Passato di letture

Una furiosa partita a scacchi

Illustrazione di Claudio Romo tratto dal libro "Herbolaria memorabile", Logos, 2021

Illustrazione di Claudio Romo tratto dal libro "Herbolaria memorabile", Logos, 2021

Non guarderete più la storia del mondo nello stesso modo, dopo aver riattraversato i millenni – dalla preistoria al Covid - danzando con la peste, ovvero dal punto di vista delle malattie provocate da virus e batteri e del loro ruolo nell’evoluzione dell’essere umano, delle società e dell’economia. Non pensate solo alla peste nera e al genocidio dei nativi americani: siamo scimmie nude che fanno l’amore anche perché mescolando i geni, possiamo incrementare la resistenza ai malanni, e ci siamo evoluti in una feroce partita a scacchi con ogni sorta di patogeni.

Kenny rimette le cose in prospettiva. Col linguaggio asciutto e sobrio dello storico dell’economia, ci avvince in un racconto che ha il respiro epico di una saga stile Star Wars, ricca di colpi di scena. Proprio quando il reverendo Malthus dava alle stampe il saggio in cui preconizzava come a ogni picco demografico sarebbero necessariamente seguite immani catastrofi per riportare le popolazioni entro numeri sostenibili, l’umanità cominciò a disporre dei mezzi sanitari e produttivi per sfuggire alla trappola mortale, e il virologo che nel 1962 prediceva la fine della storia delle malattie infettive è stato sbugiardato tanto quanto Fukuyama.

La danza della peste. Storia dell'umanità attraverso le malattie infettive

In queste pagine, chiare e puntuali, scopriamo aspetti inediti della storia dell'uomo, informazioni a tratti inquietanti che pure è quanto mai necessario conoscere. Ma capiamo anche quanto sia urgente una maggiore cooperazione globale verso una salute sostenibile se vogliamo rimettere l'umanità sul cammino virtuoso già intrapreso contro le infezioni.

Ogni grande conquista ha un lato oscuro, i balzi in avanti nelle politiche sanitarie e nella scienza medica contribuirono alle carneficine della guerra di secessione e nelle trincee, al trionfo dell’imperialismo coloniale. Ogni scelta di salute pubblica è da sempre accompagnata da terribili dilemmi tra sicurezza e libertà, salute e guadagno. L’irrazionalismo no vax è antico quanto l’obbligo vaccinale, non risparmiò nemmeno Jenner: da tempo si assesta intorno al 13% della popolazione mondiale. Ma la diffidenza verso la scienza non è riducibile ai suoi eccessi, smuove terrori atavici di contaminazione e suscita preoccupazioni comprensibili. L’illuminata Florence Nightingale, quando si affacciò la “teoria dei germi”, temeva che avrebbe generato un’ossessione perniciosa quanto la caccia alle streghe. I medici non ne escono granché bene: fino al XIX secolo le grandi svolte si devono piuttosto alle brillanti innovazioni di ingegneri e urbanisti nella costruzione degli impianti idrici e fognari (lo sapevate che cinquemila anni fa l’odierno Pakistan era all’avanguardia in materia?).

Se dobbiamo esser grati di vivere in un tempo in cui persino nel cuore dell’Africa, l’aspettativa di vita è maggiore di quanto fosse nel cuore di Londra meno di duecento anni fa, tuttavia Kenny si congeda ricordandoci il pericolo della crescente resistenza agli antibiotici, che  potrebbe avere impatti più devastanti persino del riscaldamento globale, nel prossimo trentennio.
Meditate, gente  - e lavatevi sempre bene le mani.

L’abbinamento per bongustai: leggere o rileggere il bestseller di Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie, 15.000 anni storia dell’umanità raccontati da un biologo col talento del grande narratore.

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