Strade di carta

Pazienza

Illustrazione digitale di Gaetano Di Riso, 2021

Illustrazione digitale di Gaetano Di Riso, 2021

Il libro di cui hai bisogno si trova accanto a quello che cerchi

Aby Warburg

Attraverso il facile compi il difficile, attraverso il piccolo compi il grande, infatti, le cose più difficili del mondo cominciano dal facile, le cose più grandi del mondo cominciano dal piccolo. Per questo il saggio non si occupa delle cose divenute grandi; è così che realizza cose grandi!

Una delle celebri citazioni del filosofo cinese Lao zi, presunto padre del taoismo, mi sembrava adeguata a introdurre cinque libri accomunati dall’arte della pazienza. Non è forse un’arte praticarla per iniziare piano piano a conseguire un obiettivo e concretarlo? Seppur profano dell’arrampicata sportiva ho imparato che ogni via che s’intende percorrere va studiata, provata, lavorata e in ultima istanza tentato di vincerla e che questo allenamento si inizia dai percorsi più semplici. Tali concetti l’alpinista e “re delle Alpi” Walter Bonatti li spiega nel libro Montagne di una vita
Una lettura che insegna la progressione costante ma graduale del lavoro mentale, prima che prettamente fisico, visto con quanta facilità l’uomo contemporaneo non riesce a sfuggire al richiamo fallace della competizione e del risultato facile ed immediato. Leggerete anche meravigliose descrizioni delle vette più celebri al mondo che con minuziosa pazienza Walter è riuscito a vincere. Verbo e concetto ben diverso da quello di conquistare. Differenza che è spiegata dall’autore in più pagine ricche di spunti di riflessione adatti alla vita quotidiana e non solo alla montagna o allo sport. Sapete la considerazione che ricordo meglio? Che la vera avventura alla fin fine è scoprire chi realmente siamo e porsi degli obiettivi nella vita e con pazienza e coerenza raggiungerli.

Un pensiero simile che per tanto tempo fece il probo Mendel Singer, protagonista principale di Giobbe, celebre opera del 1930 dello scrittore di origine ebraica Joseph Roth.
Una storia che parla di pazienza, dolore e speranza
. Con un tono quasi fiabesco il libro ci proietta in un tempo passato e in un villaggio sperduto nell’immensa pianura russa assoggettata al volere dello zar. Mendel è un uomo puro che insegna la Torah ai bimbi e che soccombe pazientemente al presunto volere divino, mentre la moglie Deborah assume un comportamento attivo cercando una soluzione ai problemi che incombono sulla famiglia.
Come nel racconto del personaggio biblico Giobbe, uomo irreprensibile messo alla prova da Dio che gli lancia sciagure e tentazioni per testare la sua forza di volontà, anche Mendel trascorre un’esistenza attraversata da continui eventi terribili credendo che il signore lo stia mettendo così alla prova: un figlio disperso in guerra, uno morto, la figlia ricoverata in una clinica psichiatrica, la morte della moglie, l’abbandono in Russia di Menuchim, il figlio più piccolo minorato di mente, per emigrare in America in cerca di migliorie ma che rappresenterà la sua completa distruzione.
Messo a dura prova dalle avversità della vita, la fede e la pazienza di Mendel inizieranno a vacillare ma alla fine quando tutto sembrerà essere perduto, proprio grazie a Menuchim…

Un altro uomo che portò pazienza tutta la vita, per la precisione cinquantrè anni, sette mesi e undici giorni notti comprese fu Florentino Ariza protagonista di L'amore ai tempi del colera, uno dei libri più famosi dello scrittore colombiano e premio Nobel Gabriel Garcìa Màrquez. In questo racconto si canta l’amore del protagonista per una donna, Fermina, sbocciato in gioventù ma che dovrà aspettare un tempo ignobilmente lungo per rinascere. Un tempo quasi interminabile mosso dagli eventi e dalle condizioni sociali dell’epoca. Siamo, infatti, a Cartagena alla fine dell’Ottocento e come avveniva anche in tantissimi altri paesi, l’amore non è del tutto libero, soprattutto se interseca le classi dominanti con quelle subalterne in cui i confini sono ben marcati con autorità. A differenza del capolavoro di Màrquez la pazienza può assumere anche un valore negativo.

Nel Conte di Montecristo, opera magistrale di Alexandre Dumas ambientata tra la Francia e l’Italia, Edmond Dantès, giovane e promettente marinaio di una nave reale, è vittima di un subdolo complotto frutto dei sentimenti più vili dell’uomo. Edmond è condannato alla prigione a vita in un carcere fortezza perdendo tutto ciò che possedeva. Grazie ad un inaspettato compagno di cella, dopo quattordici anni l’ex marinaio riesce a evadere e ne trascorre quasi altrettanti a tessere pazientemente la filigrana della vendetta, forse in modo addirittura più recondito di quello dei suoi nemici.
Ma Edmond, pur accecato dalla brama di rivalsa, saprà salvaguardare il proprio animo dal buio e distinguersi da coloro che l’avevano fatto imprigionare. Il conte di Montecristo è un tomo di oltre mille pagine ma questo romanzo è fin da subito rapido nella scrittura, affascinante nelle descrizioni e carico di quel pathos emozionale che terranno i lettori incollati alle pagine. Come si evince in queste descrizioni la pazienza è condizionata dagli spigoli della vita, dai dispetti del tempo e soprattutto dal comportamento non sempre retto del prossimo.

Esseri viventi arrivati sulla Terra ben prima di noi ci mostrano gratuitamente ogni giorno come far vivere la pazienza, anche se spesso non ce ne accorgiamo, presi come siamo dalla velocità della vita.
Sono le piante, le quali ci assicurano l’esistenza pur sopportando le nostre abitudini, vizi ed esigenze quasi sempre opposte alle loro. Tali organismi accompagnano Paolo Pejrone nel libro La pazienza del giardiniere : una raccolta di brevi racconti che cantano l’armonia con i nostri giardini, la sinfonia dei loro colori, l’accoglienza e l’importanza dei suoi potenziali abitanti, la funzione delle diverse specie vegetali, la gestione di parchi pubblici e l’inevitabile lentezza delle piante. Arboree o erbacee che siano, modificano in meglio la nostra concezione del tempo a patto naturalmente che il nostro spirito sia disposto ad aprirsi a tale cambiamento.
Se sarà così “il nostro piccolo giardino può diventare parte di un grande universo dove con sottile saggezza la Pazienza può regnare".

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