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Tutto per i bambini di Delphine de Vigan

È ancora un’adolescente, Mélanie Claux, quando scopre che cosa vorrebbe per il suo futuro: essere ammirata, amata da tutti, diventare un personaggio celebre e osannato come i protagonisti dei reality show di cui è un’avida spettatrice. È disposta a mettersi in gioco: partecipa a casting e provini, cerca di entrare a far parte di quel mondo che le garantirebbe successo, attenzione, seguaci. Solo che quando, finalmente, viene scritturata per un reality, qualcosa va storto: la sua esperienza è talmente fugace e fallimentare da non lasciare traccia, un’umiliazione che Mélanie si porta silenziosamente dietro; nel frattempo, cerca una strada alternativa per raggiungere comunque le luci della ribalta. E nell’epoca in cui ognuno ha una connessione internet e un telefono in mano, sono i social a offrirle il miglior riscatto possibile: sono passati anni, Mélanie ha ormai un marito e due bambini, ed è diventata più famosa di quanto mai avrebbe creduto. Gestisce un canale YouTube chiamato Happy Récré interamente dedicato ai suoi figli, Kimmy e Sammy, che a sei e otto anni sono due vere e proprie star: guidati da lei, che li riprende ogni giorno da cellulare e videocamera, i due bambini si dedicano ai video unboxing, alle sfide, pubblicizzano prodotti su Instagram, guadagnano come veri e propri imprenditori e sono sommersi dagli articoli che le aziende inviano loro in cambio di visibilità davanti a un esercito di follower salito ormai a cinque milioni. Tutto, nella logica di Mélanie, funziona alla perfezione: ha conciliato le sue ambizioni con quelli che, ne è sicura, sono i desideri dei suoi bambini; il marito la sostiene, e ha una schiera di fan che l’adorano.

Se non che, in un pomeriggio di novembre del 2019, Kimmy, la figlia minore, svanisce nel nulla mentre gioca con il fratellino e gli amichetti: inizia un incubo a cui la famiglia, nell’incredulità più totale, deve cercare di far fronte.

Tutto per i bambini
Tutto per i bambini Di Delphine de Vigan;

Delphine de Vigan si avventura con coraggio nell'universo tanto complesso quanto affascinante dei social network, restituendo il ritratto di una società - la nostra - in cui non c'è niente che non possa essere messo in scena e in vendita. Persino, e soprattutto, la felicità

A indagare sulla scomparsa di Kimmy c’è anche Clara Roussel, un’agente addetta alla documentazione degli atti d’indagine in forze all’Anticrimine: intelligente, curiosa, a dir poco meticolosa e dotata di una padronanza linguistica fuori dal comune, Clara si fa carico di uno dei compiti più gravosi dell’indagine: consultare il materiale video postato dalla famiglia tra YouTube e Instagram, dove, ne è convinta, si celano molti più indizi e molte più risposte di quanto potrebbe sembrare. E così, tra un sondaggio nelle Stories e un video buy everything, Clara fa la conoscenza del bizzarro – e non proprio limpido – mondo dei baby influencer. E le ricerche per ritrovare Kimmy si legano, pian piano, a una serie di domande sempre più impellenti: Kimmy e Sammy sono davvero così felici come Mélanie sostiene? Il loro è un divertimento autentico o una recita ben costruita? E soprattutto, quella continua esposizione è davvero così gratificante, o è diventata un lavoro vero e proprio che sta lentamente corrodendo la loro infanzia?

Quella bambina messa in mostra dalla mattina alla sera, quella bambina che si poteva vedere in tuta, in shorts, con un abito, in pigiama, travestita da principessa, da sirena o da fata, quella bambina la cui immagine era stata moltiplicata senza limiti, si era volatilizzata. Era scomparsa dal mondo saturo di marchi e di simboli nel quale era cresciuta, come se una mano invisibile avesse deciso di colpo di sottrarla allo sguardo

In Tutto per i bambini, Delphine de Vigan intreccia abilmente una varietà di elementi: la tensione del thriller, un’ironia sottile, l’inquietudine costante, e, soprattutto, degli spunti di riflessione che rompono i confini della pagina e diventano universali; con uno schema temporale ben costruito, il romanzo mette in scena il rapporto tra l’uomo, le nuove tecnologie e l’esposizione che queste gli garantiscono, anche nelle loro derive più estreme. Mélanie, in questo senso, è un personaggio chiave: cresciuta con il mito della popolarità offertole dalla televisione, cerca nell’ammirazione altrui il proprio scopo di vita, e sfrutta qualsiasi mezzo per ottenerla – è dipendente dai like, dai commenti, dalle visualizzazioni, è assurdamente convinta della propria buona fede, e riesce a essere al contempo ingenua, subdola, meschina e fragile.

Delphine de Vigan, autrice francese già apprezzata in Italia (Gli effetti secondari dei sogni, Le ore sotterranee, Da una storia vera), ci regala un romanzo che tiene incollati alle pagine e ci lascia con una domanda: quanto è reale ciò che vediamo in rete?

Le recensioni della settimana

I libri di Delphine de Vigan

Conosci l'autore

Ha esordito come scrittrice in Francia nel 2001. Con Mondadori ha pubblicato i romanzi Gli effetti secondari dei sogni (Prix des Libraires al Salon du Livre, 2008) Le ore sotterranee (2010), Niente si oppone alla notte (2013), Giorni senza fame (2014), Da una storia vera (Premio Renaudot e Premio Goncourt dei licei, 2016). Per Einaudi è uscito nel 2018 Le fedeltà invisibili.

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