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Il più grande fiore del mondo di José Saramago

Le storie per l'infanzia devono essere scritte con parole molto semplici, perché i bambini sono ancora piccoli, e quindi conoscono poche parole e non amano usare quelle complicate. Magari sapessi scrivere storie così, ma non sono mai stato capace di imparare, e mi dispiace. E poi, bisogna saper scegliere le parole, occorre un certo non so ché per raccontare, una maniera molto diretta e molto chiara, una pazienza infinita. E a me manca quanto meno la pazienza, cosa di cui chiedo scusa. Se avessi tutte queste qualità, potrei raccontare, nei particolari, una storia bellissima che un giorno ho inventato…

Dai 5 anni in su

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Esce per Feltrinelli la nuova edizione della storia per ragazzi di José Saramago, già edita da Fanucci nel 2005, Il più grande fiore del mondo. Le bellissime illustrazioni sono di Emiliano Ponzi, giovane illustratore milanese che collabora, tra gli altri, con The New York Times, Le Monde, Time, La Repubblica, Feltrinelli, Il Sole 24 Ore, Mondadori. ""José Saramago non è uno scrittore per bambini e io non sono un classico illustratore per bambini"", ci ha detto Emiliano a proposito di questo nuovo progetto. ""Siamo entrambi abituati a parlare al nostro audience alla stessa altezza; questa volta abbiamo abbassato il capo o, meglio, ci siamo inginocchiati per guardare negli occhi interlocutori diversi"".

Come è nato il progetto?

""Mi sono incontrato con Cristiano Guerri e Gianluca Foglia, rispettivamente art director ed editor di Feltrinelli; era importante dare continuità all'immagine Saramago in Italia, di cui illustro le copertine, ma spostando tutto su un piano differente, più semplice dunque più complicato.
La forza del mio lavoro è la doppia lettura dell'immagine, un significato secondo della forma. Per questo progetto bisognava scegliere una strada diversa, il pubblico dei più piccoli necessita di immediatezza visiva più che di astrazioni concettuali di cui difficilmente sarebbero riusciti a fruire.
Dunque l'energia del concetto è stata declinata nell'impatto dei colori e della composizione"".



Scrivere un libro per bambini non è impresa facile: occorre un linguaggio semplice, immediato, evocativo. Protagonista di questo racconto che Saramago si limita ad abbozzare, nella speranza che qualcuno recuperi la sua storia e la racconti finalmente con le parole che si addicono a un libro per l'infanzia, è un eroe-bambino che vive in campagna, ama la natura e le lunghe passeggiate in cerca di avventure. Un giorno su una collina trova un fiore gettato via, sgualcito, quasi appassito, e decide di prendersene cura nonostante il ruscello sia distante, a valle, e portare l'acqua al fiore molto faticoso. Stanco, il bambino si addormenta sotto la pianta. Giunta la sera, i genitori sono disperati perché non riescono a trovare il figlio. Dopo una lunga ricerca, lo ritrovano adagiato in terra accanto al fiore che, nel frattempo, si è trasformato nel più grande del mondo.

""La narrazione è una breve storia di formazione e rito di passaggio, dalla spensieratezza dell'infanzia alla percezione della 'fragilità' del mondo fuori dall'abbraccio domestico"", ha sottolineato Emiliano. ""Il personaggio principale diventa consapevole che, anche lontano dalle figure genitoriali di riferimento, può interagire in prima persona volgendo le cose in positivo, rischiando, scegliendo, crescendo. Per quanto Saramago abbia dichiarato nelle prime righe di non essere uno scrittore per bambini, a mio avviso il testo è in linea con la migliore tradizione della scrittura fiabesca, e nella sua struttura ritroviamo molti elementi dello 'schema di Propp' (l'eroe, il premio, il padre...). In questo senso oltre ad appassionare, Il più grande fiore del mondo risponde anche ad un'esigenza pedagogica esponendo il lettore a un problema, a pericoli potenziali e al superamento dell'ostacolo con conseguente fortificazione del carattere e plauso degli adulti"".

È un frammento, quello di Saramago, che diventa storia grazie alle illustrazioni di Emiliano Ponzi, che imprimono alla narrazione un'impronta personalissima. Tra i toni del rosso, del marrone, del verde e del grigio, la storia che Ponzi ci racconta con le sue illustrazioni è un poetico richiamo all'infanzia, alla genuinità e agli elementi naturali.

Perché hai scelto questi colori?
""Ho usato pochi colori  e ricorrenti, ho creato grandi spazi vuoti per evocare il mondo attorno: oltre le montagne il giovane si può immaginare qualsiasi paesaggio e dietro gli alberi del bosco qualsiasi animale. Ho cercato di definire il meno possibile perchè la storia è ambientata in un luogo non specificato e in un tempo sospeso. Ho ricercato il sapore di una casa dove ci si recava di rado da bambini, magari in campagna, dai nonni; un ambiente semirurale distante da situazioni urbane o quotidiane. L'unico elemento ricorrente è forse il cappello rosso con visiera che da un lato modernizza e dall'altro rende il protagonista sempre individuabile soprattutto negli ambienti in cui le sue dimesioni sono più ridotte"".


José Saramago - Il più grande fiore del mondo
Titolo originale: A maior flor do mondo
Traduzione di Rita Desti
Illustrazioni di Emiliano Ponzi
31 pagg., 15 € - Edizioni Feltrinelli 2011 (Kids. Sbuk)
ISBN 978-88-0792171-1


L'autore


09 dicembre 2011 Di Sandra Bardotti

Il più grande fiore del mondo
Il più grande fiore del mondo Di José Saramago;

"Le storie per l'infanzia devono essere scritte con parole molto semplici, perché i bambini sono ancora piccoli, e quindi conoscono poche parole e non amano usare quelle complicate. Magari sapessi scrivere storie così, ma non sono mai stato capace di imparare, e mi dispiace. E poi, bisogna saper scegliere le parole, occorre un certo non so ché per raccontare, una maniera molto diretta e molto chiara, una pazienza infinita. E a me manca quanto meno la pazienza, cosa di cui chiedo scusa. Se avessi tutte queste qualità, potrei raccontare, nei particolari, una storia bellissima che un giorno ho inventato..." (José Saramago) Età di lettura: da 5 anni.

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