Quello che i librai non dicono

Quasi a casa

Illustrazione di Gaetano Di Riso, 2021

Illustrazione di Gaetano Di Riso, 2021

Le nostre librerie sono frequentate da clienti di passaggio, turisti, affezionati e da chi entrando pensa di trovarsi altrove, ma una fetta dei nostri clienti è anche composta dalle nostre stesse libraie e librai. Le nostre vetrine affacciano sulle piazze più belle di tutta la penisola, nelle stazioni, negli aeroporti e nelle stradine pedonali delle cittadine più caratteristiche, e spesso, molto spesso una libraia di passaggio è irrimediabilmente attratta a varcare la soglia di quella Feltrinelli così famigliare, ma con un non so che di esotico. La motivazione può oscillare dalla pura curiosità alla voglia di vedere un collega che si è trasferito o con cui si è fatto un corso tempo fa, ma comunque entrando lo sguardo sarà diverso da quello del cliente ordinario. Prima cosa: non è possibile resistere alla tentazione di raddrizzare il libro che sporge, capovolgere l’ultimo della pila che è rimasto a testa in giù o addirittura sistemarlo su una alzatina di plastica, come una vecchia zia amorevole che ti raddrizza una ciocca di capelli fuori posto.

Una vita da libraio
Una vita da libraio Di Shaun Bythell;

Una storia incantevole per chi crede che un libro sia per sempre. Un paesino di provincia sulla costa scozzese e una deliziosa libreria dell'usato. Centomila volumi spalmati su oltre un chilometro e mezzo di scaffali. Un paradiso per gli amanti dei libri? Be', piú o meno…

Se si viene intercettati da un collega, subito urge l’esigenza di presentarsi, per stabilire un contatto, comunicare che si è entrambi parte della stessa combriccola, se invece si preferisce vagare, lo sguardo andrà a caccia delle proposte più accattivanti (da rubare ) o di settori nuovi da cui attingere per arricchire la libreria d’appartenenza. Una delle cose più bizzarre e che più mi piace è la sorpresa di trovare sui libri che normalmente consiglio io, sui quali siamo soliti appiccicare un bollino con il nostro nome, un altro nome: da un lato la gioia di vedere che non sono sola, dall’altro quasi un sentimento di gelosia. Siamo così noi libraie, abbiamo la presunzione che alcuni libri siano solo nostri e siamo tese tra la necessità di farlo leggere a più occhi possibili... e tenerli nascosti al mondo e goderne solo noi.

Visitare un’altra libreria, anche solo per qualche ora, è l’occasione per vedere cose che nella tua non noti più da tempo, è un esercizio dell’occhio critico, è un’occasione per migliorare o consolidare alcuni parametri.

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