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XXNormal. Stop al body shaming! di Annalisa Strada

Sappiamo davvero che cos’è il Body Shaming e quali sono le conseguenze di questa forma di bullismo e cyberbullismo? Partiamo dall’inizio. “Body Shaming”, sono due parole: body=corpo, e shaming=far vergognare. Perché si dovrebbe far vergognare qualcuno/a del suo corpo? Nel Body Shaming c’è l’intenzionalità di offendere un’altra persona per il suo fisico o una parte di esso, perché troppo alta/o, troppo bassa/o, troppo magro/a etc... Perché si arriva a convincere una ragazza o un ragazzo che così com’è non va bene? Annalisa Strada ci accompagna attraverso un viaggio che tocca gli aspetti più intimi e delicati dei giovani e non solo per quanto riguarda l’aspetto fisico, ma anche per ciò che riguarda l’effetto che il Body Shaming ha sulla componente emotiva. Un libro ricco di consigli, informazioni utili, esempi e testimonianze anche di personaggi noti che sono stati vittime di questa forma di bullismo. L’autrice, in modo aperto, semplice e discreto ci racconta la sua esperienza personale con il Body Shaming, in un percorso fatto di sensibilità e riflessioni. 

XXNormal. Stop al body shaming!
XXNormal. Stop al body shaming! Di Annalisa Strada;

Un libro per ragazzi e ragazze dai 12 anni, per imparare la bellezza della diversità e il valore del rispetto reciproco. Un insieme di racconti per affrontare con i giovani il tema del body shaming, della discriminazione e dell'emarginazione. Un libro che parla di diversità, crescita, scuola, amicizia, incontri, violenza.

Ognuno ha caratteristiche fisiche uniche; spesso l’importanza della personalità, dei sentimenti, dei valori e di ciò che si può offrire agli altri, ma soprattutto di ciò che ogni ragazzo/a può offrire a sé stesso/a passano in secondo piano rispetto all’aspetto esteriore, che è ovviamente la prima cosa che i nostri occhi vedono, ma non dobbiamo dimenticare che ci vogliono anche occhi per guardare dentro al cuore. Il Body Shaming non riguarda solo critiche, parole pesanti e taglienti rivolte di persona, ma è anche e soprattutto un’azione che per lo più avviene in rete, sui social, sulle piattaforme o nelle chat. La cosiddetta condivisione della propria vita privata attraverso foto per raccogliere “like”, per aumentare consensi e numero di “pseudo ”amici, senza curarsi degli effetti che questa azione può avere, non è altro che il miglior carburante per la macchina della cattiveria che ridicolizza le altre persone, riducendo poi tutto a: ”Era uno scherzo”, che “sembra la formula magica che riduce tutto a qualcosa su cui chiudere un occhio perché si sa che – tanto ”sono ragazzi”. Ecco, questo non va bene per niente.”

Illustrazione tratta dal libro "XXNormal. Stop al body shaming!", di Annalisa Strada, Einaudi Ragazzi 2022

Non ci si deve vergognare di dire basta al prendere in giro gli altri/e, se mai ci si deve vergognare di fare del male agli altri/e. Il Body Shaming, come ci fa notare Annalisa Strada, può anche essere un’azione involontaria, magari in famiglia, ad esempio un parente che dice a un ragazzo/a che un certo colore non le/gli stia bene, o che a pranzo ha mangiato poco o troppo o che un determinato capo di abbigliamento non faccia per lui o lei. Queste osservazioni non sono proprio come un temporale d’estate, che come arriva se ne va, anzi, queste parole spesso cominciano a ronzare nella mente di chi le riceve e sono difficili da mandare via in fretta.

Ma i mass media come la televisione, i manifesti pubblicitari e le riviste cosa fanno per noi, cosa ci mostrano e che ruolo hanno? Ci presentano corpi “perfetti”, il cosiddetto “thin privilege”, cioè il privilegio del corpo snello senza difetti e come fa notare l’autrice:

Molte di queste immagini sono ritoccate, ma non viene dichiarato da nessuna parte e confondere realtà e finzione non solo è facile, ma è esattamente ciò che ci si aspetta che avvenga

Non tutti/e, tra l’altro, sono contenti/e della propria magrezza, perché può derivare da problemi di salute, per cui stanno costruendo un percorso di risalita, o per ragioni di costituzione o altre motivazioni più serie. In contrapposizione al Body Shaming, è iniziato una decina di anni fa il movimento del Body Positive, promosso da molte donne e non solo, che invita ad approcciarsi in modo positivo al corpo, smettendo di osservare in modo ossessivo ogni segno, ogni cuscinetto di cellulite, ogni rotondità, ogni fisiologico cambiamento, ma guardando il corpo come uno dei tanti aspetti che una persona possiede. Certo, non si può dire a un ragazzo/a, “da oggi devi piacerti, devi accettarti per come sei” e pensare che dal giorno dopo tutto cambi. Ci vuole pazienza, maturità, consapevolezza e anche una buona dose di leggerezza.

Tutto questo mi fa venire in mente quanto tempo ho passato da ragazzina a voler cambiare per gli altri, per ottenere approvazione, convinta che niente di me andasse bene. È stato un percorso in salita, ma con il tempo ho capito il mio valore. Piaccia o no, il tempo passa per tutti, e se qualcuno vi vorrà bene davvero, vorrà dire che ha occhi per guardare fuori e dentro.

Il corpo è consegnato al tempo, fatalmente invecchia La mente, involontariamente, può migliorare molto. Su cosa punteresti per un investimento a lungo termine?

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