Strade di carta

Donne inarrestabili

Illustrazione digitale di Gaetano Di Riso, 2021

Illustrazione digitale di Gaetano Di Riso, 2021

Il libro di cui hai bisogno si trova accanto a quello che cerchi

Aby Warburg
Sapevo che un uomo che alza le mani su una donna non lo fa per insegnarle la disciplina, ma ho permesso a Joe di farlo a me per un bel pezzo. (…) E poi che si sa di un matrimonio in generale? Quello che vede la gente da fuori e quello che c’è dentro in realtà sono cose imparentate alla lontana, come cugini di terzo grado.
É Dolores Claiborne a parlare, ma è un uomo a darle voce da dietro la tastiera di una vecchia Olivetti. Erano gli anni ’90 e imparavo che un bravo scrittore può dare voce a un personaggio femminile tanto quanto una scrittrice. Esistono personaggi che anche se incrociano le nostre vite solo su strade di carta li sentiamo vicini, affini, ci affezioniamo a loro e sentiamo l’urgenza di parlarne ad altri lettori. Il fine romanzo psicologico Dolores Claiborne, di Stephen King mi ha sedotta per la sua capacità di catturare il lettore senza dargli tregua:, si entra in empatia con la protagonista ma anche con Vera, donna dal piglio deciso ma dotata di grande ironia e senso pratico: “Qualche volta fare la carogna è la sola cosa che resta ad una donna”. 
A ciascuno la sua croce, come si dice, e quella portata da Chris MacNeil nel celebre e terrificante romanzo di Blatty L’esorcista non è certo da meno, anzi! Mi sono imbattuta in questo grande esempio di narrativa americana durante il primo lockdown del 2020, quando passavo pomeriggi interi a mettere ordine tra gli scaffali, tirando giù libri che erano appartenuti a mia madre e sui quali per anni non avevo mai neanche posato lo sguardo. Non fu Regan né l’esorcismo in sé o gli irriducibili sacerdoti a conquistarmi, ma quella madre sola, per lo meno all’inizio, a fronteggiare qualcosa di assolutamente terrificante. Più andavo avanti a leggere, più il tormento di Chris era anche il mio e mi chiedevo come diavolo (ops!) avrebbe fatto a non morire di paura nel gelo infernale del piano di sopra.
Chi è un lettore lo sa, non importa se si tratta di qualcosa di straordinario o di agghiacciante: entrare in contatto con un personaggio, calarsi completamente nella storia fino a lasciare che tutto il resto scompaia, ecco, quello è uno dei motivi per cui leggere è un’esperienza che ti porta ad un livello superiore.
Donne coraggiose, donne determinate a non soccombere come le protagoniste di The Help, l’incantevole romanzo di Kathryn Stockett ambientato nei primi anni ’60 a Jackson, Mississipi. Sono passati circa dieci anni da quando l’ho letto e ciò che ricordo ancora oggi, a una così grande distanza di tempo, è stato quanto mi sia divertita leggendolo, quanto piacere abbia provato nel conoscere le storie di queste tre donne di colore che lavoravano come governanti presso famiglie di bianchi dell’upper class americana. É stato come guardare dal buco della serratura di quelle porte tirate a lucido, dietro quei portici sempre impeccabili e fioriti: ma cosa succedeva veramente lì dietro?
Nello stesso periodo, ma in modo del tutto casuale (credo mi fossi invaghita della foto in copertina), mi sono imbattuta in Agnes e Marion, le irresistibili protagoniste dei fortunati romanzi di Brendan O’Carroll. Il primo che ho letto è stato Agnes Browne mamma, ma presto scoprii che ne erano già usciti due prima di questo. Che vivacità nei dialoghi e che freschezza! Cosa chiedere di più a uno scrittore irlandese quando l’inarrestabile comicità di un personaggio femminile si sposa perfettamente con una Dublino proletaria dove il pub diventa centro dell’universo: “Faceva da Municipio, centro sociale, parco divertimenti e arena destinata a dibattiti politici, tutto insieme”.
Chiudo questa cinquina tutta al femminile (almeno per quanto riguarda le protagoniste) con un libro a me molto caro: L’educazione di Tara Westover, una storia vera. Tara è nata in una famiglia di mormoni dell’Idaho dove lei e i fratelli sono cresciuti all’ombra di genitori estremisti e francamente pericolosi, per non parlare del fratello maggiore che non perdeva occasione di tormentare le sorelle, come se un padre disturbato non fosse già abbastanza. La scuola, i libri, la possibilità di frequentare il college, l’educazione appunto, ecco cosa ha salvato Tara da un destino altrimenti già scritto.
Mi ha colpito la leggerezza con cui racconta un percorso di vita cupo, pesante, il fatto che non ceda all’odio o al risentimento ma che anzi ne tragga profitto per trovare un motivo sufficientemente forte per deviare il suo cammino verso una direzione migliore, il fatto che abbia trovato in sé la determinazione per non cedere al risentimento e perdonare. Perché si sa, il perdono non cambia il passato, ma può cambiare il futuro e consentirci di vivere meglio con noi stessi.
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