Ugo Tognazzi, un cuoco prestato al cinema

Illustrazione digitale di Giulia Masia 2022, diplomata presso l'Istituto Europeo di Design di Milano

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Il fatto di essere cuoco poteva anche divenire una seconda professione se il cinema non mi avesse dato la possibilità di vivere

Ugo Tognazzi

Questo 2022 segna il centenario della nascita di Ugo Tognazzi, straordinario attore, regista, comico e sceneggiatore, nonché poliedrico interprete della commedia all’italiana insieme a Gassman, Sordi, Mastroianni e Manfredi.

Il bel libro Tognazzi ‘60 di Alessandro Garavaglia propone un’analisi approfondita ed esaustiva del cinema di Ugo Tognazzi nel decennio che l’ha consacrato nel firmamento cinematografico italiano. Un vademecum ma anche un punto di partenza per la riscoperta di un attore a cui va reso il giusto tributo per aver saputo, più di tutti, incarnare l’uomo medio, con il coraggio di riprodurne, a volte, anche i tratti più ripugnanti.

Tognazzi '60
Tognazzi '60 Di Alessandro Garavaglia;

Nel centesimo anniversario della nascita, il libro ripercorre il periodo cruciale che ha lanciato Ugo Tognazzi nel firmamento cinematografico italiano. Interprete polivalente, la sua intelligenza del mestiere e l'istinto formidabile lo rendono apprezzato protagonista di alcuni tra i più prestigiosi registi italiani.

Ugo Tognazzi era anche il simbolo dell’artista che amava mettersi ai fornelli, sperimentare e stupire i suoi commensali: la cucina pare essere il luogo dove Tognazzi cercava davvero di esprimere sé stesso.

Sullo schermo come sul piano di marmo della sua leggendaria cucina, il vero buen retiro quando Ugo si metteva in fuga da un mondo che non gli piaceva più” scrive Laura Delli Colli nella prefazione di Il grande abbuffone. Tra cinema e cucina con Ugo Tognazzi di Alessandro Ticozzi, pamphlet sulla tematica del cibo nella produzione del grande artista cremonese.

Vi sembrerà strano, ma chi mi spinse a intraprendere la carriera teatrale fu un certo ragionier Balzarini, capufficio del noto salumificio Negroni di Cremona dove io ero contabile” rivelò ironicamente Tognazzi in un’intervista rilasciata a Enzo Biagi. A conferma dello strettissimo rapporto che lo lega al cibo, forse non tutti sanno che la sua prima esperienza lavorativa avvenne come impiegato proprio nello storico salumificio cremonese. Tognazzi fu persino Direttore della rivista “Nuova Cucina” nonché autore di tre libri a tema culinario (L’abbuffone. Storia da ridere e ricette da morire, Il rigettario. Fatti misfatti e menù disegnati al pennarello e Afrodite in cucina).

Gastronomo e buongustaio, aveva per la cucina una passione talmente forte da portarlo a dichiarare: “L’attore? A volte mi sembra di farlo per hobby”.

Organizzatore di cene pantagrueliche e a volte insostenibili nella sua villa di Velletri di ritorno dai viaggi, spesso Tognazzi si presentava con quantità enormi di carne di ippopotamo o di balena che propinava ai familiari e agli amici in ricette improvvisate. Celebri le sue “Cene dei dodici apostoli”: di venerdì radunava intorno al tavolo gli amici di sempre (tra gli altri, Mario Monicelli, Paolo Villaggio, Lina Wertmuller) a cui sottoponeva i suoi manicaretti: a fine cena, i commensali esprimevano i loro giudizi – il più delle volte volutamente negativi, spesso feroci – raccogliendo i voti in forma anonima.

Ugo non era un gran mangiatore, piuttosto un grande osservatore di chi mangia” sottolineò Alberto Bevilacqua nella prefazione di L’abbuffone.

A conferma dello stretto legame tra l’attore e il cibo, alcuni dei film più famosi di Ugo Tognazzi richiamano la cucina o momenti conviviali fin dal titolo, per esempio “Venga a prendere il caffè…da noi o “Anatra all’arancia. E il suo rapporto con la cucina attraversa la filmografia con ruoli che spesso lo vedono tra i fornelli: in “La grande abbuffata”, per esempio, uno dei suoi film più iconici, l’attore ricopre il ruolo del proprietario di ristoranti e chef Ugo.

In altri film, invece, il cibo riveste una funzione narrativa: in “Una moglie americana” il protagonista favorisce involontariamente la riconciliazione tra la sua fidanzata e l’ex marito mentre cucina un piatto di pasta. Nell’episodio “Gente moderna” del film “Alta infedeltà”, invece, Tognazzi è un produttore di formaggi che perde al gioco ogni cosa e deve accettare la proposta del creditore di cedergli la moglie per una notte in cambio dell’estinzione del debito. E come non ricordare l’episodio “Hostaria” de “I nuovi mostrinel quale l’attore dà vita a un litigio con Vittorio Gassman lanciandosi il cibo della cucina…

Curiosità: il libro Tognazzi '60 raccoglie anche i casi di successo più clamorosi di Tognazzi, nelle parti pensate per altri attori. Il celebre personaggio del conte Mascetti di Amici miei, per esempio, era stato proposto a Vianello…ma, si sa, come sostiene Alessandro Galimberti, “un ottimo cuoco sa come ricavare piatti saporiti dagli avanzi”.

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