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Lea di Nancy B. Pillon

L’atto che sta dietro al concetto di consenso parte dal presupposto che ogni individuo ha il diritto di chiedere che i confini del proprio corpo vengano rispettati. Dunque, bisogna imparare a esplicitare questa volontà ma anche imparare ad ascoltare e accettare il dissenso.

Il compito degli adulti sta nel porsi come guida che rispetta e sostiene i minori nel dire ciò che non vogliono ricevere ad esempio, anche se si tratta di un gesto d’affetto, dei famosi baci o abbracci da parte di amici e parenti: ogni bambino e ogni bambina ha il diritto di negarsi, nessuno dovrebbe mai essere costretto a dare un bacio o a “sopportare” passivamente un’attenzione fisica, anche se fatta in buona fede. Se lo si comprende già nei primi anni sarà più facile interiorizzare e portarsi dietro questo importante bagaglio nella vita.

Scegliere e controllare ciò che avviene al proprio corpo può essere incoraggiato fin dalla primissima infanzia, anticipando e raccontando le azioni, come il cambio del pannolino o il bagnetto. Procedere in questo, mentre bambine e bambini crescono, aiuta loro nella conoscenza del sé e aiuta noi genitori nell’azione educativa, coinvolgendo i piccoli, evitando di manipolarli come bambole e facendo comprendere loro che quel corpo ha diritto di essere ascoltato.

Fondamentale anche l’accogliere e l’accettare il limite. Se è vero che nella fascia prescolare il “no” è la risposta preferita, è altrettanto vero che si fa fatica ad accettare la negazione, non solo la regola del genitore, ma anche il no di un compagno o di un’amica. Accompagnare i minori nella comprensione della mancata volontà di giocare, condividere o di essere abbracciati è sullo stesso piano dell’incoraggiare a esprimere il proprio dissenso.

La casa editrice Settenove, che dal 2013 si occupa della prevenzione della discriminazione e della violenza di genere attraverso meravigliosi albi e libri per l’infanzia e l’adolescenza, tocca in profondità questo tema con Lea, di Nancy B. Pillon, con la traduzione di Guia Risari, un romanzo breve, scritto a grandi caratteri, perfetto per i piccoli ma utilissimo anche ai grandi, in grado di spiegare le emozioni che stanno dietro al consenso e la difficoltà di esprimere la propria volontà rispetto ai confini del corpo.

Lea
Lea Di Nancy B. Pillon;

Lia vorrebbe tenere sempre sciolti i suoi lunghi capelli rossi ma spesso si sente a disagio: tutti la guardano, ammirano la sua criniera e, senza chiedere il permesso, si fiondano a toccarla! Lia odia quando le persone le toccano i capelli ma dirlo in modo esplicito non è facile: ogni volta che prova a reagire le parole restano bloccate in gola e la rabbia cresce. Il percorso per esprimere il suo malcontento sarà arduo, ma alla fine Lia riuscirà a diventare «Lea», una leonessa in grado di ruggire per proteggere il suo spazio.

Sento una presenza alle mie spalle e delle dita mi raccolgono i capelli in una coda di cavallo alta. Mi volto bruscamente e vedo Naila, con le mani ancora alzate e un elastico in bocca

Lia ha una splendida chioma rossa, vaporosa, morbida, leonina. Il suo problema è che il fascino di quella chioma attrae tutti: la sua sorellina, che vuole troppo spesso giocare alla parrucchiera, le compagne e i compagni di scuola, le persone tutte, anche chi non la conosce. Lia però non ama quelle mani tra i capelli. E come darle torto?

Chiede alla mamma di legarglieli in uno strettissimo chignon. Poi pensa di tagliarli. Ma la soluzione non può essere uno stratagemma, Lia lo comprende e ne soffre.

Grazie al supporto della sua mamma, della sua maestra e della sua migliore amica Nina, Lia poco alla volta troverà il coraggio per esprimere il suo bisogno di non essere toccata e diventerà Lea, la bambina dal piglio e dalla chioma leonini.

La forza di questa storia sta nell’ottima capacità di descrivere le mani che entrano di continuo in contatto con i capelli della protagonista, mani che danno fastidio anche a chi sta leggendo. Il secondo tassello che rende questo libro perfetto per spiegare i concetti di consenso e dissenso e la loro esplicitazione sta proprio nella difficoltà che la bambina prova nel dire agli altri quanto vorrebbe che le chiedessero il permesso prima di toccarle i capelli, e quanto vorrebbe poter dire di no ed essere ascoltata.

Non faccio che ripetere tra me queste parole: «Vorrei che smetteste di toccarmi i capelli perché non mi piace affatto». Più lo ripeto, più le mani mi diventano sudate e più il cuore mi batte forte nella cassa toracica

Gli adulti a questo punto giocano il fondamentale ruolo di guida, perché non si sostituiscono a lei, ma la incoraggiano infondendole serenità.

Esplorando anche altre case editrici possiamo trovare l’albo illustrato Sì & no, si può fare e non si può fare (Clavis), consigliato dai quattro anni. Attraverso immagini semplici si può spiegare ai più piccoli che il corpo è loro, che possono decidere quando dire sì e quando dire no. Sentimenti e regole per comprendere cosa si può fare e cosa no, rispettando anche gli altri.

Ironico e di immediata comprensione Dai un bacio a chi vuoi tu! Impara il rispetto dei confini personali, tuoi e degli altri edito da De Agostini e consigliato da Amnesty International è un albo che con uno stile fumettistico spiega i limiti del proprio corpo, la possibilità di cambiare idea rispetto a cosa desideriamo e come comunicare cosa ci mette a disagio.

Come sempre lasciare ai bambini e alle bambine lo spazio per fare loro sensazioni, regole e concetti stupirà gli adulti e insegnerà loro qualcosa che nemmeno avevano immaginato.

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