Anniversari e ricorrenze

Jack Kerouac, il simbolo della Beat Generation

Illustrazione digitale di Asia Cipolloni, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

Illustrazione digitale di Asia Cipolloni, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

"le uniche persone vere per me sono i folli, quelli che sono troppo folli per vivere, per parlare, per essere salvati, desiderosi di avere tutto contemporaneamente, quelli che non sbadigliano mai o non dicono mai cose banali, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolose candele romane gialle che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo vedi la luce centrale blu scoppiare e tutti dicono "Oooohh!"

Jack Kerouac, On the Road

Jack Kerouac, nato Jean-Louis Lebris de Kerouac il 12 marzo 1922 a Lowell, in Massachusetts, è stato un romanziere americano, poeta e simbolo della Beat Generation il cui il libro più famoso, On the Road (1957), ha avuto un'ampia influenza culturale ancora prima di essere riconosciuto per i suoi meriti letterari. On the Road ha catturato lo spirito del suo tempo come nessun altro lavoro del XX secolo aveva fatto da Il grande Gatsby (1925) di Francis Scott Fitzgerald.

Infanzia e prime influenze

Mentre la madre di Kerouac lavora in una fabbrica di scarpe e il padre in una tipografia, Jack frequenta al mattino una scuola franco-canadese e nel pomeriggio continua i suoi studi in inglese. Parla fluentemente anche il jouual, un dialetto canadese del francese, e quindi, sebbene sia americano, non può fare a meno di sentirsi straniero. Successivamente entra alla Horace Mann School, una scuola preparatoria a New York, grazie a una borsa di studio: lì incontra Henri Cru, che lo aiuta a trovare lavoro come marinaio mercantile, e Seymour Wyse, che lo introduce al jazz.

Nel 1940 Kerouac si iscrive alla Columbia University, dove incontra due scrittori che sarebbero diventati amici per il resto della sua vita: Allen Ginsberg e William S. Burroughs. Insieme a Kerouac, questi due scrittori sono le figure seminali del movimento letterario noto come "Beat Generation".

Il termine "beat"

"Beat" è un termine introdotto a Kerouac da Herbert Huncke, una frequentazione dello scrittore ai tempi della Columbia, che si definiva scrittore a sua volta. Huncke era noto per essere un ladro e un imbroglione, oltre che dipendente dall'eroina, ma rivendicò sempre con orgoglio la genesi del termine "beat". che apparentemente deriva da una frase che usava spesso, "I'm beat to my socks", ovvero, più o meno, "sono sul fondo dell'esistenza".

Sulla strada e altri primi lavori

Quando Kerouac e Burroughs si incontrano nel 1944, Kerouac ha già iniziato a scrivere da diverso tempo. Kerouac non si fermerà nella scrittura nemmeno quando verrà arrestato nell'agosto del 1944, quando l'amico e collega Beat Lucien Carr, che lo aveva presentato a Burroughs e Ginsberg, confessa di aver ucciso David Kammerer, un ammiratore di lunga data le cui avances erano diventate aggressive. Kerouac aveva aiutato Carr a far sparire gli occhiali di Kammerer e il coltello usato nell'omicidio. Quando alla fine Carr confessa alla polizia, Kerouac viene arrestato in quanto testimone. Subito dopo la fine della detenzione, Kerouac e Burroughs collaborano a un romanzo, E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, che non sarà pubblicato fino al 2008.

Il suo primo romanzo pubblicato, La città e la metropoli (1950), riceve recensioni favorevoli ma viene considerato fin troppo simile ai romanzi di Thomas C. Wolfe, i cui romanzi sono particolarmente in voga in quegli anni. Nel suo romanzo, Kerouac inizia a delineare quella che lui chiamerà "Nuova Visione", ovvero la sua idea secondo cui, nel mondo moderno, "tutto sta inevitabilmente crollando", un tema che, in futuro, sarebbe stato cruciale per il suo grande progetto di "raccogliere tutto il lavoro di una vita in un unico vasto libro": La leggenda di Duluoz.

Eppure, Kerouac non è soddisfatto del ritmo della sua prosa. La musica degli artisti bebop jazz Thelonious Monk e Charlie Parker inizia a guidare Kerouac verso la sua "prosodia bop spontanea", come la chiamerà in seguito Ginsberg, che prenderà poi forma alla fine degli anni Quaranta nelle bozze del suo secondo romanzo, Sulla strada.

Un libro senza pagine

Il manoscritto originale di "Sulla strada", scritto in preda a una furiosa spinta creativa nell’arco di tre settimane, ha del leggendario per i fan accaniti. Si tratta di un rotolo composto da circa 37 metri di carta legata insieme che veniva fatta girare in una macchina da scrivere manuale: il rotolo permette a Kerouac di scrivere a un ritmo velocissimo, quasi invasato. Kerouac spera di pubblicare il romanzo sotto forma di pergamena, in modo che il lettore non sia gravato dal dover voltare le pagine di un libro. Rifiutato inizialmente per la pubblicazione, viene infine stampato (in forma di libro “canonico”) nel 1957.

Dopo che Sulla strada riceve una recensione entusiasta dal critico del New York Times Gilbert Millstein, Kerouac si ritrova sulla cresta dell’onda: mentre Millstein esalta i meriti letterari del libro, per il pubblico americano il romanzo rappresenta un allontanamento netto dalla tradizione, sia in positivo che in negativo. Kerouac, tuttavia, rimane deluso dall'aver raggiunto la fama per quella che considera la ragione sbagliata: ben poca attenzione viene dedicata alla qualità della sua scrittura, attenzione che invece è catalizzata dai suoi personaggi e dalla loro caratterizzazione estremamente "hipster", con la loro visione anticonformista del sesso, delle droghe e del jazz.

I lettori spesso confondono Kerouac con Sal Paradise, l'amorale hipster al centro del suo romanzo: questa lettura errata è sempre stata il punto di partenza per le critiche mosse a Sulla strada, critiche che vedono Kerouac come un ribelle senza arte né parte, senza un vero motivo per essere, appunto, ribelle. La ribellione di Kerouac, tuttavia, va intesa come un rifiuto della casa e della famiglia, di ciò che considera "l'ideale del focolare": vuole ottenere nella sua scrittura ciò che non può trovare né nelle promesse dell'America né nella vuota spiritualità del cattolicesimo. Sarà questo senso di non appartenenza a spingerlo verso il buddismo, specie nel momento in cui perfino l'etichetta di "beat" inizia ad andargli stretta.

 

La poesia e il buddismo

Mentre continua a sperimentare con il suo stile di prosa, Kerouac rafforza la sua posizione tra gli scrittori Beat come poeta: con i suoi sonetti e le sue odi spazia attraverso le tradizioni poetiche occidentali e inizia a sperimentare gli idiomi del blues e del jazz in opere come Mexico City Blues (1959). Dopo aver incontrato il poeta Gary Snyder nel 1955, Kerouac, seguito a ruota da Allen Ginsberg, inizia a mostrare interesse verso l'haiku, un genere per lo più sconosciuto agli americani dell'epoca (I celebri haiku di Bashō, Buson, Masaoka Shiki e Issa non erano ancora stati tradotto in inglese fino al lavoro pionieristico di RH Blyth alla fine degli anni '40).

L'haiku negli USA

Se è vero che in America l'haiku non aveva ancora raggiunto la popolarità che meritava, è vero anche che già Ezra Pound aveva modellato la sua poesia "In a Station of the Metro" (1913) sull'haiku. Pound era profondamente affascinato dalle civiltà orientali in cui individuò l’elemento determinante per lo svecchiamento e il rinnovo della poesia inglese.

Kerouac si dedica allo studio e alla pratica buddista dal 1953 al 1956, dopo il suo periodo di "strada" e nella pausa tra la composizione di Sulla strada nel 1951 e la sua pubblicazione nel 1957. Nell'autunno del 1953 termina I sotterranei (che sarà poi pubblicato nel 1958). Inizia a fantasticare su una vita al di fuori della civiltà e si appassiona al Walden di Thoreau: contemporaneamente si immerge nello studio dello Zen e approfondisce gli scritti del divulgatore buddista americano Dwight Goddard. Nel 1953 inizia a scrivere I vagabondi del Dharma, che cresce fino a diventare un'enorme raccolta di materiale spirituale, meditazioni, preghiere, haiku e riflessioni sull'insegnamento del Buddha.

 

Gli ultimi lavori

Negli anni '60 Kerouac ha ormai terminato la maggior parte degli scritti per cui è più conosciuto; nel 1961 scrive Big Sur in 10 giorni mentre vive da Lawrence Ferlinghetti. Due anni dopo, il racconto di Kerouac sulla morte di suo fratello viene pubblicato come Visioni di Gerard. Un altro importante libro autobiografico, Vanità di Duluoz (1968), racconta storie della sua infanzia, della sua istruzione e dei drammatici scandali che hanno definito la prima ondata Beat.

Nel 1969 Kerouac è al verde e molti dei suoi libri sono ormai fuori stampa. Con grossi problemi di alcool, vive con la sua terza moglie e sua madre a St. Petersburg, in Florida. Una settimana dopo essere stato picchiato da alcuni avventori dei bar che frequentava abitualmente e che si era inimicato, muore di emorragia interna davanti alla televisione, mentre guarda The Galloping Gourmet, il finale definitivo per uno scrittore che divenne noto come il "re martire dei Beats".

Qual è la tua strada amico? …la strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell'arcobaleno, la strada dell'imbecille, qualsiasi strada. È una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi.

Gli altri approfondimenti

I libri di Jack Kerouac

I libri per approfondire Jack Kerouac e la Beat Generation

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto al carrello devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto alla lista dei desideri devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto al carrello correttamente

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto alla WishList correttamente