Il verso giusto

Not in a Silver Casket Cool with Pearls di Edna St. Vincent Millay

Illustrazione di Marya Cesarano, 2021

Illustrazione di Marya Cesarano, 2021

Not in a Silver Casket Cool with Pearls

Io non ti dò il mio amore come fanno
le altre ragazze, in uno scrigno freddo
d’argento e perle, né ricco di gemme
rosse e turchesi, chiuso, senza chiave;
né in un nodo, e nemmeno in un anello
lavorato alla moda, con la scritta
‘semper fidelis’, dove si nasconde
un’insidia che ottenebra il cervello.
L’Amore a mano aperta, questo solo,
senza diademi, chiaro, inoffensivo,
come se ti portassi in un cappello
primule smosse, o mele nella gonna,
e ti chiamassi al modo dei bambini:
“Guarda che cos’ho qui! – Tutto per te”


Not in a Silver Casket Cool with Pearls

Not in a silver casket cool with pearls
Or rich with red corundum or with blue,
Locked, and the key withheld, as other girls
Have given their loves, I give my love to you;
Not in a lovers’-knot, not in a ring
Worked in such fashion, and the legend plain—
Semper fidelis, where a secret spring
Kennels a drop of mischief for the brain:
Love in the open hand, no thing but that,
Ungemmed, unhidden, wishing not to hurt,
As one should bring you cowslips in a hat
Swung from the hand, or apples in her skirt,
I bring you, calling out as children do:
“Look what I have!—And these are all for you.”


Traduzione di Silvio Raffo. Da Edna St. Vincent Millay, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Crocetti Editore 2020

Poesie
Poesie Di Edna St. Vincent Millay;

Edna St. Vincent Millay è stata l’eroina dell’età del jazz, la poetessa più amata e più letta nell’America degli anni venti, tanto che Thomas Hardy disse che c’erano soltanto due grandi cose negli Stati Uniti: i grattacieli e la poesia di Edna.

Edna St. Vincent Millay nasce il 22 febbraio 1892 a Rockland, un piccolo centro affacciato sulla splendida baia di Penobscot, nel Maine. A pochi chilometri da Rockland c’è Camden, dove Edna trascorre la giovinezza, circondata dalla bellezza: il verde assoluto dei boschi, i monti, il blu dell’oceano interrotto da tre isolette. Questo grandioso scenario le ispira Renascence, un poemetto che descrive la maestosità della natura e racconta una rinascita spirituale. A 19 anni, Edna lo legge in pubblico: è l’inizio di una folgorante carriera. Subito dopo, si stabilisce a New York, completa gli studi, scrive su diverse riviste, recita in una compagnia teatrale. In breve diventa il simbolo dell’insofferenza verso il conformismo morale e il perbenismo e l’autrice più amata degli anni Venti.

Il successo è coronato, nel 1923, dal premio Pulitzer per la poesia, che le viene assegnato per la raccolta Il tessitore d’arpe. Edna viaggia molto, e non esita a denunciare le ingiustizie, come quando partecipa a manifestazioni in difesa di Sacco e Vanzetti, e viene arrestata. Interpreta una femminilità libera, dà voce al mito dell’eterna giovinezza, alla liberazione della donna, all’amore romantico ma privo di illusioni, alla precarietà della vita e alla tristezza, ma senza rassegnazione. La alimenta un inesauribile fuoco interiore e un’indomabile inquietudine. Negli anni Trenta la sua fama scema, comincia ad avere problemi economici e di salute, fisica e psicologica. La morte del marito Eugen Boissevain, nel 1949 (si erano sposati nel 1923), è un colpo fatale. Edna muore la notte del 19 ottobre 1950 nella sua casa di Steepletop (Austerlitz, New York), che oggi è una casa-museo.

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