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La Resistenza raccontata ai bambini

Illustrazione digitale di Giusy Gallizia, 2022

Illustrazione digitale di Giusy Gallizia, 2022

Il 25 aprile rappresenta una data storica per l'Italia: la fine della guerra, la vittoria dei partigiani sull'esercito fascista, la fine del regime di Benito Mussolini, l'inizio di una nuova era. Si festeggia tutti gli anni dal 1945 ed è festa nazionale. È il giorno in cui l’Italia si libera definitivamente del governo nazifascista grazie all’azione spontanea e coraggiosa di una parte della popolazione, uomini donne e ragazzini che con sacrifici importanti e condizioni di vita durissime hanno dedicato la loro vita all’ideale della libertà: i partigiani. Quelli che, come dice la parola stessa, in un momento estremamente particolare e pericoloso hanno scelto da che parte stare, quelli che hanno scelto di resistere, di non soccombere al governo prepotente di nazisti e fascisti (nel momento in cui l’esercito italiano smise di combattere al fianco della Germania di Hitler) e con una serie di azioni anche militari hanno dato vita alla Resistenza italiana.

Piazza 25 aprile, Rizzoli

La Resistenza dei sette fratelli Cervi, Einaudi Ragazzi

Io non ci sto! L'estate che divenni partigiana, Mondadori 

È importante celebrare questa data per ricordare ogni anno il sacrificio dei partigiani che, pur essendo spesso molto giovani, hanno combattuto per garantire a tutti uno Stato fondato su giustizia, libertà e democrazia, oltre che parità di diritti per tutte le classi sociali. Ma il tempo passa e per mantenere viva la memoria, ora che la tradizione orale sta venendo meno perché molti dei protagonisti di quegli anni non ci sono più, possiamo leggere assieme ai nostri ragazzi le loro storie e testimonianze. Per esempio, Noi ragazzi della libertà contiene oltre cinquecento interviste, realizzate in collaborazione con l'Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, perché restasse viva la voce e fosse reso omaggio a tutti coloro che hanno rischiato e perso la propria vita per la libertà dell’Italia, o anche Oh Bella ciao, che attraverso otto storie vere di ragazzini partigiani ripercorre l’Italia da Nord a Sud, dalle città ai paesi di montagna, perché il loro sacrificio per il bene di tutti non venga dimenticato. Sono racconti forti, che emozionano, fanno pensare e lasciano senza fiato, racconti in cui non è facile immedesimarsi e per questo un’insegnante li regala ai propri ragazzi: perché possano riempire loro la testa di storie, e i cuori di coraggio o imparino che la libertà non è un regalo, ma va conquistata e difesa tutti assieme, come ricorda anche I racconti della Resistenza.

Per cogliere a pieno quello che avvenne in quei venti mesi che vanno dall’armistizio di Cassibile, il 3 settembre 1943, al 25 aprile 1945, è necessario farsi delle domande che riguardano tanto la terribile quotidianità della gente che viveva sotto la dittatura fascista quanto gli avvenimenti che si verificavano in Europa in contemporanea. Per rispondere possiamo servirci di titoli snelli e piacevoli come quello in cui Piero, Nilde e i loro compagni di classe si avventurano lungo sentieri di montagna con la maestra e dall'incontro con uomini e donne coraggiosi comprendono che libertà, democrazia e pace sono state una difficile e sofferta conquista, o storie in cui la forza dell’amicizia sarà rifugio e trampolino per coloro che devono scegliere se vivere facendo finta di nulla o rischiare la vita per la libertà.

La Resistenza spiegata ai bambini. Dall'oppressione alla libertà: le radici della Costituzione, Becco Giallo

La Resistenza, EL

La bella Resistenza. L'antifascismo raccontato ai ragazzi, Feltrinelli 

In questa battaglia, a volte silenziosa ma quotidiana, un ruolo fondamentale lo hanno svolto le donne e le ragazze, senza le quali quello che è accaduto sarebbe stato impossibile, visto che spessissimo oltre a essere di sostentamento per gli uomini nascosti tra campagne e monti, avevano il ruolo di staffette: con le loro biciclette macinavano chilometri per trasportare comunicazioni clandestine e materiale di varia natura ai partigiani sparsi nei territori, consentendo loro di organizzarsi in una rete efficientissima, pur rimanendo al sicuro. Tra tante ricordiamo Tina Anselmi che, a 17 anni, disgustata e scioccata dall’impiccagione del fratello di una sua compagna di classe per mano dei fascisti, decide di unirsi alla lotta partigiana scegliendo “Gabriella” come nome di battaglia. Nel libro Gabriella in bicicletta, che ha scelto di scrivere per non dimenticare, racconta in prima persona la Resistenza attraverso circostanze difficilissime da gestire che lei vive come se fossero normali: dai rischi alla solidarietà sperimentata, dagli ideali alle speranze collettive, con semplicità e immediatezza ci fa entrare nella grande Storia attraverso le vicende quotidiane, comunicandoci forza, coraggio e convinta fiducia nelle azioni che porta avanti con i propri compagni. Non a caso, in appendice sceglie di inserire anche schede sui momenti salienti del Fascismo e della Resistenza e sui suoi principali protagonisti, come Matteotti e Pertini, oltre che alcune lettere dei partigiani condannati a morte.

La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi

26 settembre 1944, Tina Anselmi ha 17 anni, siamo nel pieno dell’occupazione nazista. Quel giorno a Bassano del Grappa, dove Tina va a scuola, i tedeschi impiccano 43 giovani partigiani nella piazza del paese, e tra questi c’è il fratello di una sua compagna di classe. Tina ne è scioccata: viene da una famiglia antifascista e anche nell’Azione Cattolica ha appreso valori ben diversi da quelli imparati a scuola nell’ora di Dottrina fascista. Decide così di unirsi alla lotta partigiana.

In questa fase storica, in Italia anche i nomi fanno la differenza: ce lo dimostra la piccola Luce che, nata nel 1922 nel giorno in cui Mussolini sale al potere, viene chiamata così dai genitori perché possa illuminare il buio in cui sta per cadere l’Italia. E così sarà per coloro che la incontreranno, soprattutto per le persone che durante il fascismo “fingono che tutto sia normale, quando normale non è”. Cresciuta con il monito “ Alza la testa” e intollerante alle ingiustizie, quando incontrerà Bruno, giovane partigiano ferito, diventerà una staffetta perfetta e utilissima, affrontando paura e pericoli per essere il collegamento tra la città e il mondo fino al momento in cui, il 25 aprile 1945, scoppia la Liberazione. Sebbene nel corteo stesso il contributo fondamentale delle donne non sarà riconosciuto come tale, lei procederà “a testa alta”, ricordando il monito dei genitori per se stessa e per le altre donne che come lei hanno fatto la differenza. Le splendide illustrazioni di Paolo d’Altan fanno da cornice perfetta alle parole di Guia Risari che ne racconta la storia e ci riporta a vivere le emozioni di quel momento storico terribile. Utilissime anche qui le pillole di storia alla fine del testo e una lista di siti internet adatti ai ragazzi dove approfondire la Resistenza e i suoi ideali. Nel frattempo, tante altre storie appassionanti tutte al femminile stanno facendo capolino e dimostrano continuamente quante madri e quante nonne, nel silenzio, hanno rischiato la vita pur di non rivelare ciò che sapevano, come quella nonna Clementina con un passato partigiano, o l’avventura della piccola Leda.

Alza la testa. La Resistenza narrata ai bambini, Gribaudo

Storia di Leda. La piccola staffetta partigiana, Gallucci

Clementina partigiana, Giunti Editore

Nella Resistenza e nei suoi ideali di uguaglianza, libertà e pace vengono quindi riconosciute le radici della Repubblica italiana e della nostra Costituzione, che rimane una delle più belle e complete del mondo contemporaneo, poiché sancisce il rispetto non solo dell’individuo, ma anche di minoranze e diversità, senza dimenticare ciò che è successo durante i vent’anni di dittatura fascista. La forza di questi valori la ritroviamo da subito in Bella Ciao, canto partigiano popolare che nel tempo è diventato il simbolo dell’antifascismo e dell'eroe pronto a morire per i suoi ideali. È proprio con un libro dalle splendide illustrazioni che accompagnano le parole di questo canto - che i nostri nonni ci hanno insegnato sin da piccoli - e una serie di lettere a un dodicenne contemporaneo su quel che il fascismo è stato e rischia in maniera subdola di continuare a essere attraverso i nostri atteggiamenti, che vogliamo concludere questo omaggio a tutti i coloro a cui dobbiamo la libertà di cui godiamo oggi.

Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi, Einaudi Ragazzi

Bella ciao. Il canto della Resistenza, Einaudi Ragazzi

Fulmine, un cane coraggioso. La Resistenza raccontata ai bambini, Mondadori 

Bella ciao è una magia che ogni volta si avvera. Se la vita è una festa da vivere assieme, la libertà è una canzone che dà inizio alla festa. Allora, forza, comincia a cantare

Daniele Aristarco

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