Anniversari e ricorrenze

Damon Galgut con La promessa si aggiudica il Booker Prize 2021

Illustrazione di Dario De Marco, 2021

Illustrazione di Dario De Marco, 2021

Alla fine hanno avuto ragione i bookmakers: il vincitore del Booker Prize 2021 è stato il favorito Damon Galgut con La promessa.

Ma andiamo con ordine: quando nasce il Booker Prize? Quali sono stati i vincitori di maggior successo? E perché il 1970 è stato un annus horribilis per tutti gli scrittori d’Oltremanica?

Insomma, per parafrasare Raymond Carver, di cosa parliamo quando parliamo di Booker Prize?

La storia del premio

Se i premi letterari fossero un pranzo della domenica e il Nobel alla letteratura fosse il capofamiglia, il Booker Prize sarebbe il cugino appena trasferitosi a Londra. Cosmopolita, giovane, interessato ai più scottanti temi di attualità, dal femminismo ai social media, dall’odio razziale all’ambientalismo. 

Non a caso, proprio queste tematiche sono state protagoniste dell’edizione del 2021.

Il Booker Prize nasce nel 1968 con l’intento di premiare il miglior libro in lingua inglese uscito nel Regno Unito e in Irlanda. Centrale il ruolo degli addetti ai lavori, dal momento che la giuria – diversa di anno in anno – viene scelta da un comitato che include un autore, due editori, un agente letterario, un libraio, un bibliotecario e un presidente nominato dalla Booker Prize Foundation.

Oltremanica il Booker Prize è considerato una vera e propria istituzione, mentre in Italia passa spesso in sordina, perché nella longlist – e nella shortlist – di candidati finiscono dei romanzi che, sebbene abbiano riscosso un discreto successo in patria, da noi magari non sono ancora nemmeno stati tradotti. Come è successo quest’anno: solo due dei sei libri finalisti sono attualmente disponibili in edizione italiana: gli unici fortunati sono Smarrimento di Richard Powers, edito La nave di Teseo, e il libro vincitore, La promessa di Damon Galgut, edito e/o.

Nessun Booker Prize nel 1970

Nei primissimi anni le regole stabilivano che si potessero candidare i libri usciti l’anno precedente alla premiazione, dal 1971 le regole cambiarono e si decise che l'anno di eleggibilità doveva coincidere con l’anno di uscita, per cui i libri editi nel 1970 non vennero presi in considerazione per nessuna cerimonia. Si rimedìò trent’anni dopo, con l’istituzione del premio speciale del “Lost Man Booker Prize” (vinto da "Troubles" di J.G.Farrell)

Nella storia del premio hanno vinto 33 uomini e 18 donne. Tre gli ex aequo – l’ultimo nel 2019, quando Margaret Atwood (candidata per il sequel de Il racconto dell’ancella, I testamenti) ha diviso il premio con Bernardine Evaristo e il suo Ragazza, donna, altro.

Margaret Atwood tra l’altro è uno dei quattro autori ad aver vinto il premio più di una volta: insieme a lei anche J.M. Coetzee, Peter Carey e Hilary Mantel.

 

Il premio in denaro

Oltre a imperitura gloria, il vincitore del Booker Prize ha diritto a un considerevole premio in denaro che ammonta a ben 50.000 sterline (quasi 60.000 euro, con il cambio attuale).
Una cifra non da poco.

E c’è chi l’ha spesa nelle maniere più disparate: A.S. Byatt, vincitrice del Booker del 1990 con Possessione, dichiarò che avrebbe usato la somma per costruirsi una piscina nella sua casa in Provenza, mentre Ian McEwan (vincitore nel 1998 per Amsterdam) ha affermato di voler acquistare “qualcosa di perfettamente inutile”. La risposta più condivisibile l’ha però data Anna Burns, vincitrice nel 2018 per Milkman: “I soldi del premio? Li userò per ripagare i miei debiti. E userò il resto per vivere”.

 

I vincitori più popolari

Sebbene goda di maggior fortuna nel Regno Unito, il Booker Prize ha spesso contribuito alla popolarità di romanzi che sono diventati anche nel nostro paese dei veri e propri classici moderni. Vediamo quali sono stati i vincitori di maggior successo, ispirando in più di un caso anche adattamenti in film e serie tv:

  1. Vita di Pi, di Yann Martel – Booker Prize 2002
  2. I testamenti, di Margaret Atwood – Booker Prize 2019
  3. Quel che resta del giorno, di Kazuo Ishiguro – Booker Prize 1989
  4. Il senso di una fine, di Julian Barnes– Booker Prize 2011
  5. Il paziente inglese, di Michael Ondaatje – Booker Prize 1992

 

Ma quale sarà il vincitore di quest’anno? Quale titola verrà incoronato miglior romanzo scritto in lingua inglese ed edito Oltremanica?

Vediamo quali sono i sei candidati in lizza per il Booker Prize 2021

 

Vincitore Booker Prize 2021: Damon Galgut – La promessa

Era il favorito dai bookmakers, è alla fine l'ha avuta vinta lui: Damon Galgut che del resto aveva già vinto il Commonweath Writers Prize per The good doctor (2003). Il libro vincitore del Booker Prize 2021 è La promessa, intensa saga familiare sullo sfondo di un Sudafrica che cambia, non sempre per il meglio. Lo stile di scrittura è profondamente sperimentale e cinematografico, passando dalla seconda alla terza persona, fino alla diretta allocuzione al lettore.

La scelta di infrangere la quarta parete è frutto dell’esperienza che Galgut ha maturato come sceneggiatore: “Nei film il punto di vista cambia continuamente: perché non farlo anche in un romanzo? Questa scoperta mi ha liberato dalle limitazioni tradizionali”.

La promessa
La promessa Di Damon Galgut;

Perseguitati da una promessa non mantenuta, dopo la morte della madre i membri della famiglia Swart si perdono di vista. Alla deriva, le vite dei tre figli della donna procedono separatamente lungo le acque inesplorate del Sudafrica.

 

Anuk Arudpragasam – A Passage North

Anuk Arudpragasam torna in libreria con un racconto intriso di nostalgia e cordoglio. Krishan si trova costretto a tornare nel proprio paese d’origine per assistere a un funerale, ma si renderà ben presto conto che nel frattempo molte cose sono cambiate.

Il tema della guerra civile che da tren’anni dilania lo Sri Lanka era centrale anche nel primo romanzo di Arudpragasam, The Story of a Brief Marriage – vincitore del DSC Prize for South Asian Literature – ma in questo caso il focus si sposta, concentrandosi sul forte senso di impotenza vissuto dal protagonista: “A Passage North si concentra su cosa significhi assistere da lontano a episodi di violenza, senza viverli direttamente”.

Di Anuk Arudpragasam;

Una telefonata informa Krishan che l'ex badante di sua nonna, Rani, è morta in circostanze inaspettate. La notizia arriva sulla scia di un'e-mail di Anjum, un'attivista di cui Krishan si era innamorato quattro anni prima mentre viveva a Delhi: ricordi e desideri lontani si intrecciano.

Patricia Lockwood – No One Is Talking About This

Un libro unico sul suo genere sulla profonda solitudine che si prova a intrattenere relazioni esclusivamente digitali: una ragazza diventa improvvisamente famosa sui social media e inizia un tour mondiale per conoscere i suoi fan. Sullo sfondo, un mondo in rovina, nel quale il cambiamento climatico, l’instabilità economica e il crescente senso di isolamento sfumano i confini fra la realtà e le nostre più grandi paure.

Citazionista come Infinite Jest ed estremamente moderno nel suo stile frammentato e sperimentale, il romanzo punta sulla stessa carica di cinismo e ironia che aveva reso famosa l’autrice per il suo caustico memoir Priestdaddy. Mio papà, il sacerdote (Mondadori, 2020)

Di Patricia Lockwood;

Una meditazione sull'amore, il linguaggio e la connessione umana da parte di una delle voci più originali del nostro tempo: un libro che dimostra che al mondo ci sono bontà, empatia e giustizia, e un sacco di prove del contrario. Un romanzo irriverente e sincero, commovente e deliziosamente profano,

Nadifa Mohamed – The Fortune Men

Undici anni.
Per così tanto tempo Nadifa Mohamed si è documentata su un caso irrisolto di cronaca nera nella Cardiff degli anni Cinquanta. L’omicidio di un lustrascarpe segna la condanna di Mahmood Mattan. Padre, compagno, criminale e imbroglione, ma di certo non un assassino. Saprà provare la propria innocenza?

Mohamed scrive un romanzo storico, ma la morale è fin troppo attuale: l’autrice si inserisce infatti in un filone letterario di denuncia, portando l’attenzione del lettore su temi quali il pregiudizio e l’odio razziale.

Di Nadifa Mohamed;

Accusato di omicidio, Mahmood Mattan è sicuro della sua innocenza in un paese dove, pensa, si fa giustizia. È solo alla vigilia del processo, mentre la prospettiva della libertà scema a poco a poco, che Mahmood si renderà conto di dover lottare per la sua vita - contro la cospirazione, il pregiudizio e la mancanza di umanità dello Stato.

Richard Powers – Smarrimento

Divisi da un grave lutto, padre e figlio si ritrovano a lottare insieme per la salvezza del pianeta nell’ultimo libro di Richard Powers, già vincitore del premio Pulitzer nel 2019 per Il sussurro del mondo.

Immaginifico e complesso, Smarrimento si muove su due binari paralleli: da una parte vuole descrivere l’inquietudine della contemporaneità – sulla scia di quanto scritto da Don Delillo e Margaret Atwood –, ma dall’altra è anche una sentita lettera d’amore al cosmo, recuperando molti dei temi portati avanti da Italo Calvino e Ursula Le Guin.
“Mi sono divertito a far collidere quelle che molti lettori potrebbero ritenere due estetiche del tutto incongruenti: ho trovato piacevoli la luce e il calore emessi da quella fusione”

Smarrimento
Smarrimento Di Richard Powers;

Dopo la morte della moglie, la vita del giovane astrobiologo Theodore Byrne è divisa tra due grandi amori. Il cosmo, che scandaglia in cerca di vita su pianeti lontani decine di anni luce, e il figlio Robin, ragazzino problematico. Robin è sensibile, ma anche violento: vien quindi sottoposto a una terapia emotiva sperimentale,

Maggie Shipstead – Great Circle

Da una parte un’aviatrice che nella Londra di metà Novecento è disposta a tutto pur di dimostrare il proprio valore. Dall’altra un’attrice hollywoodiana che, dopo una serie di commedie romantiche, è decisa a dare una svolta alla propria carriera. Due personaggi che apparentemente non hanno niente in comune, ma che Maggie Shipstead riesce a rendere l’una lo specchio dell’altra, in maniera non troppo dissimile da quanto aveva fatto Ali Smith nel suo How To Be Both (candidato al Booker Prize nel 2014).

Great Circle è un romanzo ambizioso e attuale, che spazia a volo d’uccello – o meglio, a volo intercontinentale – da una tematica femminista a una disamina del culto delle celebrità.

Di Maggie Shipstead;

Dal Montana nell'era del Proibizionismo al Pacifico nord-occidentale, dall'Alaska alla Nuova Zelanda, dalla Londra di metà Novecento all'odierna Los Angeles, "Great Circle" racconta l'indimenticabile storia di un'aviatrice temeraria, determinata a tracciare il proprio corso nella vita, ad ogni costo.

I libri in longlist per il Booker Prize 2021

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