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Oso Melero Edizioni, nuova casa editrice per l'infanzia impegnata nella lotta al razzismo

Nella settimana antirazzista, Il Razzismo è una Brutta Storia è contenta di sostenere la diffusione della chiamata della giovane casa editrice ‘migrante’ Oso Melero per racconti diasporici per l’infanzia. Qui un’intervista che racconta meglio chi sono e qual è il loro progetto!

Quando è nata e perché la casa editrice Oso Melero?

L'idea di creare la casa editrice nasce nel 2020 dal sogno di Andreina Colon, una giovane donna migrante* venezuelana che, svolgendo dei lavori precari che non avevano nulla a che fare con il suo mestiere, decise di cercare un’alternativa insieme a Gustavo Garcia, altro cittadino migrante venezuelano, per riprendere i progetti che avevano iniziato prima di emigrare: promozione socioculturale, promozione della lettura, lavoro sociale per la scolarizzazione di ragazzi e ragazze in comunità prive di centri educativi, laboratori di alfabetizzazione per adulti ed editing di saggistica e di letteratura per ragazzi.

Nel 2021, grazie a un programma di finanziamento europeo per donne migranti e dopo un soggiorno di scambio a Barcellona, svolto tramite il programma Erasmus Entrepreneurs con due case editrici, Salvatella e Wanafrica, si sono riuniti con un gruppo di amici del mondo dell’editoria: grafici, editori, correttori, ecc. e così hanno creato Oso Melero Edizioni, una casa editrice specializzata in letteratura latinoamericana e caraibica che pubblica in lingua spagnola e italiana, in formato cartaceo e digitale.

I primi libri che hanno pubblicato sono il risultato di una chiamata a scrittori e scrittrici Latinoamericane e Caraibiche, con lo scopo di dare visibilità a queste identità complesse, ricche e diverse in Italia, per contribuire allo sviluppo di una visione ampia della realtà e del mondo.

* Si sceglie di utilizzare il termine migrante e non immigrata perché riflette ciò che pensiamo delle nostre identità a cavallo tra più luoghi in un momento di grande cambiamento globale.

Qual è l’origine del nome Oso Melero?

Hanno scelto questo nome perché sia Gustavo che Andreina provengono da una regione del Venezuela dove il 2 novembre ha luogo una manifestazione tradizionale indigena chiamata “La llora” (il pianto), istituita per rendere omaggio agli antenati, ma invece di piangere si balla, e uno di questi balli si chiama “Oso melero”. L’oso melero è un animale, un formichiere che invece di cibarsi di formiche mangia miele, per questo si chiama “melero”, abita in Brasile e Venezuela, è tenero e ricorda l’infanzia.

A che pubblico si rivolge?

Hanno iniziato le pubblicazioni all’interno di due collane: "Amazonas" e "Usumacinta", rivolte rispettivamente ai bambini dagli 8 ai 10 anni e a quelli dai 10 ai 12. Pensano però che ogni libro sia dedicato al lettore che è attratto dalla lettura, indipendentemente dalla sua età, anche perché è sempre complesso far rientrare un lettore in una categoria così ristretta; ognuno deve avere il diritto di scegliere, soprattutto un bambino.

Illustrazione dal libro "La ricerca" di Shirley Andrade e Nicoletta Bertelle, Oso Melero 2022

Che storie pubblica? Quali le scelte editoriali e i criteri?

Pubblicano racconti che hanno elementi di realismo magico, elementi caratteristici dell'identità dei Paesi di origine delle scrittrici ed elementi mitologici. In generale, i grandi temi sono le relazioni umane, l'amicizia, la crescita, la solidarietà, la giustizia, l'aiuto reciproco, il rapporto tra l’individuo e la natura. Sono anche interessati a questioni di interesse globale come l'inquinamento, l'uguaglianza e i diritti umani.

Chi sono le/gli autrici/autori?

Finora hanno pubblicato libri solo di autrici donne: quattro scrittrici, tra cui la messicana Norma Muñoz Ledo e la cubana María Elvira Fernández Sa; ricordiamo anche le illustratrici, tra cui si contano la padovana Nicoletta Bertelle e la recentemente vincitrice della Mostra degli Illustratori della Bologna Children's Book Fair, l’argentina Nadia Romero Marchesini. Il resto delle autrici emergenti proviene da Messico, Ecuador, Perù, Argentina e Italia.

Illustrazione dal libro "Ciapoli e i semi-cuore", di Norma Muñoz Ledo e Nadia Romero Marchesini, Oso Melero 2022

A quale esigenza si propongono di rispondere?

Nel mondo dell'editoria in Italia sono state e continueranno a essere pubblicate opere della letteratura latino-americana, ma c'è una marcata assenza di nuove storie della nuova generazione di scrittori dei Caraibi e dell'America Latina, e in particolare di opere per bambini.

Oso Melero Edizioni ritiene fondamentale, nell'ambito del cambiamento sociale e culturale che sta avvenendo in Europa e in particolare in Italia, raccontare storie che parlino di diversità culturale, di altri riferimenti differenti dall’eurocentrismo, di concezioni alternative della vita, come la convivenza, il senso di comunità, la democrazia, la tolleranza, la cooperazione, l’amicizia, tra le altre, presentando dei personaggi che raramente o mai sono stati protagonisti, cioè meticci, afro, indigeni.

Visto che concepiscono il diverso come potenziale, cercano di arricchire l'offerta letteraria per ragazzi in un contesto sempre più segnato dal pluralismo culturale, dai processi migratori, dalla necessità di stabilire ponti di comunicazione e di dialogo tra bambini e ragazzi che sono e saranno i nuovi volti della società italiana ed europea.

Quali sono i progetti futuri?

In questa nuova fase di consolidamento del progetto editoriale, e dopo la collaborazione di Gustavo al progetto Antirazine, realizzato dall'Associazione Il Razzismo è una Brutta Storia, Oso Melero è contenta dell’attenzione e del supporto per il lancio del Concorso di Racconti Diasporici per Ragazzi e Ragazze, una chiamata che convoca autori e autrici di letteratura giovanile con lo scopo di dare visibilità a voci migranti presenti nel territorio italiano.

L’opera vincitrice inaugurerà la terza collana, "Caribe", rivolta a ragazzi e ragazze dai 13 ai 16 anni. Il suo nome rende omaggio al mare dei Caraibi, testimone dell'incontro e scambio dei popoli di tutto il mondo. Questa collana cerca di rispecchiare l'esperienza dei processi migratori in Italia e il continuo movimento sia fisico che spirituale delle diaspore umane che arricchiscono l'identità italiana.

L’obiettivo è quello di raccontare storie che parlino dell'esperienza della migrazione e fare in modo che molti capiscano, si identifichino, si riconoscano in personaggi che incarnano l'alienazione, la discriminazione razziale e di genere, l'esclusione sociale, ma che si ribellano davanti alle ingiustizie, mostrando solidarietà, sognando e facendo del loro meglio per contribuire alla costruzione di una società equa e giusta.

Questa collana racconterà delle storie destinate a una popolazione giovane che è alla ricerca di nuovi riferimenti culturali in cui riconoscersi, identificarsi e, perché no, riferimenti che mettono in discussione la propria concezione di sé.

Le opere saranno accettate dal 31 marzo al 30 aprile, e tra i criteri di valutazione è richiesto che trattino argomenti di ambito sociale, legati a scambi culturali, processi migratori, discriminazione razziale o di genere, diversità sessuale e disuguaglianza. Per maggiori informazioni visitate il sito www.osomeleroedizioni.com

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