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Nessuna parola dice di noi di Gaia Manzini

Ada vive due vite. A Milano lavora come copywriter in un’agenzia pubblicitaria a fianco di Alessio, art director con cui instaura un rapporto lavorativo di immediata complicità, che si trasforma da subito in un legame più forte.

I due sono inseparabili, e quando Alessio viene chiamato a lavorare in America, vuole Ada con sé. E la ragazza non può fare a meno di seguirlo.

Al lago Ada ha sua madre e suo padre, ma soprattutto una figlia di nove anni, Claudia, avuta quando ne aveva diciassette. Di Claudia, Ada non parla mai: vive innalzando barriere, in un dolore muto che la rende incapace di capire ciò che vuole davvero.

Era facile mettere tra parentesi quello che mi succedeva. Se ero al lago mettevo tra parentesi Milano; se ero a Milano il lago neanche esisteva. Orchestravo momentanee amnesie

Nessuna parola dice di noi
Nessuna parola dice di noi Di Gaia Manzini;

Gaia Manzini racconta due grandi amori difficili – tra una madre e una figlia, tra due amici sulla soglia del desiderio – e il cammino avventuroso di chi deve nascere due volte per conoscere sé stesso.

Così, sedando emozioni e desideri, Ada ha lasciato che a crescere Claudia fosse sua madre, quella madre severa dal cui desiderio di approvazione non è mai riuscita a separarsi. Quella madre che si è assunta le responsabilità di cui doveva farsi carico Ada e che ora le rimprovera il suo attaccamento ad Alessio e la decisione di partire con lui.

Quello che Ada e Alessio provano l’una per l’altro supera l’amicizia, nonostante Alessio sia omosessuale. Con lui Ada sente di recuperare la giovinezza perduta troppo presto e di essere amata e perdonata per un errore che l’ha spezzata, lasciandole un senso di colpa e di solitudine all’apparenza senza riparazione.

Da quando lo avevo conosciuto, nella mia esistenza c’erano state così tante prime volte da perdere il conto. C’era una forza nuova, la mia giovinezza tornava a respirare

Nessuna parola dice di noi è un romanzo di formazione contemporaneo, nel quale si mescolano amore, maternità, omosessualità, perdono, coraggio, che ci pone un interrogativo spesso celato al centro delle nostre vite.

Chi di noi non si porta dentro una frattura, una rabbia inespressa che accompagna un senso di colpa mai superato? Ma si può infine accettare il proprio errore, perdonarsi e ricominciare? Possiamo chiedere e ottenere una seconda possibilità?

Ada ci risponde che forse sì, è possibile, ma consapevoli che ogni scelta causa spesso dolore e talora la perdita di chi amiamo. Ma forse crescere è proprio questo: accettare la solitudine che ogni scelta comporta.

I libri di Gaia Manzini

Conosci l'autrice

È nata a Milano e vive a Roma. Ha esordito nel 2009 con la raccolta di racconti Nudo di famiglia (Fandango, finalista premio Chiara). Nel 2012 ha pubblicato il romanzo La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango, selezione premio Strega e finalista premio Rieti) e nel 2014 Diario di una mamma in pappa (Laterza), un viaggio sentimentale tra le rocambolesche avventure della maternità. Altre sue pubblicazioni sono: Ultima la luce (Mondadori 2017) e Nessuna parola dice di noi (Bompiani 2021).

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