Margherita Hack, una vita scritta nelle stelle

Illustrazione di Cristian Bozzi, 2022, studente del Liceo Artistico A. Volta di Pavia

Illustrazione di Cristian Bozzi, 2022, studente del Liceo Artistico A. Volta di Pavia

Tutti noi abbiamo un'origine comune, siamo tutti figli dell'evoluzione dell'universo, dell'evoluzione delle stelle, e quindi siamo davvero tutti fratelli

Margherita Hack

Il 12 giugno 2022 ricorre il centenario della nascita di Margherita Hack, scienziata e astrofisica di fama mondiale che ha rivoluzionato il mondo della scienza e il nostro modo di guardare ad essa.


Come fosse già tutto scritto nel suo destino, quel giorno di giugno nasce a Firenze in via delle Cento Stelle a Campo di Marte: proprio lei che le stelle le avrebbe amate, osservate e studiate per tutta la sua vita! Quando parlava delle sue origini, le piaceva ricordare questo aneddoto, soprattutto se ad ascoltarla erano dei bambini. Era fatta così: ironica e divertente come solo i toscani sanno essere, genuina, una grande comunicatrice e appassionata dei suoi studi al punto che quella passione te la sentivi addosso anche tu se ti capitava di ascoltarla raccontare di scienza.

Di famiglia benestante, cresce in un ambiente stimolante, libero, capace di trasmetterle una grande amore per la verità e la giustizia. Si professa atea per tutta la vita, amante della razionalità e della concretezza.

Vive la sua infanzia e giovinezza in epoca fascista, studiando e appassionandosi allo sport: dalla bicicletta, che sarà sempre una sua grande passione, all'atletica dove ottiene numerosi successi ai Littoriali. Dal regime fascista si discosta nettamente con l'ingresso delle leggi razziali del 1938, che le portano via un'amata professoressa di scienze. Suo rammarico, proprio durante i Littoriali, aver dovuto prestare giuramento al regime che aveva in cuor suo già ripudiato: un compromesso necessario date le circostanze, ma mai dimenticato.

Tra il 1944 e il 1945 si sposa con il letterato Aldo De Rosa, suo compagno per tutta la vita, e si laurea in fisica con una tesi su un tipo di stelle giganti chiamate variabili Cefeidi.

Da quel momento inizia la sua ascesa nel mondo accademico internazionale, fino ad ottenere la cattedra di astronomia all'Università di Trieste nel 1964 e la direzione dell'Osservatorio astronomico, prima donna a ricoprire questo ruolo che sarà suo fino al 1987.

 

Siamo fatti di stelle. Dialogo sui minimi sistemi
Siamo fatti di stelle. Dialogo sui minimi sistemi Di Margherita Hack;Marco Morelli;

In una Trieste quasi incantata, Margherita Hack e Marco Morelli si immergono in un dialogo appassionato e sincero sulle piccole e grandi questioni della vita. Da Galileo alla religione, dalla politica ai giovani di oggi, dalle favole di quand'era bambina all'incontro con il marito Aldo De Rosa, dalla Firenze degli anni Venti alla casuale scoperta delle stelle, la Hack passa in rassegna novantuno anni eccezionali.

Il suo lavoro di ricerca ha dato un contributo considerevole all’astronomia e all’astrofisica ed è corredato da centinaia di pubblicazioni scientifiche. Ma il suo amore per l'azione e la concretezza la spingono a uscire dai confini accademici per allargare la platea di ascoltatori, scrivendo e curando numerose opere di divulgazione scientifica, capaci di spiegare in modo appassionante i segreti dell'universo e della vita anche ai non addetti ai lavori e ai più giovani.

E quello stesso amore per l'azione, animato dal senso di verità e giustizia sui cui si fonda il suo essere, la porta in prima linea in lotte politiche e ambientaliste, in difesa degli animali, a favore dell’eutanasia, instancabile paladina della libertà dell'individuo e della sua dignità. 

Margherita Hack si spegne a Trieste il 29 giugno 2013, seguita l'anno successivo dal marito. 

Il suo lascito è immenso sia, ovviamente, in campo scientifico e divulgativo, ma anche a livello umano. Perché con la sua vita ha rappresentato un esempio di dedizione al lavoro, di perseveranza nel trovare la propria strada, di grande semplicità e umanità, di capacità di prendere le cose con ironia ma, allo stesso tempo, di forza nel lottare per ciò che è giusto. 

Il nostro invito, in questi giorni in cui si celebra il centenario dalla sua nascita ma anche in seguito, è quello di alzare gli occhi e lo sguardo verso quel cielo che Margherita ha saputo rendere più familiare e cercare di tenere bene a mente che "siamo tutti figli delle stelle", così come lei ci ha insegnato.

Non è necessario avere una religione per avere una morale, perché se non si riesce a distinguere il bene dal male quella che manca è la sensibilità, non la religione.

Margherita Hack

Gli altri approfondimenti

Conosci l'autore

Margherita Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Il suo nome è legato a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale. Si è laureata in fisica con una tesi sull'astrofisica stellare nel 1945. È stata ordinario di Astronomia all'Università di Trieste dal 1964 e ha diretto l'Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale. Membro delle più prestigiose Società fisiche e astronomiche ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'ESA e della NASA. In Italia, con un'intensa opera di promozione, ha ottenuto che la nostra comunità astronomica si distinguesse nell'utilizzo di vari satelliti. Conosciuta, oltre che per la sua innata simpatia, per la capacità di divulgare la sua materia senza privarla della dovuta scientificità, nel 1995 ha ricevuto il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica. È stata membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society. Nel 1992 ha terminato la carriera di professoressa universitaria per motivi di anzianità, continuando tuttavia l'attività di ricerca. Nel 1993 è stata eletta consigliere comunale a Trieste. In pensione dal 1997, ha diretto ancora il "Centro Interuniversitario Regionale per l'Astrofisica e la Cosmologia" (CIRAC) di Trieste.Tra le sue pubblicazioni più divulgative e personali: L'universo violento della radioastronomia (Mondadori 1983), L'universo alle soglie del 2000 (Rizzoli 1992), Una vita fra le stelle (Di Renzo 2003), Dove nascono le stelle. Dalla vita ai quark: un viaggio a ritroso alle origini dell'universo (Sperling & Kupfer 2004), Qualcosa di inaspettato. I miei affetti, i miei valori, le mie passioni (Laterza 2005); Vi racconto l'astronomia (Laterza 2007), L'universo nel terzo millennio (Rizzoli 2007), Il mio zoo sotto le stelle, con Bianca Pauluzzi (Di Renzo 2007), Dove nascono le stelle (Sperling & Kupfer 2008), Le mie favole. Da Pinocchio a Harry Potter (passando per Berlusconi) (Edizioni dell'Altana 2009), Libera scienza in libero stato (Rizzoli 2010), Il mio infinito. Dio, la vita e l'universo nelle riflessioni di una scienziata atea (Dalai 2010), La mia vita in bicicletta (Ediciclo 2011), Hack! Come vedo io il mondo (Barbera 2012), Nove vite come i gatti. I miei primi novant'anni laici e ribelli (Rizzoli 2013), Pan di stelle. Il mondo come io lo vedo. La scienza, la politica, la vita. Scritti 1996-2013 (Sperling & Kupfer 2014)

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