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Il viaggio di Halla di Naomi Mitchison

Che cosa succederebbe se si prendessero gli animi di Esopo, dei fratelli Grimm e di Andersen e li si mettesse nella penna di una donna del ventesimo secolo, esperta viaggiatrice, politicamente all’avanguardia e influenzata da letture e riletture del Signore degli anelli? Di sicuro verrebbe fuori un sogno moderno, un’allucinazione vivida a metà strada tra la fiaba ed il fantasy moderno. Ed è proprio di questo che si parla, quando si parla de Il viaggio di Halla.

La trama segue la vita di Halla, ragazza abbandonata in fasce e cresciuta prima dall’orsa Matulli e poi dal drago Uggi. Il lettore vede la protagonista crescere, nel corso degli anni, e fronteggiare una Terra selvaggia e primordiale, popolata dalle creature e dalle divinità della mitologia norrena: una Terra in cui gli uomini combattono i draghi con le frecce di bronzo e in cui ogni specie animale ha un proprio linguaggio, con la quantità di parole indispensabile per descrivere un nido, un letargo, una migrazione o una corrente d’acqua.

Il viaggio di Halla
Il viaggio di Halla Di Naomi Mitchison;

Un fantasy moderno, una fiaba in stile fratelli Grimm e un romanzo di formazione: "Il viaggio di Halla" è tutti questi elementi insieme, incorniciati dalla mitologia nordica di Odino e del Valhalla. Un racconto che è un viaggio alla scoperta di noi stessi, in un mondo magico che dialoga di continuo con il nostro.

Halla crescendo si ritroverà a viaggiare: visiterà Costantinopoli e camminerà sotto all’aurora boreale, incontrerà troll, lupi e valchirie, ma per tutta l’opera il suo vero nemico (ed obiettivo) sarà sempre la propria identità, così incerta ed esule. Essendo cresciuta con gli animali in lei coabitano diverse nature, ma non quella umana: quella di orso, fatta di calde pellicce, giochi nella neve e ruvide lingue, e quella di drago, fatta di oro e di avarizia, di fuoco e di conversazioni intrise di magia.

“-E voi, sire, farete in modo che [Halla] riceva pasti regolari?-, chiese Matulli. -Avete mai sentito di un drago che abbia sofferto la fame?-, rispose Uggi. -E farete in modo che non cada nel fuoco, sire? -Io stesso la renderò ignifuga.-, disse il drago. -E le pettinerete i capelli ogni sera, sire? -Li pettinerò con i miei stessi artigli-, disse il drago -Perché vedo che la bimba ha i capelli color dell’oro, che è l’unico colore giusto per i capelli

Halla è un personaggio irrequieto, testardo e indipendente, che, inevitabilmente, quando si ritrova in mezzo alle persone non può fare a meno di guardare la società con confusione. La scrittrice getta in questo modo sul mondo il proprio sguardo dubbioso e talora addirittura misantropo, critico sull’occidente, sulle sue tradizioni e sulla religione.

Come ogni fiaba, il libro racconta la crescita della protagonista: il suo apprendere di non essere né un drago né un orso, la sua ricerca di qualcosa che neanche conosce, il suo vivere selvaggio, il suo ingresso nel mondo degli umani. La sua evoluzione supera diverse tappe, così come lei affronta i propri molteplici passati: Halla smette di accumulare tesori come un drago, perché Odino le dà il suo mantello e le dice di viaggiare leggera; Halla capisce di non poter andare in letargo e «superare dormendo i mesi infelici», come gli orsi; Halla capisce anche che non tutti i cristiani sono brava gente e che curare il focolare domestico non fa per lei, e che dunque nemmeno umana può essere.

-Arriverò a Miklagard, Odino?-, mormorò Halla. -Coloro che vivono nelle caverne, muoiono nelle caverne-, rispose il dio, -e l’amore del Vagabondo è per i vagabondi

Gli eventi si susseguono in un continuo causa-effetto: come accade a chi viaggia senza una destinazione, come Halla, ogni episodio è una conseguenza di quanto precede, e tutto ritorna come in un perfetto viaggio dell’eroe. La sua formazione è, tuttavia, ben lontana dal moralismo tipico delle favole, grazie al tocco ribelle della scrittrice: la protagonista cresce e impara, ma rimane sempre fedele a sé stessa; si innamora e si disinnamora, in un ciclico inno alla libertà.

Il viaggio di Halla è un introspettivo viaggio alla ricerca di sé stessi, del proprio posto in un mondo che sa essere fantastico, crudele e dolcemente allegorico.

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