Sapore di sala

George Jacques Danton, protagonista della Storia tra grande e piccolo schermo

George Jacques Danton protagonista: sul piccolo e grande schermo.
C’è Danton di Andrzej Wajda, per iniziare, che quest’anno compie 40 anni. E poi La morte di Danton di Mario Missiroli, con Gastone Moschin nel ruolo del rivoluzionario.

La storia di Danton

Come sempre apro un contesto storico.
Dopo lo scoppio della rivoluzione Danton si distinse come grande agitatore di masse. Fu uno dei membri del movimento che votò per la decapitazione di Luigi XVI. Fece parte del tribunale rivoluzionario con Marat e Robespierre.
In politica estera cercò di non isolare la Francia le cui idee rivoluzionarie e relative applicazioni ultra rigorose e violente, non erano così gradite a molte potenze europee. Così cercò di negoziare una sorta di neutralità con la Gran Bretagna e avviò trattative con la Prussia.

Questa visione politica non era gradita ai membri più integralisti del tribunale rivoluzionario che aspettavano solo che Danton commettesse un errore irreparabile. Che Danton commise affidando l’esercito al generale Dumoriez che si rivelò incapace e responsabile di una serie di insuccessi militari.

Danton come prima punizione fu estromesso dal comitato del tribunale. Ma non si arrese e si mise a capo della fazione moderata che auspicava la fine del terrore.
Questa volta l’errore gli fu fatale. Robespierre, capo del comitato di salute pubblica, lo accusò di tradire la rivoluzione e fece in modo che Danton fosse condannato e ghigliottinato.

Il personaggio perfetto per Wajda

La sua storia è decisamente “cinematografica” e infatti interessò Andrzej Wajda, maestro polacco molto attento alla politica e alle rivoluzioni. Nei Dannati di Varsavia firma un’opera che lo rivela al movimento internazionale del cinema. Il racconto riguarda l’insurrezione di Varsavia nel 1944, quando i nazisti distrussero la città. Il momento tragicamente decisivo della Polonia in quel periodo permette all’autore di confrontare le angosce personali dei protagonisti con i dilemmi morali e politici della storia.
Sarà il registro che lo identificherà in tutta la sua azione.

La rivoluzione francese non poteva che essere un tema forte ed ecumenico. E Danton un testimone tragico e perfetto.
Wajda si ispirò al dramma teatrale L’Affaire Danton di Stanislawa Przybyszewska, a sua volta autrice attenta ai significati della storia.

Il film

La Francia repubblicana ha disatteso i principi che l’avevano fatta nascere. I realisti hanno ripreso a contrastare società e politica.
Danton si pone come mediatore. Ma Robespierre continua a sostenere la politica del terrore. Alla fine sarà lui a imporsi, la ghigliottina attende il moderato Danton.

Wajda, sempre attento alla storia come e ai suoi ricorsi, aveva vissuto la rivolta di Danzica nel 1970. L’aumento del costo del cibo e dei beni di consumo fondamentali, determinarono scioperi nella parte settentrionale della Polonia. A reprimere i moti intervenne l’Armata popolare polacca e la milizia cittadina. I morti furono 42 e i feriti più di 1000.

Le analogie con Parigi erano lontane, ma non per Wajda che colse l’occasione per il suo pronunciamento: la storia non insegna niente e i protagonisti, tutti, finiscono sempre sconfitti.
Il regista rilevò in Depardieu il modello fisico e morale perfetto per rappresentare Danton nella sua illusione. 

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Libri sulla rivoluzione francese

Morte di Danton

Di Georg Büchner | Einaudi, 2016

Danton. Il tribuno del popolo

Di Norman Hampson | Res Gestae, 2023

La storia segreta della Rivoluzione francese

Di Hilary Mantel | Fazi, 2023

La rivoluzione francese

Di François FuretDenis Richet | Laterza, 2020

Cittadini. Cronaca della rivoluzione francese

Di Simon Schama | Mondadori, 2017

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