Sapore di sala

Bloody Sunday. 50 anni tra cinema e musica 

Si chiama Sunday Bloody Sunday, parla di noi, dell'Irlanda. Ma se non piacerà a voi, non la suoneremo mai più

“Si chiama Sunday Bloody Sunday, parla di noi, dell'Irlanda. Ma se non piacerà a voi, non la suoneremo mai più”. Così Bono ha presentato per la prima volta a Belfast nel dicembre 1982 uno dei brani più celebri degli U2, che poi ha fatto parte dell’album War, pubblicato l’anno successivo. Il resto è storia. E forse non è un caso che è l’unica canzone della colonna sonora utilizzata da Bloody Sunday (2002) di Paul Greengrass sia proprio questa, nei titoli di coda, in una versione da un concerto della band irlandese.

Flashback. 30 gennaio 1972. Derry, Irlanda del Nord. Il 1° battaglione dell’esercito paracadutisti britannico spara su una folla che stava manifestando per i diritti civili. Ne uccide quattordici e l’ultimo muore quattro mesi più tardi per le ferite riportate. Il tragico evento ha segnato l’ascesa dell’IRA (Irish Republica Army) e molti giovani hanno deciso di arruolarsi. Il film diretto da Paul Greengrass, che ha vinto l’Orso d’oro alla Berlinale nel 2002 ex-aequo con La città incantata di Hayao Miyazaki, filma quello storico e tragico evento come se fosse stato presente quel giorno. Con un impeto e una rabbia che si avverte negli stacchi veloci, nelle dissolvenze,nelle inquadrature ravvicinatissime, nei controcampi che mostrano da una parte l’organizzazione della marcia pacifista da parte del leader membro del parlamento irlandese interpretato da James Nesbitt e dall’altra l’esercito britannico che si prepara a combattere una guerra. In occasione del 50° anniversario di quella drammatica giornata, Bloody Sunday è certamente il film più celebre. Unisce tracce documentaristiche da cinegiornale con la frenesia action della saga di Jason Bourne. Il film, basato sul libro Eyewitness Bloody Sunday di Don Mullan, trascina progressivamente dentro quella “domenica di sangue”, filma la claustrofobia, la paura, la morte. La macchina da presa si confonde nella folla. Si sentono forti i rumori degli idranti, della sassaiola, degli spari dell’esercito. Ma soprattutto resta lo sguardo sbigottito, incredulo davanti a quello che sta avvenendo: manifestanti colpiti mentre sono a terra o uccisi mentre cercano di soccorrere altri feriti. Non si può separare il film di Greengrass dal brano degli U2. Sono un’unica cosa. Insieme urlano la loro rabbia davanti a quello che è avvenuto. E forse non è un caso che sia la canzone sia il film siano usciti in occasione di un anniversario del "Bloody Sunday": la prima dopo dieci anni, il secondo dopo trenta.

Prima degli U2 la musica era già scesa subito in piazza già nel 1972: John Lennon e Yoko Ono con Sunday Bloody Sunday che fa parte dell’album Some Time in New York City e Paul Mc Cartney con una delle sue rare canzoni di protesta, Give Ireland Back to the Irish, passata alla storia come Bloody Sunday, che aveva raggiunto anche la prima posizione nella classifica dei singoli in Irlanda. Tra i film conosciuti, il cinema è arrivato più tardi. Nello stesso anno di Bloody Sunday, è stato realizzato anche Sunday, un tv-movie firmato da Charles McDougall che ha anche ricevuto una nomination agli Emmy, che racconta gli eventi dal punto di vista della comunità di Derry e di come sono stati nascosti dal governo britannico dell’epoca. Bloody Sunday: A Derry Diary (2006) è a sua volta un efficace documentario d’inchiesta realizzato da Margo Harkin (anche lei testimone diretta del "Bloody Sunday") con testimonianze delle famiglie e amici delle vittime e filmati d’archivio riscoperti. Più recente è un altro documentario, Bogside Story (2017) di Rocco Forte e Pietro Laino dove Fulvio Grimaldi, l’unico fotoreporter italiano che ha documentato la marcia, è tornato a Derry dopo 45 anni e ha scoperto che nel quartiere di Bogside ci sono dei murales che raccontano gli eventi più importanti della recente storia nordirlandese e uno di questi è ispirato a una sua fotografia. L’impressione però è che quella del Bloody Sunday è una storia ancora potentissima per il cinema civile e aspetta di essere mostrata nuovamente, sia per ciò che è accaduto quel 30 gennaio sia da un punto di vista giudiziario.

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