Il verso giusto

I libri di poesia di Bre, Bruno, Buoro e Bux

Come Maremosso, media partner del Premio Strega Poesia, non potevamo non dedicare uno spazio ai libri di poesia candidati a questa prima edizione!

Ogni giorno, trovate le biografie degli autori e le opere con le quali gareggeranno in vista del 19 maggio, data in cui verrà proclamata la cinquina finalista.

Silvia Bre partecipa con Le campane (Einaudi)

Classe 1953, è nata a Bergamo e vive da molti anni a Roma. Da Einaudi ha pubblicato Le barricate misteriose (2001), Marmo (2007) e La fine di quest'arte (2015).

Nelle campane – nella poesia – Silvia Bre cerca di cogliere ritmi che scorrono sotterranei alla vita ma che della vita, non solo individuale, sono la linfa nascosta. A volte è necessario un salto mortale, della percezione e della grammatica. Ma più spesso questa lingua poetica si affina per concentrazione, per elisione, per cancellazione di tutto ciò che è superfluo, nella tensione verso l’origine delle cose, nell’attenzione per i nessi che le legano, per l’attimo di senso quando si dilata e sembra eterno. Le campane non possono non avere anche un aspetto mortuario, commemorativo. E infatti, verso la fine della raccolta, le note assumono un tono quasi cimiteriale e il lessico si infoltisce di «polvere», di «scheletri», di «tenebre». 

Le campane
Le campane Di Silvia Bre;

Nella vita – dice una poesia di questa raccolta – siamo attirati da distanze che ci chiamano, che non vediamo e non conosciamo, come da un suono di campane lontane. È un suono remoto, misterioso, un battito originario, nei cui rintocchi la parola poetica nasce e ritorna, ogni volta, per dissolversi.

Imperatrice Bruno partecipa con Le volontà nobili (Nulla Die)

Classe 2001, è nata ad Ariano Irpino (AV). Dopo il suo debutto con Costellazioni di emozioni (2018, Aletti editore), pubblica nel 2021 la raccolta poetica Caratteri Interi (Nulla Die). Le sue liriche sono state premiate, tradotte in diverse lingue e riportate su testate giornalistiche internazionali.

La penna di Imperatrice Bruno è una bocca, la bocca della poesia, che pulsa in lei come un vulcano in perenne promessa di eruzione. Non sorprenderà che i versi trattenuti a stento tra le pagine siano incandescenti, perché lo sono mente e corpo che li hanno generati: le parole scottano di vita già troppo vissuta, di pensieri e di azioni già troppo arsi dalla presuntuosa fallibilità umana. Eppure, si può ritardare la resa – si può quantomeno provare a farlo.

Le volontà nobili
Le volontà nobili Di Imperatrice Bruno;

"La penna di Imperatrice Bruno è una bocca, la bocca della poesia, che pulsa in lei come un vulcano in perenne promessa di eruzione. Non sorprenderà che i versi trattenuti a stento tra le pagine siano incandescenti, perché lo sono mente e corpo che li hanno generati: le parole scottano di vita già troppo vissuta, di pensieri e di azioni già troppo arsi dalla presuntuosa fallibilità umana. Eppure, si può ritardare la resa - si può quantomeno provare a farlo. Nella poesia, infatti, storia e speranza, con le parole di Seamus Heaney, possono rimare.

Sandro Buoro partecipa con La pietra sul tempo (Latorre)

Classe 1947, ha vissuto in Maremma fino al 1959 quando con i genitori si trasferì dal podere "Canale" dell'ONC (Opera Nazionale Combattenti costituita da Mussolini per ricollocare i reduci della Prima Guerra Mondiale in Libia o nelle malariche Maremme tosco-laziali) alla Cascina Nuova, immediata periferia di Alessandria. Maestro, poi docente di Materie Letterarie nelle medie, di italiano e storia, infine dirigente scolastico, ha scritto di pedagogia, storia, cinema e collaborato con i quotidiani La Stampa e Stampa Sera.

I paesaggi e le cose, le case che crollano, i coppi, la pioggia che consuma, battendo il tempo sulle pietre... questa ultima raccolta del “poeta contadino” Sandro Buoro è piena di cose che soffrono. Un’atmosfera elegiaca la pervade, virgiliana. Vediamo e ascoltiamo le lacrimae rerum, le strida mute degli oggetti che lo specchio accomuna ai viventi nel loro “correre alla morte”. È poesia antica, imbevuta di classici, ma soprattutto classica nel modo. Nel modo di osservare il mondo e la vita. 

La pietra sul tempo
La pietra sul tempo Di Sandro Buoro;

Il fiume che porta via tutto ha il colore della terra, il tempo smotta, le colline s'appianano, i tetti rovinano, gli amici più non s'incontrano, le biciclette sono rare al tramonto. Un dolente "tempus fugit" risuona in questi versi. Ma c'è il vento, lo scirocco che viene dal mare e che porta nubi chiare, e profumi che "leniscono il cuore".

Antonio Bux partecipa con Gemello falso (Avagliano)

Classe 1982, di Foggia, ha pubblicato diverse opere in italiano tra cui Trilogia dello zero (Marco Saya 2012), Naturario (Di Felice 2016; rosa premio Viareggio), Sasso, carta e forbici (Avagliano 2018; premio Alfonso Malinconico), e in spagnolo ha pubblicato El hombre comido (Buenos Aires 2015), Saga familiar de un lobo estepario (Toledo 2018). Nel 2014 gli è stato conferito a Firenze il premio Iris. Redattore della rivista Avamposto, ha fondato e dirige il blog Disgrafie e collabora con alcune case editrici.

Una poesia autobiografica nuova, di grande impatto emotivo e sociale dove la parola voluminosa e la parola diminuita raccontano il corpo, la malattia, l’obesità, il sottopeso. Bux, fin da giovanissimo, è passato continuamente da un massimo di 140 a un minimo di 69 kg di peso (per 1,75 cm di altezza), oscillando sempre e senza trovare mai un equilibrio. È quindi una raccolta autobiografica – che però interessa a molti – con un io narrante che si interroga sul senso del doppio. Il Gemello falso del titolo non è solo la quella parte di sé che si perde o ritorna, ma anche quella personalità in ombra che prende il sopravvento nel momento più buio della malattia

Gemello falso
Gemello falso Di Antonio Bux;

Un viaggio senza sconti nel mondo della psiche e della metamorfosi che mette al centro i temi del comportamento alimentare e la difficile gestione del corpo e della mente per chi, come l'autore, soffre di disturbi legati al cibo. Qui l'io narrante spesso si interroga sul senso del doppio. Ed è così che il gemello falso non è solo quella parte di sé che si perde o ritorna, ma anche quella personalità in ombra che spesso prende il sopravvento.

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