Anniversari e ricorrenze

Abdulrazak Gurnah la voce narrante dei rifugiati

Illustrazione di Dario De Marco, 2021

Illustrazione di Dario De Marco, 2021

 

Intervista a cura di Matteo Baldi
Letture di Tina Venturi
Produzione di Massimo Villa per RadioAlt

Una delle cose di cui parla il romanzo è il modo in cui le persone possono produrre una nuova cultura e una nuova identità attraverso la lingua. La parte del mondo da cui io provengo manifesta tutto questo sotto forma di una miscela di diverse culture e di una lingua che è a sua volta il frutto di una mescolanza di lingue diverse. In questo, io vedo qualcosa di molto ottimistico

Un cantore moderno della condizione di rifugiato, un narratore del post-colonialismo, del mondo cosmopolita ancor prima della globalizzazione, che ha visto paesi come la sua Zanzibar diventare luoghi di incontro e contaminazione, ma anche di sofferenza, paura e fuga. Luoghi in cui è maturata e ha trovato voce anche la nostalgia per l’Africa pre-coloniale e primitiva.

Uno scrittore che al contempo incentra la sua opera sulla diaspora postcoloniale contemporanea africana – in particolare nell’area dell’Africa dell’Est e dell’Oceano Indiano -, una realtà multietnica non gioiosa ma squallida se non drammatica (“non quella migrazione picaresca e libera descritta, per esempio, dal caraibico Sam Selvon nella trilogia di Moses”) e sul mondo occidentale dove il rifugiato arriva e deve integrarsi, rendersi parte di una società o esserne rifiutato.

Scriveva Alessandro Monti su Tuttolibri all’uscita del romanzo Sulla riva del mare (Garzanti 2002):
«Gurnah coniuga le profondità dell'insondabile abisso melvilliano con il discorso postcoloniale dell'esilio e della perdita d'identità. Il suo secondo nume tutelare è ovviamente S.V. Naipaul (penserei in particolare agli Uomini mimici), come testimoniano d'altronde queste riflessioni sulla storia di Zanzibar: “Era come se ci avessero rifatti, e in modi tali che non potevamo far altro che accettare, tanto completa e ben congegnata era la storia che raccontavano su di noi”. Il passato si trasforma quindi in un «mito sacro e fantastico», in una «metafora liturgica di appartenenza», che non è possibile comunicare o trasmettere ad altri.»

Per conoscere la sua opera al momento non abbiamo in commercio traduzioni.
In passato sono stati pubblicati da Garzanti: Sulla riva del mare (By the Sea, 2001) nel 2002 nella traduzione di Alberto Cristofori, Il disertore (Desertion, 2006) e Paradiso (Paradise, 1994) nel 2007.

La sua lingua letteraria è un inglese sofisticato ma fluido, con parole ed espressioni swahili e arabe. Quindi è certamente possibile leggere le sue opere in lingua originale e vi consigliamo di sfogliare il nostro elenco in fondo all'articolo per cercare qualche titolo, in attesa che – com’è ovvio che sia – vengano tradotte e pubblicate in Italia.

Sulla riva del mare
Sulla riva del mare Di Abdulrazak Gurnah;

Dall'autore Premio Nobel per la Letteratura 2021.Tra Oceano Indiano e Canale della Manica, Sulla riva del mare ci ricorda che il racconto e lo scambio di esperienze possono offrirci la possibilità di ritrovare noi stessi e gli altri.Il sessantacinquenne Saleh Omar è un mercante di Zanzibar, richiedente asilo in Inghilterra. Sindbad dei giorni nostri, Omar lascia una terra dove il genio del male si è incarnato in governanti ladri provvisti di ogni forma di moderna violenza politica: campi di concentramento, armi e uno stuolo di cortigiani. Al suo arrivo a Londra, all'aeroporto di Gatwick, Omar mostra un visto non valido, rilasciato in patria da un suo parente e acerrimo nemico, Rajab Shaaban Mahmud. A Omar era stato suggerito di mostrare di non capire una parola di inglese, per cui l'assistente sociale che ha preso in carico il suo caso si trova costretta a chiedere la consulenza di un esperto di Kiswahili, uno dei dialetti dell'Africa Orientale: per ironia della sorte, l'interprete è Latif Mahmud, il figlio di Rajab, l'acerrimo nemico di Omar. L'uomo ha tagliato ogni ponte con la sua famiglia di origine dagli anni '60, quando ha chiesto asilo come rifugiato in Inghilterra, dove vive nella nostalgia della sua terra. Ora, Omar si trova faccia a faccia con Latif in una cittadina inglese sul mare. Entrambi rifugiati, con una origine e un destino che li accomuna. Il figlio del persecutore di Omar è anche la persona che può salvarlo e dargli finalmente una nuova vita. Dal premio Nobel per la Letteratura Abdulrazak Gurnah, un romanzo su due uomini che hanno scommesso tutto per cambiare vita, uno sguardo letterario implacabile sull'eredità dimenticata del mondo postcoloniale.

Curiosità

Qualche scrittore di riferimento per inquadrare la narrazione e le opere di Gurnah? Vengono citati Joseph Conrad o Herman Melville, ma anche M. G. Vassanji, Taiye Selasi, Chimamanda Ngozi Adichie e un altro Premio Nobel: Vidiadhar Surajprasad Naipaul.

Curiosità

Prima della maggioranza africana nel 1964, Zanzibar ha avuto un passato tormentato, con il dominio arabo, poi i tedeschi e gli inglesi, l'emigrazione indiana e l'indipendenza. Nel 1965 l'unione con i territori di terraferma (Tanganyka) ha costituito la Tanzania.

La liturgia del Nobel si ripete

Alle 13,05 del giorno fatidico della proclamazione i giornalisti si scatenano. Autore noto e letto? Lunghi articoli sin dalle prime ore. Autore meno popolare e poco pubblicato (quindi probabilmente non letto…) si scatena il panico. Dove reperire informazioni? Come trovare i suoi libri?

Ogni anno si ripete il rito: tempo di Nobel, tempo di previsioni!

Sembra quasi l’oroscopo… tutti ti dicono cosa accadrà, ma poi non si avvera quasi nulla.

“Situazioni che stancamente / si ripetono senza tempo” cantava Edoardo Bennato (Un giorno credi) nel 1973, ecco, questo accade con i candidati al Nobel per la Letteratura.

Stessi autori, mai vincenti, medesimi spunti di riflessione e valutazione che poi non si rivelano mai quelli dell’Accademia di Svezia che assegna il premio.

Quest’anno chi lo vincerà? E giù a snocciolare nomi: Murakami, Margaret Atwood, Anne Carson, Michel Houellebecq, Ngugi wa Thiong'o, Giamaica Kincaid, Javier Marias, Don De Lillo, Edna O'Brien…

Il povero Roth forse si illuse di poterlo vincere davvero, vista l’onda popolare che anno dopo anno scandiva il suo nome.

In Italia fu Mario Luzi a raccogliere la candidatura e i maggiori consensi per più di 3 lustri. Così come la scommessa sul nome di Claudio Magris dura da molti anni. E invece a vincerlo è stato Dario Fo che in pochi consideravano davvero un candidato credibile.

Ogni anno si scommette più o meno sui medesimi nomi e poi… dal cilindro escono Tomas Tranströmer, Liza Marklund, Wislawa Szymborska, Elfriede Jelinek, Louise Glück, Olga Tokarczuk e Abdulrazak Gurnah, appunto… La qualità, la ricchezza, la profondità del lavoro di questi scrittori e poeti non è messa mai in dubbio, la loro popolarità – almeno in Italia - non è altrettanto ampia, ma questo non significa davvero nulla, proprio nulla di nulla.

Una certezza? il gioco ricomincerà l’anno prossimo.

Gli scrittori premiati più popolari:

Una lista pubblicata sul sito dell'Accademia di Svezia rivela quali sono gli scrittori più popolari:


1. John Steinbeck - Nobel 1962 - Lingua: Inglese. Campo di lavoro: Prosa
2. Rabindranath Tagore - Nobel 1913 - Lingua: Inglese e bengali. Ambito di lavoro: Poesia
3. Ernest Hemingway - Nobel 1954 - Lingua: Inglese. Ambito di lavoro: Prosa
4. William Faulkner - Nobel 1949 (Premio ritirato un anno più tardi, nel 1950) - Lingua: Inglese. Ambito di lavoro: Prosa
5. Gabriel Garcìa Màrquez - Nobel 1982 - Lingua: Spagnolo. Ambito di lavoro: Prosa

Il Nobel del 2018 e lo scandalo

A causa di uno scandalo che ha coinvolto la giuria, l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura del 2018 è stata rimandata all’anno successivo, andando poi a una donna, la scrittrice polacca Olga Tokarczuk. La decisione era stata presa dalla commissione in seguito alla vicenda che aveva coinvolto il marito di una giurata, accusato di molestie da 18 donne.

Era già acceduto in passato 7 volte: nel 1914, 1918, 1935 e poi dal 1940 al 1943. Mai, però, il premio era stato posticipato per un motivo analogo.

 

Mario Luzi nel 1994 anticipa questa vittoria

Sul criterio di assegnazione del prestigioso riconoscimento un commento di Luzi del 1994: ''Non traspare, è imperscrutabile, assomiglia molto ad una roulette. Di sicuro c'è che nell'ultimo decennio il Nobel per la letteratura è diventato davvero un premio mondiale. Si è volutamente messa da parte la tradizionale preferenza per gli autori europei ed americani, cercando di valorizzare quelle aree culturali che erano state relegate ai margini. E di volta in volta vengono alla luce esponenti di queste culture finora poco conosciute ma ricche di suggestioni e pensieri''.

I libri dell'autore Premio Nobel

Conosci l'autore

Premio Nobel per la Letteratura 2021, è un romanziere tanzaniano nato a Zanzibar il 20 dicembre 1948. A diciotto anni, a causa dell'appartenenza al gruppo arabo vittima dell'oppressione sotto il regime del presidente Adeid Karume, fu costretto a lasciare il paese e a rifuggiarsi in Gran Bretagna, dove continuò gli studi fino a diventare docente di letteratura inglese e postcoloniale presso l'Università del Kent a Canterbury.Si avvicina alla scrittura solo dopo vent'anni dall'esilio scrivendo in inglese. È questa la lingua che sceglierà come idioma letterario e nella quale pubblicherà tutti i suoi romanzi, tra i quali ricordiamo: il romanzo di formazione Paraside, pubblicato nel 1994 e subito oggetto di discussione da parte della critica, Desertion (2005) e By the Sea (2001), selezionato per il Men Booker Prize e per il Los Angeles Tmes Book Award.In Italia sono stati tradotti da Garzanti Sulla riva del mare (2002) Il Disertore (2006) e Paradiso (2007).Nel 2021 riceve il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: "per la sua intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti".

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