Un mare di libri

Migranti, fra il coraggio di partire e il desiderio impossibile di restare

Illustrazione di Issa Watanabe tratto dal libro "Migranti", Logos 2020

Illustrazione di Issa Watanabe tratto dal libro "Migranti", Logos 2020

È da oltre novant’anni che l’ultima domenica di settembre si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, ricorrenza istituita nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una tematica che, pur assurgendo spesso agli onori della cronaca, è lungi dall’essere risolta ed è ben più complessa di quanto possa sembrare.

Il fenomeno dell’immigrazione reca infatti con sé interrogativi di carattere etico, politico ed economico impossibili da ignorare. Lo aveva lucidamente intuito Umberto Eco, che già nel gennaio 1997, in occasione di un convegno organizzato nella città di Valencia volto ad analizzare quali fossero le prospettive per il nuovo millennio, aveva affermato:

“Il Terzo Mondo sta bussando alle porte dell’Europa, e vi entra anche se l’Europa non è d’accordo. Il problema non è più decidere (come i politici fanno finta di credere) se si ammetteranno a Parigi studentesse con il chador o quante moschee si debbano erigere a Roma. Il problema è che nel prossimo millennio (e siccome non sono un profeta non so specificare la data) l’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, ‘colorato’. Se vi piace, sarà così; e se non vi piace, sarà così lo stesso”.

Più di vent’anni dopo, la prospettiva di melting pot culturale preannunciata dall’autore de Il pendolo di Focault si è concretizzata in una società in cui i concetti di identità e appartenenza si sono fatti sempre più sfumati.  E mentre sulle pagine dei quotidiani si dibatte sullo ius soli e sulle politiche di accoglienza, riflettere sul tema dell’immigrazione si trasforma in un dovere sociale.

Da Enea in avanti, nell’antichità i profughi erano descritti come eroi, profeti e salvatori, mentre nella contemporaneità il desiderio di sgravarsi la coscienza e di giustificare la propria indifferenza porta fin troppo spesso a una de-umanizzazione della figura del migrante. Il timore del diverso e la diffidenza verso una cultura che si sente troppo distante dalla propria porta spesso a considerare lo straniero come una minaccia, e non come una risorsa.

La selezione di titoli qui proposti ha come intento quello di indagare e raccontare l’esperienza dei migranti. I punti di vista sono molteplici: si passa dal reportage al saggio politico, dal romanzo di formazione all’inchiesta. Non mancano anche i suggerimenti rivolti ai più piccoli, con una serie di libri che trattano con delicatezza ma senza banalizzazioni un tema complesso come quello dei migranti, per dimostrare che la diversità culturale non va considerata un pericolo, ma una ricchezza.

Legenda
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