Segnali di fumetto

Il mio fumetto libero. Intervista a Zuzu

Chissà se quando la sua maestra scorreva il registro con la punta dell'indice, indugiando nella parte più bassa dell'elenco di nomi, Zuzu provava un brivido e incrociava le dita sotto il banco sperando che la conta crudele si arrestasse prima di arrivare all'ultimo nome. 
Già, perché anche se all'anagrafe questa formidabile fumettista è registrata come Giulia Spagnulo, lei è assolutamente Zuzu, come non ha tardato a farci capire quando l'abbiamo incontrata per parlare del suo nuovissimo, bellissimo Giorni felici
Nuovissimo, bellissimo... i superlativi vi sembrano troppi? È perché forse ancora non sapete che la moderazione non è consigliata, quando si parla di Zuzu e dei suoi fumetti.
Se con il suo primo "Cheese", pubblicato da Coconino nel 2018, la giovanissima (... e dagli con i superlativi!) autrice ha fatto drizzare le antenne a molti addetti ai lavori, con questo nuovo "Giorni felici" Zuzu non solo mantiene la promessa fatta allora, ma addirittura rilancia: "Giorni felici" è quel che si potrebbe definire un exploit
Lo è dal punto di vista grafico, innanzitutto, perché l'uso che Zuzu fa delle matite colorate sembra alludere alla spontaneità icastica e cromatica propria dei bambini, ma s'inscrive all'interno di un equilibrio compositivo che ne potenzia efficacia e suggestione.
Lo è, poi, dal punto di vista del racconto: questo straordinario, torrenziale flusso di fiction che non possiamo (o non vogliamo?) non sentire ispirato ad alcuni aspetti del carattere dell'autrice, riesce nell'impresa di imprimere su carta la vitalità del personaggio che è al centro del racconto stesso, senza tradurne mai i segni in uno stucchevole vitalismo. 
Lo è, infine, nel gioco di specchi che i personaggi di un triangolo dai vertici mobili e cangianti offrono gli uni agli altri, inscenando su carta una performance di sapore beckettiano. 

E allora non resta che aprire gli occhi, il cuore e il cervello ai superlativi e prepararsi a vivere giorni felici assieme a Zuzu. Anzi, felicissimi.

Claudia ha il potere di dare vita alle cose, perché lei è così piena di vita che la riconosce anche laddove non la vediamo, o non siamo abituati a vederla, come nelle pietre

Giorni felici. Copia personalizzata

Dopo l'esordio con Cheese, Zuzu torna a graffiare il cuore dei lettori, trascinandoli nel vortice di emozioni e nelle calde tonalità pastello dei Giorni felici.

L'intervista

Raccontaci giorni felici in pochi secondi
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"Giorni felici" è un viaggio catartico che compie Claudia, un'aspirante attrice. Lo studio di questo monologo, "Giorni felici" di Beckett, l'aiuta, l'accompagna in questo viaggio verso - si spera - giorni felici.

I momenti felici, quando passano sono quelli che fanno più male. In che senso?

La felicità, spesso, la si confonde con altre cose, tipo il successo, il sentirsi completi... io penso ai giorni felici come a tutti i giorni che viviamo, perché ogni giorno ha dei suoi motivi, delle sue radici di felicità. Giorgio, questo personaggio del fumetto, dice che i momenti felici quando passano sono quelli che fanno più male: è perché sono anche la radice del dolore. Dolore e felicità si accompagnano, stanno mano nella mano.

"Nessuno ne sa niente delle pietre, perché nessuno ha il coraggio di parlarci".

Claudia ha il potere di dare vita alle cose, perché lei è così piena di vita che la riconosce anche laddove non la vediamo, o non siamo abituati a vederla, come nelle pietre. Questo suo potere è tale che anche lei ha una vitalità incontrollabile... tant'è vero che si trasforma. Insomma, se è felice può volare o se è arrabbiata possono spuntarle le zanne.

Come mai hai scelto di raccontare questa storia con le matite colorate?

Le matite colorate hanno un gesto che mi riporta indietro, un po' com'è il mio nome d'arte e per raccontare questa storia - che mi ha richiesto un bel po' di coraggio e di forza, perché mi angosciava un po' - avevo bisogno che invece il mezzo fosse più gentile possibile, con me. Disegnare con le matite è stato semplice.

I libri di Zuzu

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