Gli appunti scuola di Wuz.it

La musica futurista: scoppi, rombi di tuono, esplosioni, fischi, sibili e sbuffi, bisbigli, strilli, versi animali e grida umane

Il futurista Luigi Russolo nel 1913 esortava a metter tutto nella musica. Nacquero così le note in libertà

ASCOLTIAMO dei brani musicali presentati da Filippo Tommaso Marinetti e alcuni pezzi nell'esecuzione originale di Russolo


                                        AUDIO - Sintesi Musicali Futuriste, Marinetti 1931

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Con il Manifesto del 20 febbraio 1909 l'italiano Filippo Tommaso Marinetti lanciava un messaggio dirompente contro il conformismo della tradizione (la cultura accademica, gli istituti grammaticali e metrici, ogni forma di acquiescenza classicistica) ""in favore degli oggetti e etti più impoetici e clamorosi i moderna che erano la macchina, la tecnica, l'audacia, la velocità, la forza, la guerra, il rumore"". Scopri il nostro approfondimento sul Manifesto futurista e Marinetti nell'articolo di Maremosso!

Fra il 1910 e il 1912, Francesco Balilla Pratella pubblicò 3 manifesti specifici
per la rivoluzione musicale, pronti a calarsi nella Musica futurista per orchestra (vivamente contestata a Roma nel '13) e nell'opera L’aviatore Dro (Lugo, 1920).

Insieme al rifiuto del passatismo e al desiderio di assoluta libertà (""Disertate i conservatori, i licei e le accademie, e determinatene la chiusura; si vorrà certamente provvedere alle necessità dell'esperienza, col dare agli studi musicali un carattere di liberta` assoluta"") Pratella propone nei suoi componimenti frequenti riferimenti a motivi musicali popolari italiani;  nonostante le opere di Pratella rimangano ancora legate al linguaggio musicale tradizionale, le loro prime esecuzioni scatenarono lo stesso risse tra pubblico e futuristi, sedate alla fine dall'intervento della polizia.


L'11 marzo 1913
il musicista Luigi Russolo pubblica L’arte dei rumori, una lettera-manifesto che rinnega l'arte classico-romantica e inneggia alla prosa, alla quotidianità, alla volgarità del rumore in tutte le sue manifestazioni contingenti e meccaniche (dallo scoppio di un motore allo sferragliare di un treno).

Per riprodurre questo genere di rumori Russolo stesso costruisce l'intonarumori (apparecchio che simula ululati, stropiccii, gorgoglii, sibili e ronzii e può ronzare, ululare, rombare, scoppiettare), e un rumorharmonium, il mezzo necessario ad amplifiacare gli effetti musicali creati dall'intonarumori. Purtroppo questi strumenti furono distrutti durante la seconda guerra mondiale. 



                                        AUDIO - Risveglio di una città, Luigi Russolo 1913

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Tutti questi strumenti vennero più volte utilizzati in spettacoli dal vivo, seguiti  puntualmente da reazioni violente del pubblico, secondo il clima tipico delle serate futuriste.


Eccone alcuni esempi:

    * Poema sinfonico Inno alla vita, eseguito il 9 marzo 1913 a Roma, musiche di Pratella
    * Risveglio di una città, musiche di Russolo, 1914
    * Balli plastici, marionette geometriche create da Depero che si animano seguendo il ritmo delle musiche di Casella, Malipiero e Lord Berners
    * L'aviatore Dro, musica di Pratella, prodotta da una motocicletta e da una sirena che emettono assordanti rumori

Il futuro, per come lo vedevano quegli artisti, sarebbe stata l'età della macchina, esaltata assai più palesemente che nella Saga di Stravinskij.
La maggior parte dei futuristi erano pittori o poeti: lo stesso Russolo aveva esordito come pittore. Ma la carenza di formazione musicale non costituiva per lui un problema, poiché ciò che invocava - nell'Arte dei rumori (1916), uno dei manifesti tipici del gruppo - era un'arte totalmente nuova, in sintonia con il mondo moderno:

La macchina ha oggi creato tanta varietà e concorrenza di rumori, che il suono puro, nella sua esiguità e monotonia, non suscita più emozione.

Le idee da lui propugnate erano tutt'altro che circoscritte.
I musicisti erano consci come chiunque altro di vivere in una nuova era, quella dell'automobile, dell'aeroplano, del grammofono e del telefgrado senza fili. Ma non sarebbe stato attraverso minacciosi intonarumori inscatolati su un palco che questa nuova era si sarebbe espressa. Russolo sarà l'unico che si trasferirà a Parigi e continuerà ad aggiornare e a sviluppare la musica futurista, continuando la sua attività di inventore.
Dai compositori stranieri contemporanei venne considerato l'unico grande musicista futurista, ma la sua opera non avrà successori immediati.


Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini - Parigi 1912



Marinetti fu un instancabile propagandista e sostenitore della musica futurista. In un secondo momento inoltre s'interessò di radiofonia e propose d'inserire nelle trasmissioni suoni captati dal mondo circostante (sgocciolii, fruscii, ecc.).

Tuttavia, la musica concreta degli anni '60, (John Cage in particolare) deve molto alla sperimentazione futurista e ai ""rumori trovati"" degli spettacoli radiofonici di Marinetti.


Un ulteriore lampo del Futurismo musicale ebbe luogo negli anni '20 grazie al Teatro della Sorpresa e al Nuovo Teatro Futurista di Rodolfo De Angelis.
In quegli spettacoli la musica era spesso improvvisata e interveniva per far violenza, disturbare, provocare, comunque restando sempre in subordine; ed era composta per esempio da Silvio Mix (per L'angoscia delle macchine di R. Vasari) e Franco Casavola (responsabile delle musiche per le invenzioni di Russolo).
In ultima analisi ""il futurismo dimostrò scarsa vitalità creativa, ma seppe allargare gli ambiti della musica a quelle espressioni estranee al suono vero e proprio che erano state fondamentali presso i popoli arcaici e tali continuavano a essere presso la musica popolare; e cautamente filtrato servì all'arte invero maggiore di Gian Francesco Malipiero, Alfredo Casella e Virgilio Mortari in Italia, dei Sei in Francia, di Edgar Varèse e - come si diceva - John Cage negli USA"".

Da ricordare, infine, un elemento non secondario dell'intera analisi: le sfide dei musicisti futuristi, come quelle di molti appartenenti ad altre avanguardie nel Novecento, sono state spesso motivate politicamente. ""Bisogna stare in guardia, essi dicevano, dalla ideologica cecità che proviene dal postulare troppo frettolosamente i parametri del concetto di musica. Ma non si creda che l'ideologia risieda solamente nel discorso attorno alla musica; secondo la soluzione dialettica, essa risiede anche nel continuo movimento delle forme musicali. Attenzione dunque a come si ascolta. Ancora una volta la teoria musicale funge anche da teoria sociale "".


Fonti:

  • Stefano Bianchi - La musica futurista. Ricerche e documenti, LIM 1995
  • Enciclopedia della musica. Vol. 5: L'unità della musica, Einaudi 2005
  • Dizionario di musica classica. Dalle origini a oggi. Gli autori, le scuole, gli esecutori, le musiche, a cura di Piero Mioli, BUR 2006
  • Paul Griffiths - Breve storia della muisca occidentale, Einaudi 2007
  • I primi intonatori del rumore, una pagina web sulla musica futurista
  • La musica futurista, pagina web introduttiva








Opere



In occasione del centenario del Manifesto Futurista la Regione Lombardia ha proposto un concerto straordinario: l'Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta dal Maestro Carlo Boccadoro ha eseguito musiche di Casavola, Pratella e Mix.

Franco Casavola
- Il mercante di cuori
- Ranocchi al chiaro di luna
Francesco Balilla Pratella

Per un dramma orientale
(musiche di scena per ""Il tamburo di fuoco"" di F. T. Marinetti)
1. Preludio
2. Danza dei serpenti Silvio Mix - Angoscia delle macchine - Cocktail


Tra i cd in commercio troviamo:
Concerto dell'albatro / Trio di Giorgio Federico Ghedini e Francesco Balilla Pratella - Etichetta Bongiovanni 

E tra i musicisti che in qualche modo affondano le radici nella sperimentazione futurista:
Gian Francesco Malipiero
Alfredo Casella
Edgar Varèse
John Cage



I protagonisti



 


02 aprile 2009   Di Giulia Mozzato
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