Il verso giusto

I libri di poesia di Piovan, Policastro, Primi, Pusterla

Come Maremosso, media partner del Premio Strega Poesia, non potevamo non dedicare uno spazio ai libri di poesia candidati a questa prima edizione!

Ogni giorno, trovate le biografie degli autori e le opere con le quali gareggeranno in vista del 19 maggio, data in cui verrà proclamata la cinquina finalista.

Matteo Piovan partecipa con Cammino sulle allucinazioni dell'Io (Booksprint)

Nato a Mondovì, una piccola città in Piemonte, ha iniziato a scrivere all’età di otto anni brevi racconti per arrivare alla poesia nel periodo delle superiori, quando ha iniziato a scrivere per esprimere i suoi sentimenti fra lavoro e scuola. Ora frequenta l’università mantenendo la scrittura come passione e terapia personale.

Cammino sulle allucinazioni dell'io racconta letteralmente un cammino fra i pensieri dell'autore, i suoi sentimenti e il mondo dal suo punto di vista, un'allucinazione, come il punto di vista di ognuno di noi sulla terra arida che è il mondo su cui camminiamo. Fra sogni (anche letteralmente), amore, paure del futuro, traumi, passioni, scritti terapeutici contro depressione o angoscia, in questi versi apre il rubinetto fra il suo cervello, il suo cuore e la sua penna versando l'io di un ventenne con qualche difficoltà su dei fogli.

Cammino sulle allucinazioni dell'io

"Cammino sulle allucinazioni dell'io" racconta letteralmente un cammino fra i pensieri dell'autore, i suoi sentimenti e il mondo dal suo punto di vista, un'allucinazione, come il punto di vista di ognuno di noi sulla terra arida che è il mondo su cui camminiamo.

Gilda Policastro partecipa con La distinzione (Perrone)

Scrittrice e critica letteraria. Ha esordito come poetessa con Stagioni («Decimo quaderno italiano di poesia contemporanea), confluito in Non come vita (Aragno, 2013). Insegna Letteratura Italiana, cura i corsi di poesia per l’Accademia Molly Bloom, è redattrice di «Le parole e le cose» e di «Snaporaz». Tra i suoi libri più recenti, il romanzo La parte di Malvasia (2021) e il saggio L’ultima poesia. Scritture anomale e mutazioni di genere dal secondo Novecento a oggi (2021).

In questo libro si fondono e si mescolano monologhi e lingua comune, introversione e ascolto, chiacchiere prese dal quotidiano (tram, sale d’attesa, tavolini del bar) o dai social network (i veri luoghi d’incontro nel XXI secolo), tracce e risonanze di classici e contemporanei (da Mann, Hamsun, Foster Wallace e Sarah Kane a Di Ruscio, Bordini e Nathalie Quintane). La distinzione è un modo di essere nel mondo, tra gli altri, scoprendosi esposti alla stessa esuberanza verbale e alla stessa fragilità corporea: centro simbolico è l’ospedale, dove il male e la cura sono le due facce di un’umanità che resiste all’inevitabilità della fine, al suo annuncio, alla sua imminenza e chiede di essere raccontata proprio nel suo svanire o disperdersi entro le microstorie dell’indistinto («Guardatemi, scompaio»). 

La distinzione

di Gilda Policastro | Perrone

La distinzione è un modo di essere nel mondo, tra gli altri, scoprendosi esposti alla stessa esuberanza verbale e alla stessa fragilità corporea: centro simbolico è l’ospedale, dove il male e la cura sono le due facce di un’umanità che resiste all’inevitabilità della fine, al suo annuncio, alla sua imminenza e chiede di essere raccontata proprio nel suo svanire o disperdersi entro le microstorie dell’indistinto («Guardatemi, scompaio»).

Silvia Primi partecipa con Geo (Laura Capone Editore)

Classe 1983, nasce a Busto Arsizio (VA). Si laurea alla specialistica di Economia e Direzione d’Impresa presso l’Università LIUC di Castellanza (VA), dove viene premiata come “Miglior Laureato dell’Anno”. Vive in Svizzera dal 2013, dove è Responsabile Marketing e Comunicazione. Le sue più grandi passioni sono i viaggi, la fotografia e soprattutto la composizione di poesie, per cui ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti ai più importanti concorsi nazionali e internazionali di poesia inedita.

Geo è un’allegorica raccolta di poesie che gioca su una serie di parallelismi fra il Mondo (inteso come Terra) e il mondo interiore, in un continuo concatenarsi di analogie suggerite man mano dagli elementi stessi delle Scienze Naturali per proporre, poesia dopo poesia, un insolito punto di vista da cui riflettere sulla natura umana e sulle sue relazioni: il Mondo quale chiave di lettura del nostro mondo. Geo, silloge vincitrice della “X edizione del Premio Nazionale di Letteratura Italiana Contemporanea 2022-2023” fra oltre cinquemila partecipanti, ha ottenuto inoltre la “Menzione Speciale al Merito” al Premio Dostoevskij 2021.

Geo

di Silvia Primi | Laura Capone Editore

Geo è un’allegorica raccolta di poesie che gioca su una serie di parallelismi fra il Mondo (inteso come Terra) e il mondo interiore, in un continuo concatenarsi di analogie suggerite man mano dagli elementi stessi delle Scienze Naturali per proporre, poesia dopo poesia, un insolito punto di vista da cui riflettere sulla natura umana e sulle sue relazioni: il Mondo quale chiave di lettura del nostro mondo.

Fabio Pusterla partecipa con Tremalume (Marcos y Marcos)

Classe 1957, la sua prima raccolta di poesie, Concessione all'inverno (1985), suscita il consenso di critici e poeti. Seguono Bocksten, Le cose senza storia, Pietra sangue, Folla sommersa, Corpo stellare, Argéman e Cenere, o terra. Tra i vari premi ha ricevuto il premio Montale (1986), il premio Schiller (1986, 2000, 2011) e il premio Napoli (2013). Le sue opere sono tradotte in molte lingue.

«Tremalume è una parola che ho inventato io» racconta Fabio Pusterla. «È apparsa sulla pagina mentre provavo a scrivere una poesia un po' strana, e mi è balzata agli occhi come il titolo migliore per il mio nuovo libro. Tremalume: un neologismo in cui il tremore, la minaccia e la preoccupazione non eliminano affatto la piccola sopravvivenza di un lume, di una minima luce a cui affidarsi.» Un cammino paziente, ostinato, nelle regioni del disastro, del degrado, tra i mostri della notte sui sentieri, nella luce migrante; il cammino di chi non ha scelto, ma non ha rinunciato, complice un silenzio che nel frastuono dei sobborghi "vive ai margini e si cela". Lo sguardo è a larghissima gittata, abbraccia "pochi vivi e molti morti", l'ultima aborigena della Tasmania, i macachi creati in un laboratorio dell'Oregon. 

Tremalume
Tremalume Di Fabio Pusterla;

Tremalume: un neologismo in cui il tremore, la minaccia e la preoccupazione non eliminano affatto la piccola sopravvivenza di un lume, di una minima luce a cui affidarsi.» Un cammino paziente, ostinato, nelle regioni del disastro, del degrado, tra i mostri della notte sui sentieri, nella luce migrante; il cammino di chi non ha scelto, ma non ha rinunciato, complice un silenzio che nel frastuono dei sobborghi "vive ai margini e si cela.

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