Strade di carta

L'alienazione

Illustrazione digitale di Gaetano Di Riso, 2021

Illustrazione digitale di Gaetano Di Riso, 2021

Il libro di cui hai bisogno si trova accanto a quello che cerchi

Aby Warburg

“Le fabbriche, così come sono fatte oggi, annullano piano piano, per tutti quelli che vi lavorano, il sentimento di essere su questa terra, da solo e insieme agli altri e insieme a tutte le cose della terra. Così si dimentica qual è il destino degli uomini e subentra un orgoglio sempre più profondo per l’organizzazione nella quale si è, per le macchine e per tutto l’ingranaggio”.

Il disperato soliloquio attraverso cui si dipana la narrazione in Memoriale di Paolo Volponi è una lenta discesa nel tetro antro dell’alienazione e dello scompenso mentale. In una città industriale del Piemonte, in cui riecheggiano i profili della Ivrea di Olivetti (presso la quale Volponi lavorò a lungo come dirigente) si consuma la misera vicenda di un operaio, Antonio Saluggia, che spera, con l’assunzione nella grande fabbrica, di cambiare vita e porre fine al suo ‘male di vivere’, acuito dalla recente prigionia nella Germania nazista. Scoprirà presto che l’alienazione derivante dalla ripetizione di uno stesso gesto, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto del suo turno in fabbrica, contribuiranno invece a farlo scendere ancora di più nel buio dei suoi demoni interiori, di quelle che lui chiama “le sue tare”. È un libro cupo capace di trasferire sul lettore le stesse emozioni che prova Saluggia: di paralisi, insensatezza e distacco dal sé… Libri come questo mi aiutano a mantenere un occhio saldamente ancorato al reale, che non sempre è in nostro pieno controllo nonostante la narrazione odierna del #wishfulthinking voglia farcelo credere. Memoriale è comunque un caposaldo della letteratura industriale post-bellica. Leggetelo, davvero.

Un altro libro che mi ha fatto vibrare le stesse corde, anche se con una trama e un soggetto completamente diversi è Loro di Roberto Cotroneo. Si tratta di un evidente omaggio a Giro di vite di Henry James (Feltrinelli), quindi se non avete letto Giro di vite, leggete prima quello! In questo libro Margherita B, giovane istitutrice presso un’aristocratica famiglia che vive in una villa nella campagna romana, si troverà ad avere a che fare col topos più abusato della narrativa horror: i gemelli. Gemelle, in questo caso: Lavinia e Lucrezia trascineranno Margherita in una spirale delirante tra culti oscuri e presenze malvage ancorate alla storia passata della villa. A mano a mano che si svela la trama, il lettore entra sempre più a fondo nell’alienazione mentale di Margherita, fino a svelare, con un colpo di scena al cardiopalma, il terribile segreto che cela tutta la vicenda. Qui è un evento specifico che sta alla base dell’alienazione di Margherita, non il lavoro ripetitivo in fabbrica, ma la sensazione che rimane in bocca una volta chiuso il libro è esattamente la stessa.

Sono storie di alienazione anche quelle di Silvio D’Arzo, nella raccolta Casa d'altri. Storie di disagi, di allontanamenti, di dissociazione e non-riconoscimenti. Montale ha definito “Casa d’altri” (racconto che apre la raccolta e le dà il nome) come: «un racconto perfetto. Pare fatto d’aria, tanto che si può riassumere in due righe: Un’assurda vecchia, un assurdo prete, tutta un’assurda storia da un soldo». E questa assurdità, che poi non è altro che il continuo scavare alla ricerca del senso della vita, ci porta sulla strada di un vecchio prete di campagna alle prese con il bizzarro comportamento di un’anziana signora che vive sola, ai margini del paese; o su quella della signora Nodier, che, rimasta vedova, si chiude alla vita nella sua casa-museo dei ricordi passati. Tutti i personaggi di Silvio D’Arzo sentono in qualche modo lo scollamento dalla realtà o quantomeno da una realtà che si vorrebbe loro imporre, da una radice naturale che ci appartiene come esseri umani.
Un altro alienato dalla realtà è Hanio, protagonista di Vita in vendita di Yukio Mishima. Reduce da un tentativo di suicidio non riuscito, Hanio decide di licenziarsi dal lavoro di copy presso un giornale, ma non prima di pubblicare un ultimo annuncio, il suo: «Vita in vendita. Ventisettenne di sesso maschile. Uso a discrezione dell’acquirente.» Affigge poi un cartello con scritto Life for sale alla porta di casa sua, e attende i clienti. Chiaramente gli si presenteranno personaggi ancora più bislacchi di lui, ma le considerazioni che Hanio fa tra un cliente e l’altro, mentre si cimenta in un’impresa che lo dovrebbe ogni volta portare a morte certa sono di una profondità notevole. Quella stessa profondità di chi pensa di essere ormai talmente avulso dalla realtà, da non avere più niente da perdere. Qui la storia finisce in maniera un po’ diversa, però, ma non aggiungo altro.
Chiudo con un personaggio speculare ad Hanio, ma molto più anziano e molto più stanco, che a differenza di Hanio ha tutta l’intenzione di portare a compimento il suo proposito. Edgardo Limentani, protagonista del libro di Giorgio Bassani L'airone, una mattina come tante decide di andare a caccia. Prepara meticolosamente il materiale necessario, punta la sveglia nel cuore della notte e cerca di uscire silenziosamente, sperando di non incrociare lo sguardo della moglie, della figlioletta o della madre, che vive con loro. Il libro di Bassani racconta di una sola giornata, dal risveglio di Edgardo, al suo rientro a casa, a sera inoltrata. Senza cedere a un tentativo di consolazione o al voler suscitare compassione per il protagonista, Bassani riesce a tracciare la linea di demarcazione tra quella che è la società che chiamiamo comune, «l’inganno consueto» direbbe Montale, e la tragicità, l’insensatezza, il disagio dell’essere. Avulso ormai dalla famiglia, dagli amici, dal suo paese, quella di Edgardo è un’alienazione definitiva, esistenziale che lo ingabbia in continui fastidi, in piccole bugie, in tremende vergogne.

Questa non è una cinquina molto “estiva”, lo so, ma quando sarete in vacanza, lontani dall’alienazione della vita quotidiana, provate a entrare in contatto con la natura, fate una passeggiata in silenzio nel bosco o mettete i piedi in acqua al mare lentamente, percependo con ogni senso il freddo, la pelle che s’increspa, il profumo della salsedine... perché è quando non siamo più ancorati a queste cose semplici, che facciamo la fine dei personaggi dei libri che vi ho raccontato. Alla prossima cinquina!

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