Una scuola di lettori

I nostri Promessi Sposi: alla scoperta dell'opera del Manzoni

Per la rubrica Una scuola di lettori, le classi quarte della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo Verdi di Vigatto (PR), ci accompagnano in un percorso per conoscere I promessi sposi di Alessandro Manzoni, dal punto di vista dei bambini.

Perché leggere i Promessi Sposi?

Secondo noi Alessandro Manzoni ha scritto questo romanzo per ispirare i ragazzi a scrivere e leggere storie, oltre che insegnare loro che la crudeltà non paga MAI!                                                                        

Filippo, Matilde e Viola

Secondo noi, invece, ha scritto il romanzo per far capire ai lettori l’importanza dell’amore, non essere egoisti, di non arrendersi mai nonostante le avversità, di imparare a perdonare e non fare torti a nessuno, perché Chi la fa, l’aspetti, come recita il proverbio.

Bastian, Fabiana, Francesco e Teodora

Leggere i Classici della letteratura italiana ci può preparare a leggere tanto alla scuola media.

Alice, Federico, Giovanni e Noor

I Promessi Sposi spiegati male
I Promessi Sposi spiegati male Di Francesco Muzzopappa;

Tra enigmi da risolvere e bivi che sarai tu a scegliere di imboccare, viaggerai per la Lombardia del Seicento in lungo e in largo.

La trama del libro

I protagonisti di questa storia sono Renzo e Lucia, due giovani ragazzi che si stavano preparando al matrimonio, infatti il titolo del libro è proprio…I promessi sposi!

Un giorno, sul lago di Como, il prete che li doveva sposare, di nome don Abbondio, si trovò davanti due “bravi” che proprio bravi non erano, anzi…, che gli annunciarono che non poteva sposarli. Lucia, dopo aver saputo che non si potevano sposare, andò a Monza nel convento delle suore gestito da Gertrude, una donna ricca che non avrebbe voluto diventare monaca, e per questo invidiosa di Lucia stessa, mentre Renzo andò a Milano nel convento di un frate, amico di famiglia, un certo Fra Cristoforo.

Ma…

Qualche giorno dopo, Renzo fu arrestato durante i famosi tumulti di Milano e Lucia venne rapita da un uomo del quale neppure il nome si poteva pronunciare e detto da tutti l’ “Innominato”. Un po’ di tempo dopo, e dopo altre peripezie, i due giovani si ritrovarono. Ma…

Si saranno davvero sposati?

Noi non ve lo diremo MAI: leggete il libro se volete saperlo. Olè!

Francesca, Rebecca, Serena e Virginia

La nostra esperienza

Quest’anno in Educazione Civica, abbiamo affrontato quattro temi diversi quali: il coraggio, il cambiamento, il perdono e la giustizia, temi sviluppati anche da Alessandro Manzoni nell’opera I promessi Sposi, libro che abbiamo letto insieme.

La giustizia per rispettare gli altri, sempre! Bisogna avere pazienza con tutti, aspettare che diano la risposta o che ricordino la battuta, perché ciascuno ha i propri ritmi, il coraggio che serve anche per fare teatro e recitare davanti ad un pubblico, per cui il coraggio che serve per aver fiducia in se stessi, il cambiamento continuando a stare insieme, cambiando, quindi, anche il nostro modo di relazionarci gli uni agli altri, la generosità ed il perdono per stare bene con tutti, senza “prenderci in giro”, perché è bello stare insieme agli amici: stare soli è brutto.

Abbiamo capito che occorre sempre chiedersi il "perché" delle cose: ci siamo fatte così tante domande che ad un certo punto non si sapeva più se la risposta giusta fosse, per esempio, sì o no.

Abbiamo recitato interpretando anche oggetti immobili, per provare a metterci nei panni degli altri. Tutti concordiamo sia stata un’esperienza molto divertente, ma la maestra spera sia stata, soprattutto, utile…

I personaggi raccontati da noi!

Lucia

Lucia è una ragazza molto giovane e simpatica. Vorrei essere una persona come lei per come si veste in modo molto elegante anche se semplice, infatti lei non è ricca.

Alice

Lucia era una ragazza giovane, bella con i capelli castano chiaro. Aveva sempre la bocca sorridente, perché anche quando era un po’ triste, si rallegrava pensando al suo fidanzato Renzo. Lucia si vestiva sempre con dei vestiti sempre puliti e in ordine. Era molto gentile e disponibile specialmente con le persone che le volevano bene.

Noor

Renzo

C’era una volta un ragazzo che si chiamava Renzo. Renzo era magro e un po’ alto, con i capelli mori. Viveva in una casa piccola. Renzo voleva sposare Lucia. Aveva un cugino che si chiamava Bortolo che era robusto, coi capelli biondi ed era un po’ alto e un po’ basso, proprio come lui. Renzo era molto bravo, gentile, bello dentro e fuori ed era un po’ timido. Davanti alla gente, non si metteva mai in mostra, forse per questo non aveva tanti amici: come amico aveva fra Cristoforo.

Federico

 

Don Abbondio

Don Abbondio è una persona umile, gentile e carina, non toccherebbe neanche una mosca. Indossa una tunica nera con una collana con una croce, proprio come sopra al cappellino. Ha un colletto alto e bianco, ma molto alla moda al tempo. Don Abbondio, forse non è ricco, ma la gentilezza è meglio della ricchezza. Se Don Abbondio esistesse, di sicuro sarebbe amato e aiutato da tutti. Forse è un po’ troppo pauroso, essendo pauroso di tutto e di tutti, ma la paura si può sconfiggere.

Viola

Don Rodrigo

Don Rodrigo era alto e un po’ snello. Aveva un cappello a cilindro su una testa calva. Il suo volto era a forma di U, con gli occhi minacciosi il cui colore era marrone, proprio come il cappello. Don Rodrigo aveva un carattere non bello: era cattivo. Secondo me fra i personaggi de I promessi sposi, quello di Don Rodrigo non era affatto positivo. Spero non ci siano al tempo di oggi persone come lui. Ho descritto Don Rodrigo, perché, comunque è uno dei personaggi che mi hanno colpito di più.

Emma

 

Don Rodrigo è una persona ricca, indossa i vestiti più costosi della città; ai piedi ha scarpe pitturate con oro brillante. E’ arrogante e muscoloso e grosso, così che fa ancora più paura: non si sa che cosa fa a quelli che lo fanno arrabbiare! E’ tranquillo con il re o con chi è più forte di lui. E’ innamorato di Lucia che, però, vorrebbe sposare Renzo. Ha due bravi che gli vogliono bene sempre e lo proteggono. Da trentasette anni è egoista, è un cattivo uomo.

 

Bastian Francesco

Agnese

Agnese è la mamma di  Lucia nel libro I promessi sposi di Manzoni. Ha settant'anni.  Ha un vestito lungo e un grembiule davanti, perché cucina e fa le pulizie tutto il giorno. Ha le scarpe verde pistacchio senza tacco. Un giorno, con un cestino di vimini in mano, con dentro della frutta e cento monete d’oro in tasca, stava andando da Renzo a dargliene cinquanta, perché è generosa e aiuta sempre gli altri. Abita in una piazzetta con tante piante che fanno ombra alle case circostanti. Lei si prende cura anche di queste piante. Abita a Milano con sua figlia e presto con il suo fidanzato. Al giorno d’oggi esistono donne così: io le chiamo nonne.

Francesca

 

L'Innominato

L’Innominato all’inizio conduceva una  “malavita”  piena di battaglie sanguinose. Era un uomo crudele e preferiva la violenza invece che parlare con calma. L’Innominato era molto amico di Don Rodrigo. Era un uomo alto e snello con occhi fulminanti che facevano venir voglia di scappare all’istante. Aveva anche denti spaventosi che guardandoli e basta ti mettevano i brividi. L’Innominato aveva un volto davvero terrificante! Per sfortuna alcune persone ancora oggi sono così.

Filippo

 

 

Perpetua

Perpetua è la vecchia serva di don Abbondio. Indossa sempre un grembiulino ai fianchi e una cuffietta sopra la testa dai capelli marroni. Ha tanta cura della stanza di don Abbondio, ma è abbastanza "spifferella". Le piace sapere tutto quanto e poi diffonde le notizie: che pettegola! Se io la incontrassi farei di lei la mia migliore amica, ma le suggerirei di diventare meno spifferona. Secondo me al giorno d’oggi potrebbe esistere una persona così, anche perché di persone così pettegole ne esistono mille. È il mio personaggio preferito dell’opera di Manzoni.

Teodora

 

La monaca di Monza

La monaca di Monza, il cui vero nome è Gertrude, ha ventiquattro o venticinque anni. Indossa una tunica nera, una o due collane con la croce di Cristo. Da bambina giocava con bambole vestite da suore o sfogliava riviste di suore. Quando ha compiuto dieci anni l’hanno messa in convento e lì è continuata la sua vita. Vorrei essere una monaca, ma non come “quella” di Monza, una suora che può pregare da sola e pulire quello che vuole lei, senza essere comandata da nessuno: vorrei essere libera di scegliere.

Fabiana

 

Quando va a pregare è molto seria, perché ha un carattere molto serio: non parla tanto, va a pregare alla mattina, la sera e il pomeriggio. Al giorno d’oggi non esistono persone che sono obbligate ad andare in convento dai propri genitori: ora ci vanno per scelta personale. Non vorrei essere come lei, perché è triste dal momento che subisce la volontà di altri. Conosceva Don Rodrigo, l’Innominato, il cardinale Borromeo, tutte persone molto importanti.

Giacobbe

I Bravi

Se incontrassi i bravi, avrei un po' di paura, ma sarei emozionata e parlerei loro. Secondo me i bravi non esistono, magari ci sono delle persone sicure di sé che non hanno paura di niente. Non vorrei assomigliare a loro per la cattiveria, ma vorrei prendere esempio: avere autostima e non avere paura di niente.

Matilde

I bravi di don Rodrigo andarono da don Abbondio al lago di Como e gli dissero con cattiveria che il matrimonio di Renzo e Lucia non si poteva celebrare. Vedendoli e sentendoli, don Abbondio si impaurì terribilmente e si mise a tremare dalla paura davanti a quelli spavaldi molto sicuri di sé vestiti ancora in modo riconoscibilissimo. Oggi ci sono persone come loro in circolazione. Se incontrassi i bravi, scapperei, perché non avrei tanto coraggio per affrontarli e d’altra parte non vorrei essere come loro nella mia vita.

Giovanni

I bravi, quando vedono o incontrano qualcuno, tirano fuori il pugnale e fanno spaventare tantissime persone. Loro sono molto cattivi e quando camminano, camminano da soldatini. Se io li incontrassi, mi spaventerei molto, perché hanno il pugnale. Anche adesso purtroppo esistono persone malvagie, ma io non vorrei mai diventare come loro.

Nicolas

 

Fra Cristoforo

Fra Cristoforo era un uomo molto vecchio con una corona di capelli bianchi attorno al capo. Era alto con i fianchi larghi, da giovane prima di farsi frate, era muscoloso e atletico e abitava in una famiglia ricca. In questa storia aiuta Renzo e Lucia a sposarsi. Fra Cristoforo indossava un saio, aveva un carattere gentile e aiutava chi era nel bisogno, nella storia aiuta chi è nel lazzaretto; aiuta anche Lucia a ragionare e a sposarsi con l’amato Renzo.

Miriam

 

Prima di diventare frate si chiamava Lodovico ed era arrogante, spavaldo, ricco e pretendeva rispetto da tutti. Un giorno, però, incontrò un signore ancora più ricco e arrogante di lui con due servi, a differenza di Ludovico che ne aveva uno solo. Ovviamente Lodovico volle la precedenza, ma anche quel signore voleva la precedenza, allora misero mano alla spada. Il servo di Lodovico venne ucciso e Lodovico uccise a sua volta chi aveva tolto la vita. Dopo quella strage scappò e il giorno dopo andò a casa dell’uomo da lui ucciso per chiedere scusa ai suoi familiari. Si fece frate col nome del suo servo, morto per difenderlo, che si chiamava Cristoforo, quindi divenne fra Cristoforo.

Francesco

 

Il Cardinale Borromeo

Il cardinale Borromeo è un uomo alto, magro, con un viso ovale. Ha gli occhi azzurri, un naso piccolo e una bocca sottile. Ha braccia robuste e grandi mani. Indossa una tunica rossa per tradizione, che ricorda il sangue di Cristo. È un uomo altruista, che fa buone azioni: anche se viene da una famiglia ricca, vive in maniera semplice e dona ai poveri. Può essere anche severo: quando incontra Don Abbondio, lo rimprovera subito per non aver celebrato il matrimonio fra Renzo e Lucia, per paura di Don Rodrigo. Invece accoglie l’Innominato a braccia aperte, e lui si pente e diventa buono.

Serena

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