Quello che i librai non dicono

Libri e cibo

Illustrazione di Gaetano Di Riso, 2021

Illustrazione di Gaetano Di Riso, 2021

Noi libraie e librai, come moltissime persone che amano leggere, amiamo anche sgranocchiare e smangiucchiare sui libri, una passione che chiaramente portiamo anche in libreria.

Inizialmente erano solo i caffè, poi siamo passati al biscottino secco con il caffè, poi ai pasticcini per i compleanni, poi non ci siamo più nascosti e abbiamo iniziato a mangiare e commentare in compagnia: “Senti, ma allora ti è piaciuto Il decoro di David Leavitt? Sì? Lo sapevo. Ora prova a vedere se ti piace anche Tre volte Giugno di Julia Glass, siamo sempre a New York (vabbè anche in Scozia, e anche in Grecia, ma non fa niente) e c’è questo libraio che si chiama Fenno che è adorabile. Ah, hai assaggiato le bombette di Renzi? Tieni, prova…”.  Questa cosa ha generato un mostro: la volta successiva, infatti, entra una lettrice dicendo: “Ehi, Ricordami così di B. A. Johnston è tipo il libro più bello che mi hai fatto leggere. C’è quel Granchio che è l’adolescente più vero che ho trovato in un libro. Per ringraziarvi vi ho portato dei fiadoni caldi”.

Fermi tutti! Cibo in cambio di consigli? Nemmeno i migliori corsi di tecniche di vendita potevano stimolarci a fare ancora meglio il nostro lavoro: una pizza appena sfornata in cambio della lettura de La casa tonda di Louise Erdrich, un maritozzo con la panna per I superflui di Dante Arfelli, ben un’intera crostata per Il potere del cane di Thomas Savage.

Questa è la realtà: nella nostra libreria di Pescara, invece di lettori abbiamo messo su una squadra di nonne desiderose di ingrassare i poveri nipoti magrolini, esattamente come la migliore tradizione abruzzese vuole.

Ma non posso non rendervi partecipi del più bel momento di connessione libri – cibo: il 23 Dicembre di qualche anno fa, a mezzogiorno del giorno più importante, difficile ma anche più divertente dell’anno, ci arriva un vassoio di Torcinelli (tipico dolce abruzzese natalizio a base di patate e uvetta) appena tirati fuori dall’olio: la gente in fila si azzittisce, dal primo piano si affacciano i colleghi chiedendo cosa possa essere successo, in cassa si assiste a scene di commozione pura, persino i bambini smettono di fare i capricci consci della sacralità del momento, in due parole: la Magia del Natale.

Ma secondo voi, cosa avremo mai consigliato per ricevere in cambio un regalo così bello?

I consigli della libraia Francesca Dell'Orso

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