Il sismografo

Cos'è Nollywood e dove sta andando il cinema africano

Una decina di anni fa la notizia face rapidamente il giro dei quotidiani internazionali: dopo Bollywood - la mecca del cinema indiano - un'altra industria cinematografica aveva scavalcato Hollywood per numero di film e serie tv prodotti.
La patria di questo fenomeno era Lagos, la megalopoli sulle coste della Nigeria, la principale economia africana e il paese più popolato del continente nero. Oggi le piattaforme di streaming, Netflix e Amazon Prime in testa, hanno rinnovato l'impegno verso il cinema di Nollywood non certo per motivi filantropici: decine e decine di nuovi titoli sono disponibili per la platea internazionale e per le vaste comunità di origine africana sparse in tutto il mondo. Il business c'è, per quanto quello proposto dalle major dell'entertainment sia solo una frazione di quanto circola sui canali YouTube, con milioni di iscritti, e ancor di più in dvd commercializzati in tutti i paesi africani anglofoni.

In una manciata d'anni lo strepitoso successo di pubblico ha permesso che la produzione si allargasse anche ad altri Paesi: sotto l'ombrello di Nollywood troviamo la fiction del Ghana e della Liberia, già consolidate, e le emergenti industrie del Sudafrica e del Kenya. Cosa ancora più singolare è la mancanza di strutture; Nollywood non ha gli studios di Los Angeles, di Mumbai, Hyderabad o di Bangalore e neppure strutture di postproduzione; il set sono le strade e le case delle grandi città, le bidonville reali, le strade di terra rossa e le case di fango. Troupe agili di pochissime persone, comparse pescate tra amici, parenti e gente comune, tutto è girato perlopiù con videocamere amatoriali e montato sui laptop.

Nollywood nasce digitale, low cost, low budget, con filmaker spesso autodidatti e senza la professionalità del cinema occidentale o indiano.


Un modello completamente nuovo, dunque, che esprime la necessaria arte di arrangiarsi il cui riflesso è evidente nelle storie: questioni familiari vagliate da tutto il clan, love story problematiche nel contesto di conflitti etnici, religiosi e tribali conditi di magie, donne e ragazze che reclamano il proprio posto al sole tra difficoltà, pregiudizi, oppressione maschile e, non ultima, l'epica di donne e uomini che ce la fanno, vanno a studiare all'estero o diventano imprenditori di successo.

Fatalismo e tenacia, emancipazione e speranza, lo storytelling di Nollywood segue anche un fil rouge pedagogico e conciliatorio, pur senza negare le identità di classe, di genere, linguistiche (lingue e dialetti locali sono mischiati con l'inglese, così come è nella vita reale) e culturali ma al tempo stesso capace di dare una riconoscibilità sovranazionale ad eroi ed eroine: quando una star di una serie tv sfoggia una nuova acconciatura diventa subito moda, da Accra a Capetown.

Proprio in questi anni Nollywood sta registrando un cambio di passo notevole (si parla già di New Nolliwood contrapposta alla Old) con le novità di autunno 2021: i remake di successi del passato, proposti con standard di produzione, regia e recitazioni che nulla hanno da invidiare alle produzioni occidentali, e prequel e spin-off di serie tv che sono già "storia" di questa giovanissima industria. Se la qualità delle nuove uscite sul palcoscenico globale si sta uniformando agli standard occidentali, Hollywood ha fatto sue alcune produzioni, completamente girate negli Stati Uniti. Al tempo stesso nascono nuove scuole  africane di regia e di recitazione, un prezioso contributo a tutta l'industria. La strada è ancora in salita, eppure Nollywood, per le sue caratteristiche uniche, sembra essere uno dei laboratori più interessanti per il cinema mainstream del XXI secolo, mentre tra le sue pieghe anche il cinema d'autore sembra avere più spazio, così come è stato per il cinema indiano.

Per avere un'idea delle produzioni recenti destinate anche alle piattaforme di streaming e dunque al pubblico internazionale, vale la pena vedere Citation, un film del 2020 disponibile sottotitolato su Netflix Italia. Un buon esempio di cinema "classico" è Leaving in bondage, e il suo sequel Breaking Free così come il film storico Queen Amina.

La Old Nollywood, o comunque i suoi contenuti più originali, sono ben rappresentati su YouTube dai decine di canali tra i quali Nolliwoodpicturestv e African Main Stream Tv. Un video complementare, per avere un'idea del contesto culturale di cui stiamo parlando, è lo speech di Chimamanda Ngozie Adichie The danger of a single story  disponibile sul canale TedTalks e sottotitolata in italiano.

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