finalmente il proprio tempo e consegnarsi ad esso.
Finalmente liberi, nel bel mezzo di un'autostrada.

Julio Cortázar, Carol Dunlop - Gli autonauti della cosmostrada
Ovvero:  un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia
Tit.or. Los autonautos de la cosmopista, Trad. Paola Tomasinelli
372 pag., 21 euro – Einaudi
ISBN 9788806149475

Gli autori



Gli autonauti della cosmostrada ovvero un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia

Domenica 23 maggio 1982, Carol Dunlop (l'Orsetta) e Julio Cortázar (il Lupo), dopo vari rinvii iniziano il viaggio che li porterà da Parigi a Marsiglia, lungo i circa ottocento chilometri dell'Autoroute che taglia in due la Francia. La loro ammiraglia sarà Fafner, un pulmino Volkswagen rosso: il mezzo di trasporto "par exellence" per un'intera generazione di viaggiatori. È un tragitto fatto in molte altre occasioni, di solito in una decina di ore; ma questa volta verrà percorso a passo di lumaca, ribaltando cosi l'idea stessa di autostrada intesa come non-luogo da attraversare velocemente per arrivare a destinazione. È un gioco, il loro, e come ogni gioco richiede regole precise: sarà vietato lasciare l'autostrada, ci si dovrà fermare in tutte le aree di sosta, due al giorno, dormendo nella seconda, si potrà usufruire di tutto ciò che l'area offre, nonché accettare aiuti portati da volenterosi amici dall'esterno, e infine si dovrà stendere, a quattro mani, un diario "di bordo" che riporti osservazioni esterne e impressioni dello spirito. E dopo trentatre giorni l'avventura si conclude a Marsiglia: "Quant'è durato poco il viaggio", commenta l'Orsetta. Un'osservazione che se da un lato rende esplicita la malinconia che ha accompagnato i due protagonisti per tutto il tragitto, dall'altro si offre a una spiegazione più profonda. Entrambi gli Autonauti sanno infatti di essere gravemente malati: Carol Dunlop morirà alla fine dello stesso 1982, Julio Cortázar due anni più tardi.

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