Scelti per voi

Moby Dick di Herman Melville

Voglio girare dieci volte intorno a questo smisurato globo, sì, e mi ci tufferò dentro, ma la devo ammazzare!

E proprio di temi smisurati parla questo libro. Parla della forza della natura, di quella dell’uomo, del destino, del divino e di moltissime altre cose che sembra impossibile poter misurare. Ma Melville le misura tutte, le calibra e le riassume in un unico grande nemico: una grossa e feroce balena bianca.

L’autore parla dell’animo umano, e lo fa raccontando della baleniera Pequod, con uno slancio epico che non ha nulla da invidiare ai poemi omerici: la grandezza del mare, l’intensità della ricerca, la minuziosa descrizione della vita in nave che solo qualcuno che l’ha sperimentata avrebbe potuto scrivere. E il capitano Achab, con la propria ossessione nel cercare e uccidere l’animale che gli strappò una gamba, aiuta Melville a imprimere nella letteratura il lato combattivo del genere umano. E lo fa gridando al cielo il proprio desiderio: non pregando, ma lottando, in mezzo all’acqua, al sale e al freddo.

Moby Dick
Moby Dick Di Herman Melville;

La "materia" di cui tratta "Moby Dick" non è che un'abnorme espansione di un banale antefatto. Un incidente di caccia. Un episodio, dunque, assai frequente all'epoca della narrazione in un mestiere così rischioso come quello della caccia alle balene.

L’autore però sa anche sussurrare, e lo sa fare benissimo. Ai propri malinconici e tormentati personaggi fa bisbigliare gocce di filosofia in tutta privacy, nel mezzo della notte, facendoli dialogare con delle reti, con l’albero maestro, o con una pipa: “-Ma come mai il fumo non basta più a placarmi? Oh, pipa mia, deve andarmi proprio male se la tua magia è sfumata! Senza accorgermene sono rimasto qui a stufarmi, invece che a spassarmela… Già, e per tutto il tempo ho fumato controvento, come un imbecille; […] Che me ne faccio di questa pipa? Questo oggetto è fatto per la serenità, per mandare tranquilli vapori bianchi tra miti capelli bianchi, non tra tormentate ciocche grigio-ferro come le mie. Non fumerò più…”.

“Moby Dick” è una storia tanto grande e tanto assoluta che il lettore non può che vederla nei panni di Ismaele, un marinaio “col problema dell’universo che gli frulla in testa”, che assiste ad una caccia al senso della vita con stupore, paura e ammirazione. “Moby Dick” è, in tutti i sensi, un viaggio quasi malvagio, quasi empio: il lettore salito a bordo del Pequod non ne scenderà mai del tutto, e rimarrà col capitano Achab fino all’ultima pagina: insieme a lui, “colpirebbe il sole, se lo insultasse”.

Le recensioni della settimana

I libri di Herman Melville

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto al carrello devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto alla lista dei desideri devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto al carrello correttamente

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto alla WishList correttamente