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Il libro delle case di Andrea Bajani

Mai come quest’anno, dopo il lungo periodo d’isolamento, le case sono il fulcro di un significativo interesse letterario.

In questo splendido romanzo Andrea Bajani fa della casa, o meglio delle case in cui ha vissuto, i luoghi privilegiati della propria storia. È la casa a definire la sua identità, in una sequenza di immagini intervallate nel tempo. In origine vi è la “casa del sottosuolo” di quando è bambino, poi la “casa della parola”, che gli darà l’identità di scrittore e, infine, la “casa di famiglia”, la casa della maturità, uno spazio condiviso con moglie e bambina.    

Il libro delle case
Il libro delle case Di Andrea Bajani;

A quante parti di noi siamo disposti a rinunciare per continuare a essere noi stessi? E soprattutto: dove abbiamo lasciato ciò che non ci siamo portati dietro? Quali case custodiscono in segreto o tengono in ostaggio i pezzi mancanti di noi?

Ma il libro è gremito anche dei luoghi dell’anima, con le sue ferite e lacerazioni, di prese di distanza e distacchi, dell’urgenza di vuoti da riempire con esperienze perché prendano sussistenza, poiché, scrive l’autore, “svuotare una casa è restituirle i muri, riconoscere nell’alloggio lo scheletro della muratura, laddove abitare è invece negare la costruzione, trasformarla in spazio”. Sono le case che danno voce alla scrittura, che sussurrano segreti, che costruiscono quei legami con il passato che formano l’intera coscienza della vita di un uomo.

Il libro delle case parla anche di noi, riportandoci in dimore che "ci hanno abitato” e che continuano a vivere nei nostri ricordi.

Nel mentre, sullo sfondo, custodita da altre case, scorre la storia di un paese negli ultimi cinquant’anni.

E poiché i libri si rincorrono, si dimenticano e poi tornano in superficie nei ricordi, per analogia, può tornare a visitarci la eco di un altro libro: altre case, altre stanze, altre voci, quelli che costruiscono il delicato capolavoro della Leggenda privata di Michele Mari, edito Einaudi, perché la nostra storia si nutre anche dei fantasmi, delle zone d’ombra, di quei “grumo-nodi irrisolti” da cui è impossibile scindere immaginazione e realtà.       

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Le recensioni della settimana

I libri di Andrea Bajani

Andrea Bajani è autore di romanzi e racconti, di reportage, opere teatrali e traduzioni dal francese e dall'inglese. Dopo aver collaborato con «L'Indice» e con l'Osservatorio Letterario Giovanile del Comune, è divenuto consulente editoriale per la casa editrice Codice. Nel 2003, per Pequod, esce Qui non ci sono perdenti. Nel 2005 approda a Einaudi con Cordiali saluti, storia di un giovane appena assunto che si trova a dover scrivere lettere di licenziamento che non sembrino tali e a farsi padre dei figli di un licenziato, affetto da tumore e impossibilitato a stare loro vicino. Nel 2006 esce il reportage Mi spezzo ma non m'impiego, viaggio-inchiesta nell'universo dei nuovi lavoratori precari. Del 2007 è il romanzo Se consideri le colpe, che vince i premi Super Mondello, Recanati e il Premio Brancati nonché il Premio Lo Straniero; nel 2008 è seguito il reportage Domani niente scuola.Ricordiamo anche Ogni promessa (Einaudi, 2010) con il quale vince il Premio Bagutta; La mosca e il funerale (Nottetempo, 2012), Mi riconosci (Feltrinelli 2013), La vita non è in ordine alfabetico (Einaudi 2014), Un bene al mondo (Einaudi 2016), la raccolta poetica Promemoria (Einaudi 2017) e Il libro delle case (Feltrinelli 2021). Ha preso parte a diverse antologie fra cui Lettere In-chiostro (1999). Per il teatro è autore di Miserabili, di e con Marco Paolini, e di 18mila giorni. Il pitone, con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa. È autore dell'audiodramma La gentile clientela (Feltrinelli 2013). Suoi articoli sono pubblicati su giornali nazionali ed esteri come «La Stampa, «l'Unità», «il manifesto», il supplemento domenicale de «Il Sole 24 ore», «Libération».

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