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Il numero di telefono di Babbo Natale di Emanuela Da Ros

La maestra Marilena ha dato un compito alla sua classe quinta per dicembre: scrivere ogni giorno una lettera di desideri a Babbo Natale.

Fabrizio non sembra molto contento del compito assegnato, non riesce a capire bene quel che deve scrivere e la maestra ogni giorno non è soddisfatta del risultato, dicendogli che non sta parlando con il cuore. Infatti, quelle che Fabrizio scrive non sono proprio lettere dove esprime i suoi desideri. Il bambino opta per la scrittura di un vero e proprio diario personale, dove racconta quello che gli succede. Conosciamo così la sua famiglia: nonna Francesca, che si è trasferita da loro dopo la morte del nonno e che per il dispiacere di questo lutto ha quasi perso la vista. Nonostante prima fosse una nonna sprint, tutta cinema, pranzi e partite a carte, adesso è diventata una piccola combinaguai, non riconoscendo più le persone e nemmeno il cibo. Avete mai mangiato la macedonia con la zucchina a posto della banana?

Dalle lettere a Babbo Natale, scopriamo anche che i genitori di Fabrizio, da quando nonna Francesca si è traferita da loro, non fanno altro che litigare, spesso si scordano anche di preparare la cena, e che la sorella Francesca potrebbe essere innamorata, infatti sparisce per interi pomeriggi e quando torna si chiude in camera con il cellulare. Anche Fabrizio in classe ha anche una fidanzata, Natascia, anche se a volte lei ha regalato le figurine panini ad un altro compagno.

Illustrazione tratta dal libro "Il numero di telefono di Babbo Natale", di Emanuela Da Ros, Federico Appel, Parapiglia, 2019

Il numero di telefono di Babbo Natale

A Natale ci sono le attese, le feste in famiglia, i regali, ma ahimè ci sono anche le maestre e i compiti: Fabrizio e Hayat devono scrivere una lettera a Babbo Natale ogni giorno. Ma i compiti possono aiutare a tirar fuori i sogni dall'armadio, a innamorarsi e anche immaginare Babbo Natale in costume da bagno.

Hayat, invece, è una bambina arrivata in Italia dal Marocco da soli sei mesi: all'inizio le sembrava di essere su un pianeta alieno, circondata da persone che parlavano una lingua sconosciuta. Piano piano ha imparato qualche parolina e adesso riesce a comprendere quasi tutto. Ma Babbo Natale non sa proprio chi sia, in Marocco c'è papà Noel, quindi ci ritroviamo a leggere le sue lettere per Basso Natale, Baldo, Bacco e anche Barbo Natale.

Qui, in Italia, invece, a volte vedo che i vecchi sono abbandonati. Sono seduti in un angolo e nessuno, nemmeno i nipoti, parlano con loro. Ed è strano, perché invece sono le persone che hanno più cose da raccontare

Illustrazione tratta dal libro "Il numero di telefono di Babbo Natale", di Emanuela Da Ros, Federico Appel, Parapiglia, 2019

Quello che Hayat non capisce dell'Italia è perché gli anziani vengano poco considerati. In Marocco è molto diverso, vengono consultati per tutto, in quanto saggi e con molto da raccontare.

Hayat non è felice, a scuola le dicono che è diversa, addirittura un compagno, Pierangelo Frilli, le ha scritto sul quaderno extracomunitaria. L'unico desiderio che ha, e che chiede a Babbo Natale, è di essere bionda e con gli occhi chiari.

Dalle lettere di Fabrizio e Hayat è evidente che sono ragazzi in difficoltà. La maestra cerca quindi di aiutarli, non in maniera plateale, ma in modo silenzioso, senza che i due se ne accorgano. Si evince dalla storia che, in qualche modo, la maestra Marilena fa leggere le lettere ai genitori di Fabrizio: da allora, pranzi e cene sono puntuali, in casa arriva un’assistente domiciliare per nonna Francesca, i genitori sembrano tornare alla vecchia armonia e Babbo Natale porta addirittura regali giusti, uno skate nuovo e pure un orologio.

Ad Hayat, invece, la maestra assegna un compito da svolgere con il suo compagno Pierangelo. I due non sono contenti, ma il poco tempo che trascorrono insieme gli fa scoprire che la loro diversità è un arricchimento per entrambi, tanto che lui un pomeriggio la invita a casa per fare l'albero insieme e lei ricambia l'invito facendogli assaggiare tante sfiziose prelibatezze marocchine. Hayat è contenta e comincia a piacersi così com'è.

Illustrazione tratta dal libro "Il numero di telefono di Babbo Natale", di Emanuela Da Ros, Federico Appel, Parapiglia, 2019

Questo non è solo un libro sul Natale, è un romanzo epistolare che tratta anche tematiche importanti per i ragazzi e le ragazze in crescita. Si parla di armonia domestica e del ruolo fondamentale che le persone anziane dovrebbero avere nelle famiglie e fa capire quanto dobbiamo loro. Ci fa riflettere su come nostri piccoli comportamenti superficiali, come scrivere un insulto sul quaderno di una compagna, possano diventare per lei una grossa sofferenza da superare e, cosa importante in questo periodo storico, ci fa riflettere su come l'accoglienza  dovrebbe essere parte fondamentale nel nostro modo di essere. Hayat, accettata dagli altri, torna a sorridere ed essere felice perché, come già detto, la diversità ci arricchisce.

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