Il verso giusto

The ship is turning homeward di Malcolm Lowry

Illustrazione digitale di Daniele Bernardi, 2022, studente del Liceo artistico Volta di Pavia

Illustrazione digitale di Daniele Bernardi, 2022, studente del Liceo artistico Volta di Pavia

The ship is turning homeward

The ship is turning homeward now at last.
The bosun tries to read but dreams of home.
The old lamptrimmer sleeps, the engine thrums.
His lamps are set to light us from the past
To a near future unmysterious as this mast
With iron and what iron loves of kingdom come.
Patient iron! But, beyond the maintruck, dumb
Blankness, or the twitch of reeling stars cast
Adrift in a white ocean of doubt.
Perhaps this tramp rolls toward a futurity
That broods on ocean less than on the gall
In seamen’s minds. Is that star wormwood out
Among love’s stars? This freighter eternity?
Where are we going? Life save us all.

La nave punta verso casa

Finalmente la nave punta verso casa.
Il nostromo cerca di leggere ma sogna casa,
il vecchio lampista dorme, il motore vibra.
I suoi fari sono rivolti, dal passato, a illuminare
un futuro senza mistero, come quest’albero
di ferro, di quel ferro che sa quello che sa.
Ferro paziente! Ma oltre quel pennone c’è la muta
oscurità, o il tremolio di stelle vorticanti
alla deriva, in un bianco oceano di dubbi.
Forse questa carretta rotola verso un domani
che incombe sull’oceano meno che sul fiele
dei marinai. È, quella stella, assenzio
fra stelle d’amore? Questa nave l’eterno?
E dove andiamo? Che la vita ci salvi tutti.

Da Malcolm Lowry, L’urlo del mare e il buio, a cura di Earle Birney e Massimo Bacigalupo, traduzione di Francesco Vizioli, revisione di Massimo Bacigalupo, Crocetti Editore 2021

L' urlo del mare e il buio
L' urlo del mare e il buio Di Malcolm Lowry;

"L'urlo del mare e il buio" di Malcolm Lowry ripropone in lingua italiana l'unica raccolta di versi del grande narratore inglese, autore del celebre romanzo "Sotto il vulcano". Le poesie, tutte di carattere autobiografico, ripercorrono i suoi vagabondaggi per mare e per terra e le sue riflessioni sotto il vulcano. Lowry è un apocalittico della generazione di Dylan Thomas, che lavora di cesello in un labirinto di parole oniriche e disperate. Il volume è composto da diverse sezioni: "L'urlo del mare e il buio" (le navigazioni di Lowry ragazzo), "Tuoni oltre Popocatepetl" (l'esperienza messicana), "Cantinas" (la sua esperienza con l'alcolismo), "Venere", "Il comico", "Canti dalla spiaggia" (il periodo canadese), e "La lingua dell'umana pena".

Sembra che tra gli anni Quaranta e Cinquanta sulla spiaggia di Dollarton, nella baia di Vancouver (Columbia Britannica), ci fossero non meno di una novantina di baracche in cui viveva una comunità di abusivi. È lì che nel 1940 si stabiliscono Malcolm Lowry e la seconda moglie, Margerie Bonner, attrice e scrittrice di Hollywood. Vi rimangono fino al 1954, costruendo una seconda baracca sulle ceneri della prima, distrutta da un incendio nel 1944. Sono, questi, anni assai prolifici per Lowry, che a Dollarton scrive o riscrive centinaia di poesie, racconti e soprattutto completa la terza e ultima stesura di Sotto il vulcano, pubblicato nel 1947 e subito acclamato come un capolavoro.

“Uomo transnazionale” e “prodigioso bevitore” (le definizioni sono del critico e amico Earle Birney, a cui dobbiamo la curatela delle opere incompiute dello scrittore, pubblicate postume), Lowry nasce nel 1909 in una ricca famiglia di mercanti di Liverpool di fede metodista. A 18 anni interrompe gli studi e si imbarca come apprendista fuochista su una nave da carico diretta in Cina. Questi primi viaggi gli ispirano il romanzo Ultramarina (1933). Tornato in Inghilterra, si laurea in studi classici a Cambridge e vive dapprima a Londra e poi a Parigi, dove sposa una ragazza americana, Jan Gabrial, con cui si stabilisce a Cuernavaca, in Messico. È un legame difficile e tempestoso, segnato dalla dipendenza dall’alcol di Lowry. In breve tempo la situazione si fa insostenibile per Jan, che nel 1937 abbandona lo scrittore e si trasferisce a Hollywood. Poco dopo, Lowry conosce Margerie Bonner: con lei vivrà sulla spiaggia di Dollarton fino a quando, nel 1954, la coppia parte per un viaggio in Europa.

Nel 1957 i Lowry sono nel Sussex, ed è lì che il 27 giugno lo scrittore muore soffocato nel sonno dopo aver assunto una notevole quantità di barbiturici e gin. Qualche tempo prima, i funzionari americani delle imposte e della sanità avevano demolito e bruciato tutte le baracche abusive di Dollarton. Fortunatamente, gli amici dello scrittore erano riusciti a recuperare i molti manoscritti che vi erano conservati, e che poi consegnano a Margerie.

Negli anni Sessanta Lawrence Ferlinghetti affida a Earle Birney il compito di curare un volume di poesie di Lowry: intitolato L’urlo del mare e il buio, sarà pubblicato nel 1962 (e poi nel 2017) da City Lights. Contiene un quarto circa delle poesie che Lowry aveva completato in vista di un’edizione complessiva, che non fece in tempo a realizzare. È la testimonianza definitiva di una vita disperata e spericolata, vissuta in una condizione di esilio perenne e di tormento, di ricerca di tregua dall’angoscia e dalla follia. È il ritratto di un uomo la cui vita “è stata un lento affondare nei grandi mari solitari dell’alcol e del senso di colpa” (E. Birney).

I manoscritti di Malcolm Lowry sono custoditi presso l’Università della Columbia Britannica.

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