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Ciampi ve lo faccio vedere io di Bobo Rondelli

Disponibile per la prima volta in un'edizione speciale contenente sia un doppio vinile sia il CD, Ciampi ve lo faccio vedere io è la registrazione dal vivo dello spettacolo che Bobo Rondelli ha dedicato al suo concittadino Piero Ciampi, “sciamano dell'amore” e “grande maestro”, come lo definisce nelle introduzioni dei diversi brani.

Ciampi ve lo faccio vedere io. Live (2 LP Red Coloured 180 gr. + CD + Poster autografato)

Un'edizione speciale per un pezzo di storia della musica italiana: Piero Ciampi e le sue canzoni rivivono qui grazie alla voce di un grande interprete come Bobo Rondelli.

Il cantautore livornese, classe 1963, interpreta con grande pathos sedici canzoni di Ciampi pregne di tormenti, sofferenze, strazi d’amore, ma anche di rabbia e spesso, per introdurle, saggiamente sdrammatizza, coerente con la sua verve ben nota a chi ha avuto la fortuna di assistere ai suoi concerti.

Con l’apporto di Fabio Marchiori alle tastiere e Filippo Ceccarini alla tromba, il disco di Rondelli inizia, non a caso, con Livorno, canzone tratta dall'album del 1971 Piero Ciampi e che racconta con poesia un sentimento diffuso nella città dei due artisti, condensato nell'immagine di una camminata solitaria durante una lunga e triste sera in cui il protagonista dice «Ho trovato una nave che salpava ed ho chiesto dove andava. Nel porto delle illusioni, mi disse quel capitano». Se Ciampi fuggiva e tornava continuamente a Livorno, Rondelli ha scelto di restare nella sua città e le loro storie rappresentano bene le tensioni dei loro concittadini, attratti dalle promesse dei centri urbani più grandi ma al contempo legati visceralmente alla provincia dolceamara dove sono nati

Il disco si evolve con Ha tutte le carte in regola che delinea una figura dell’artista romantica, bohémienne e tormentata, poi con la struggente Il vino, tra le più note e drammatiche canzoni di Ciampi, e tocca l'apice del combattimento interiore con In un palazzo di giustizia, storia di un divorzio in cui barlumi di sentimenti positivi tentano disperatamente di attutire quelli negativi, di allontanare per un attimo la paura dell'addio. La successiva Sporca estate si apre con «Figli... come mi mancate» e sembra un sequel di quest’ultima per l’intensità con cui dà spazio alla sofferenza familiare. La rabbia – sempre disperata – arriva con Adius, altra canzone molto nota di Ciampi in cui c’è quel «Ma vaffanculo» che sancisce una virata di tono e atmosfera, a creare un ulteriore contrasto. È la coerenza di quel tipo di abbattimento che, magari “grazie” a qualche vizio, fa vivere anche degli “alti”, degli scatti di orgoglio, e che Ciampi e Rondelli rendono con poesia quando si lasciano andare.

Rondelli ha una voce notevole e canta con una passione che lascia intendere un'immedesimazione negli stati d'animo di Ciampi, o quantomeno una grande comprensione. Viene in mente il titolo di un suo album, Disperati, intellettuali, ubriaconi, che non rappresenta fedelmente le canzoni di Ciampi, ma il loro incontro con quello spirito tanto dissacrante quanto arguto di Rondelli che si può cogliere bene proprio dal vivo, quando tra un brano e l'altro il Nostro dialoga con il pubblico o non riesce a trattenere la risata.

Oltre a essere un omaggio a Ciampi, questo disco sembra proprio un omaggio alla canzone italiana firmato da uno dei suoi migliori rappresentanti contemporanei.

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