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Educare alla pace 

Illustrazione digitale di Giusy Gallizia, 2022

Illustrazione digitale di Giusy Gallizia, 2022

Tutti parlano di pace ma nessuno educa alla pace. A questo mondo si educa per la competizione, e la competizione è l’inizio di ogni guerra: quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’altro solidarietà, quel giorno si starà educando alla pace

Maria Montessori

Da qualche giorno ormai siamo sommersi da notizie di distruzione, violenza e guerra, da immagini difficili da gestire emotivamente per grandi e piccoli, specialmente se soli. I bambini, infatti, non hanno solo bisogno di adulti che li aiutino a filtrare e capire quello che avviene nel mondo, ma anche di sviluppare un pensiero critico e alternativo che consenta loro nel futuro di incidere significativamente sulla realtà: bisogna fornire loro gli strumenti giusti per evitare che gli episodi tremendi che hanno segnato la Storia si ripetano.

Questo vogliamo e possiamo fare noi librai e tutti noi adulti: educare noi stessi e loro a sviluppare un pensiero pacifico, prendendo spunto da storie vere di grandi pensatori e, grazie ai libri, capire e comprendere. La Storia non è fatta solo di guerre per la conquista del potere e della supremazia, ma anche da personaggi che con azioni collettive di non violenza hanno ottenuto grandi risultati politici e sociali.

E se attraverso i libri possiamo piantare semi di pace che potranno fiorire un domani nelle coscienze dei futuri adulti, non ci dobbiamo stancare di raccontare loro che gli esseri umani sono tutti uguali e, soprattutto, di dare alle parole il giusto peso.

È l’azione principale che possiamo mettere in atto. In questo ci viene in soccorso We are all humans, un testo straordinario che con la delicatezza di Emanuela Nava e Simona Mulazzani ci ricorda che “spesso è la mancanza di immaginazione che non ci permette di vedere negli altri il mondo intero” e ci fa riflettere sulla potenza delle parole positive che “non fanno rima con razzismo” e trasmettono proprio quei valori che vorremmo tutti condividessero.

We are all humans. 15 parole che non fanno rima con razzismo

Quindici parole per stimolare la riflessione e il confronto, perché per sconfiggere il razzismo dobbiamo aprirci al dialogo e riconoscere che abbiamo tutti gli stessi sogni, gli stessi desideri di giustizia e libertà. Come trasmettere i valori di tolleranza, solidarietà e giustizia? A volte con un libro. E con la possibilità di fermarsi a riflettere su ciò che la diversità suscita in noi.

Per parlare di pace e accoglienza ai piccolissimi, insieme alle parole possiamo usare il linguaggio universale dei colori, partendo dalla famosa storia di un'amicizia di Leo Lionni, Piccolo blu e piccolo giallo, ormai grande classico, in cui la voglia di giocare insieme del blu e del giallo è fortemente osteggiata dai rispettivi genitori, che temono moltissimo quella contaminazione da cui nascerà il verde. Se il piccolo blu e il piccolo giallo sono ormai icona di pace e simbolo della ricchezza che nasce dall’accoglienza dell’altro, il rispetto per la diversità che diventa risorsa è al centro di un altro fantastico libro, Il muro, illustrato dalle impronte delle dita in colori diversi, ognuno dei quali rappresenta una categoria sociale, gradualmente espulsa al di là di un muro che cresce “materialmente” pagina dopo pagina, finché non ci si accorgerà della necessità della presenza di tutti per poter vivere bene.

Tra i grandi scrittori per l’infanzia che hanno dato vita a storie per aiutare i bambini a riflettere e che hanno elaborato con loro storie di pace, in prima linea troviamo Mario Lodi (di cui quest’anno ricorre il centenario) che con le sue Favole di Pace ci offre l’opportunità di pensare a un mondo alternativo e non violento, un mondo che lascia spazio solo alla fantasia e alla speranza.

Favole di pace. Ediz. ad alta leggibilità

La penna di Mario Lodi è lieve ma capace di aiutare i più piccoli a entrare in relazione con i coetanei, gli adulti, gli ambienti extrafamiliari e la realtà circostante. Sono favole vere, nate nella scuola da idee di bambini, allo stesso modo dei capolavori Cipì e Bandiera. Un libro da leggere soli, ma adatto anche alla lettura collettiva: in gruppo, in classe, con una figura adulta.

Tale potenza di pensiero appartiene esclusivamente ai bambini e alle grandi anime di cui non ci si stanca mai di ascoltare le storie, proprio come se queste ultime fossero nutrimento per il cuore; le vite di alcuni personaggi che si sono impegnati per rendere il mondo un posto migliore sono raccolte nel volume Libertà. Storie di rivoluzionari per ragazzi che vogliono cambiare il mondo, nato dalla collaborazione di Feltrinelli con Emergency: vi sono personalità rivoluzionarie solo apparentemente lontane, per tempo e raggio d’azione, ma vicinissime negli ideali, tra cui San Francesco e Ernesto Che Guevara. Quindici grandi che non si sono arresi davanti alle prepotenze contrastandole non per loro stessi ma per gli altri, lasciando un segno importante nella Storia.

Libertà. Storie di rivoluzionari per ragazzi che vogliono cambiare il mondo

Questo libro è nato da una collaborazione tra Feltrinelli ed Emergency per diffondere tra i ragazzi idee ed esperienze di un modo diverso di guardare il mondo, che spesso è finito anche per cambiarlo.

Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra.


Gianni Rodari

Un capitolo a parte meritano le storie di Mandela e Gandhi, forti sostenitori tanto della non violenza e del dialogo quanto dell’autodeterminazione dei popoli sulle loro terre: la loro forza d’animo, il loro pensiero coraggioso e le storie incredibili che riguardano le loro vite hanno il fascino della fiaba e sono al contempo fari illuminanti per scegliere come agire nella quotidianità.

Il bambino Nelson Mandela

Grandissimi contro le ingiustizie

Le grandi scelte infatti si costruiscono nel quotidiano, anche in momenti molto pesanti come quelli che si vivono durante il conflitto, ed è proprio attraverso i sentimenti delle persone comuni che si coglie la reale tragicità della guerra. Educare alla pace significa anche far conoscere e far riflettere i bambini (e non solo), naturalmente con la dovuta delicatezza, su quello che la guerra comporta nella quotidianità di chi la vive: lo si può cogliere leggendo le lettere che si scambiano Tommi e il suo papà inviato a scrivere la guerra”, o tra le immagini e le parole della Fioraia di Sarajevo, in cui lo storico mercato via via distrutto dalle granate è sfondo di una amicizia che riscalda il cuore ma che verrà interrotta dagli eventi che ben conosciamo.

Altrettanto importante in un momento come questo è spiegare quello che provano tutti coloro che, mentre noi ce ne stiamo al calduccio, hanno deciso a causa della guerra di abbandonare la loro case, per tentare di sopravvivere, portando con sé lo stretto necessario. Che cos’è un rifugiato?, un librino che arriva dritto al cuore, ce lo spiega molto bene (inoltre, grazie a una speciale collaborazione, per ogni copia venduta, 1 euro sarà devoluto alle attività dell’UNHCR).

Cos'è un rifugiato?
Cos'è un rifugiato? Di Elise Gravel;

Chi sono i rifugiati? Perché sono chiamati così? Perché devono lasciare la loro casa? Perché spesso non vengono accolti nel paese dove arrivano? Un albo illustrato semplice quanto necessario che esplora cosa significa essere un rifugiato con parole che arrivano dritte al cuore.

Per concludere questa carrellata non potevamo non scegliere un albo che mette d’accordo piccoli e grandi, facendo riflettere e cantare insieme per la pace: un omaggio illustrato da Peter H. Reynolds all’inno Peace Train di Cat Stevens, che entusiasma, commuove e coinvolge “Tutti salgono sul treno della pace! Unisciti agli amici provenienti da tutto il mondo, sali anche tu sul treno diretto verso la pace"!

Il treno della pace. Ediz. illustrata
Il treno della pace. Ediz. illustrata Di Cat Stevens;Peter H. Reynolds;

Tutti salgono sul treno della pace! Unisciti agli amici provenienti da tutto il mondo, sali anche tu sul treno diretto verso la pace. I versi appassionati dell'amatissimo inno di Cat Stevens e l'interpretazione in immagini di Peter H. Reynolds commuovono, riempiono di gioia e ci invitano a cantare tutti insieme per la pace.

La luna di Kiev

Chissà se la luna
di Kiev
è bella
come la luna di Roma,
chissà se è la stessa
o soltanto sua sorella…

"Ma son sempre quella!
– la luna protesta –
non sono mica
un berretto da notte
sulla tua testa!

Viaggiando quassù
faccio lume a tutti quanti,
dall’India al Perù,
dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano
senza passaporto".


Gianni Rodari

La luna di Kiev. Ediz. illustrata

L'intero ricavato dalla vendita sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana Emergenza Ucraina. 1955, Gianni Rodari scrive La luna di Kiev, inno alla fratellanza tra i popoli.

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