Quello che i librai non dicono

Lettera d’amore ai colleghi in pensione

Illustrazione di Gaetano Di Riso, 2021

Illustrazione di Gaetano Di Riso, 2021

Se ci penso mi viene un nodo alla gola eppure, dopo tanto parlarne, è giunto davvero il momento in cui qualcuno che la libreria l’ha allestita, la lascerà.

La pensione è un traguardo piuttosto ambito in ogni settore lavorativo ma, forse, per chi lavora in libreria, lasciare un luogo che profuma di carta e sapere, quel traguardo non è altrettanto sospirato.

Vorrei celebrarli i miei due colleghi, i nostri due colleghi, Guglielmo e Maurizio che hanno fatto crescere la nostra libreria fino ad oggi. Guglielmo nel settore di musica e film e prima in quello dei videogiochi, Maurizio nel settore di saggistica.

Due persone dal cuore immenso e sempre pronti a condividere un momento spensierato con il collega o la collega in turno.

Sono stati anni meravigliosi quelli che abbiamo trascorso con voi. Tra noi (quelli che resteranno), una delle cose che in questi mesi ci siamo detti più spesso è “quanto ci mancheranno”. Sì, perché Guglielmo e Maurizio li sentiamo arrivare. Maurizio si riconosce dal passo, da quel ritornello musicale che gli sale in mente quando pronunciamo qualche parola particolare, da quella risata fragorosa e teatrale che mi spiazza sempre un po’. Maurizio è unico perché la sua passione, la sua curiosità nel sapere lo hanno reso un’istituzione della nostra libreria.

E poi Guglielmo sempre pronto a strapparti un sorriso con le sue battute divertenti e pungenti. Guglielmo che quando mi vede entrare in libreria mi dice “ma ridi sempre Carmen?”, e io gli rispondo “sono allegra” ma vorrei dirgli “io rido perché ti ho già visto, mi stai aspettando, e so che mi prenderai in giro come sempre. E io rido con te perché tu mi metti di buonumore. Sempre. Per me non sarà lo stesso senza te”.

Cari Maurizio e Guglielmo, perdervi è un vero disastro nel nostro cuore. Vi chiediamo spesso “verrete alla vigilia di Natale?”, “verrete all’inventario?”, “porterete i dolci al vostro compleanno?” (dietro queste domande ci sono tutte le nostre “tradizioni di colleganza”). E sì che ci vedremo ancora, ma la nostra quotidianità verrà interrotta da questo cambiamento che, per quanto atteso e conosciuto, ci coglie impreparati.

In questi anni sono accadute tantissime cose dentro e fuori quel microcosmo che è la nostra libreria. Cose che hanno segnato ciascuno di noi in maniera indelebile ma che ci hanno visto sempre uno accanto all’altro. 

Questa è proprio una lettera a voi due, una dichiarazione d’amore pura per tutto quello che ci avete regalato in questi anni. Maurizio, il tuo non arrenderti mai e la tua saggezza. Guglielmo, la tua forza di volontà e il tuo cuore gigante.

Buon proseguimento cari colleghi e non dimenticate “il caffè in galleria”.

laFeltrinelli Salerno

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