Il verso giusto

Remember di Joy Harjo

Illustrazione di Asia Cipolloni, 2021

Illustrazione di Asia Cipolloni, 2021

Remember

Remember the sky that you were born under,
know each of the star’s stories.
Remember the moon, know who she is.
Remember the sun’s birth at dawn, that is the
strongest point of time. Remember sundown
and the giving away to night.
Remember your birth, how your mother struggled
to give you form and breath. You are evidence of
her life, and her mother’s, and hers.
Remember your father. He is your life, also.
Remember the earth whose skin you are:
red earth, black earth, yellow earth, white earth
brown earth, we are earth.
Remember the plants, trees, animal life who all have their
tribes, their families, their histories, too. Talk to them,
listen to them. They are alive poems.
Remember the wind. Remember her voice. She knows the origin of this universe.
Remember you are all people and all people
are you.
Remember you are this universe and this
universe is you.
Remember all is in motion, is growing, is you.
Remember language comes from this.
Remember the dance language is, that life is.
Remember.

 



Ricorda

Ricorda il cielo sotto cui sei nata,
impara le storie di ogni stella.
Ricorda la luna, impara chi è.
Ricorda la nascita del sole all’alba,
il più possente attimo del tempo. Ricorda il tramonto
e il concedersi alla notte.
Ricorda la tua nascita, come tua madre lottò
per darti forma e respiro. Sei la testimonianza della
sua vita, quella di sua madre, e poi quella di lei.
Ricorda tuo padre. Anche lui è la tua vita.
Ricorda la terra, sei tu la sua pelle:
terra rossa, terra nera, terra gialla, terra bianca
terra bruna, noi siamo terra.
Ricorda le piante, gli alberi, gli animali, anch’essi hanno
tribù, famiglie, storie. Parla con loro,
ascoltali. Sono poesie viventi.
Ricorda il vento. Ricorda la sua voce. Lui conosce
l’origine di questo universo.
Ricorda che tu sei tutti e tutti
sono te.
Ricorda tu sei questo universo e questo
universo sei tu.
Ricorda tutto è moto, cresce, sei tu.
Ricorda che da questo nasce il linguaggio.
Ricorda che danza è il linguaggio, che danza la vita.
Ricorda.

 

Traduzione di Laura Coltelli

Da Joy Harjo, Un delta nella pelle. Poesie scelte, 1975-2001, a cura di Laura Coltelli, Passigli 2017

Nel 1936 il filantropo americano Archer M. Huntington decise di finanziare “una cattedra di Poesia in lingua inglese presso la Biblioteca del Congresso”. L’anno successivo Joseph Auslander divenne il primo “Consultant in Poetry to the Library of Congress”, titolo che il 20 dicembre 1985 sarebbe stato modificato in “Poet Laureate Consultant in Poetry”, sulla scia della tradizione britannica, inaugurata nel 1668, quando il re Carlo II affidò il prestigioso incarico a John Dryden.

Il compito principale di un Poet Laureate è di diffondere la poesia nei modi che ritiene più opportuni. In cambio del suo lavoro riceve un compenso annuale di 35.000 dollari (più 5.000 dollari per spese di viaggio), che proviene ancora oggi dalla donazione di Archer M. Huntington.

Dal 1985 la Biblioteca del Congresso ha nominato 23 Poet Laureate: benché la durata dell’incarico sia di un anno, infatti, non sono pochi i poeti confermati per due anni consecutivi, il massimo consentito dal regolamento. Soltanto due poeti hanno ricevuto un terzo mandato: Robert Pinsky e Joy Harjo, prima nativa americana nominata Poet Laureate, in carica dal 2019. Nata nel 1951 a Tulsa (Oklahoma), la pluripremiata Joy Harjo appartiene alla Muscogee (Creek) Nation. All’inizio del suo secondo mandato ha inaugurato il progetto digitale “Living Nations, Living Words”, che raccoglie le opere di 47 poeti nativi americani contemporanei originari di diversi Stati.

La poesia di Joy Harjo è “linguaggio dell’anima” ed è fatta di paesaggi, storie, visioni, tempi che si intrecciano e si confondono, legami vivi tra le generazioni, canti e musica. “Dentro di me c’è un vecchio Creek che spesso partecipa al mio lavoro quando scrivo,” ha dichiarato. “È il mio bisnonno, Henry Marsey Harjo, che cammina con me in questo mondo, sebbene non con sembianze terrene e in questo tempo”. È una poesia che si nutre di storia, sogno, mito, realtà archetipiche, fede, e dà voce alle tradizioni dei nativi in una lingua contemporanea di grande potenza espressiva. Le sue radici affondano nel mondo naturale e dello spirito e attingono a una forza salvifica che sa trasformare il trauma in guarigione.

I libri di Joy Harjo

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