Sapore di sala

120 anni di Walt Disney, come l'arte ha influenzato il papà di Topolino

Se puoi sognarlo, puoi farlo

Il 5 dicembre del 1901, nasceva a Chicago il genio dell'animazione Walt Disney. Il «papà» di Topolino (per molti il suo alter ego) detiene il record di Oscar vinti con 26 statuette, di cui 3 onorarie e un Premio alla memoria. Quando nel 1966, all’età di 65 anni, Walt lascò questo mondo (forse) non avrebbe mai immaginato che il suo regno cinematografico sarebbe divenuto un impero incontrastato che, oggi, domina ad Hollywood avendo assorbito altre grandi compagnie come Pixar, Marvel, 20th Century Fox, ABC e Lucasfilm di Star Wars. 

Quarto di cinque figli, Disney cresce nella fattoria di Marceline nel Missouri dove incomincia ad appassionarsi al disegno osservando natura e animali. Dopo essersi diplomato alla Chicago Academy of Fine Arts nel 1917, si arruola ancora minorenne nell'esercito durante la prima guerra mondiale, mosso dal suo sincero spirito patriottico. Prestò servizio presso la Croce Rossa dove si divertiva a tratteggiare le caricature dei suoi commilitoni. Tornato a Chicago, realizzò il sogno di lavorare nel cinema fondando con l’amico Ub Iwerks e il fratello Roy la Disney Brothers Studios. Era il 1923. 

Topolino veniva alla luce nel 1928 da un’esigenza creativa di un Walt orfano del suo primo personaggio di successo (Oswald il coniglio fortunato) di cui aveva perduto i diritti. Sarà l’inizio dell’età d'oro dell’animazione. Creò Mickey Mouse sotto l’influenza di grandi illustratori europei come Benjamin Rabier a Beatrix Potter. Così, come per il topo più famoso di sempre, anche tutti gli altri personaggi che andranno a popolare il regno di Disney non saranno frutto della sola fantasia di Walt e del suo team di collaboratori. Esperti disegnatori e studenti d’arte che compievano la magia di dar vita alle pagine di fiabe popolari, ispirandosi alle più fantasmagoriche opere d’arte.  

L’aspetto di Biancaneve, per esempio, si rifarebbe a Melisande della pittrice austriaca Marianne Stokes operante soprattutto nell'Inghilterra vittoriana. La perfida regina Grimilde, invece, è basata sulla statua di Uta di Ballenstedt che si trova nel coro della cattedrale gotica di Naumburg in Germania. Il suo alter ego, la strega cattiva, è riscontrabile in Due vecchi che mangiano la zuppa (1823): una delle «Pitture nere» di Francisco Goya. Gli alberi danteschi, ad opera dell’illustratore Gustave Doré, prendono vita nella minacciosa foresta del classico d’animazione del 1937 tratto dalla favola dei fratelli Grimm. 

Il villaggio bavarese fa da sfondo alle avventure del burattino toscano, nel Pinocchio secondo Disney. Nell’adattamento di Collodi (1940), Gustaf Tenggren e Albert Hurter, già al lavoro su Biancaneve e i sette nani, si lasciano influenzare da Arthur Rackham, Edmund Dulac (che ritroveremo con Fairy Book per la fatina Trilli di Peter Pan), John Bauer e l'art pompier. Il gigante Galligantua di Rackham, ad esempio, ricorda molto Mangiafuoco.  

Nello stesso anno, esce Fantasia, capolavoro di avanguardia e sinestesia. Il film è debitore al cinema espressionista tedesco, primo fra tutti il Mefisto nel Faust (1926) di Murnau per la creazione del demone Chernabog. L’iconografia della sequenza finale dell’Ave Maria di Schubert è basata sul dipinto Chemin dans les arbres (1891) dell’artista francese Maurice Denis. 

Nel 1946, Walt collaborò con Salvador Dalì per la realizzazione del cortometraggio Destino. Con Dumbo (1941) e col successivo Alice nel Paese delle Meraviglie (1951), Disney mise a frutto ciò che aveva imparato dall’artista spagnolo creando, rispettivamente, la parata di elefanti rosa e le creature surrealiste nella trasposizione del romanzo di Lewis Carroll. Come, per esempio, gli orologi sciolti da La persistenza della memoria. 

La bella addormentata nel bosco (1959) fu l'ultimo adattamento di una favola prodotto dalla Walt Disney. Graficamente, il film trae ispirazione dalle miniature gotiche del libro Très Riches Heures du duc de Berry dei Fratelli Limbourg e dai paesaggi di Pieter Bruegel il Vecchio. 

"Se puoi sognarlo puoi farlo": i più bei film della Disney

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