Pelo e contropelo

Marco Malvaldi e l’importanza di lasciar parlare “chi davvero ne capisce qualcosa”

Scrivere oggi un libro sui vaccini? Mi piacerebbe tantissimo - come a tutti - poter millantare conoscenze che non ho, ma che le persone mi attribuiscono, riconoscendo al chimico e allo scienziato una sorta di tuttologia. Purtroppamente, io di biologia non ci capisco un c****

Marco Malvaldi è divertente.
Cosa che si poteva intuire anche dai suoi romanzi, ma con gli scrittori non si può mai sapere se saranno brillanti di persona tanto quanto riescono a esserlo sulla pagina. E Marco Malvaldi ci riesce.
Ha quell’umorismo affilato come un rasoio e quella spiccata tendenza a spaccare il capello in quattro che ben si addicono al setting della nostra intervista – una comoda sedia da barbiere sulla quale Malvaldi si siede con un mezzo sorriso, pronto al nostro pelo e contropelo.

Autore da migliaia di copie, scrittore di gialli, saggista, chimico di professione e cantante lirico mancato: se Marco Malvaldi fosse un elemento della tavola periodica probabilmente sarebbe un metallo duttile come il rame o l’oro, capace di piegarsi a usi e funzionalità diverse a seconda dell’occorrenza. La sua poliedricità emerge anche nel corso dell’intervista, quando passa con nonchalance dall’intonare un’aria di Rossini – “Ho stonato apposta per farvi capire per quale motivo faccio lo scrittore” – al rivolgere un duro attacco contro i No Vax.

Non stupisce quindi che ad appena un mese dall’uscita del suo ultimo romanzo – Bolle di sapone, nuova aggiunta alla saga dei Vecchietti del BarLume – Malvaldi torni in libreria con un libro di tutt’altro genere.

Il secondo principio
Il secondo principio Di Marco Malvaldi;

L'entropia dell'universo o di un qualsiasi sistema isolato è destinata ad aumentare nel tempo. Questo dice in sostanza il secondo principio della termodinamica, una delle poche formule veramente figlia del pensiero collettivo, che ha attraversato quasi due secoli lungo i quali ha rivelato gradualmente la sua natura.

Il secondo principio, edito Il Mulino, è infatti un saggio di divulgazione che si propone di spiegare uno dei concetti “più ostici e noiosi” della storia della scienza: la termodinamica. “Uno degli argomenti preferiti della scienza da bar, peccato che al bar si prendano spesso delle cantonate gigantesche” spiega Malvaldi, mettendoci in guardia di fronte alla tanto diffusa banalizzazione di concetti complessi.

Si dice che l'entropia dell'universo aumenta, ovvero che aumenta il disordine dell'universo. C'è solo un piccolissimo problema: nessuno ha mai parlato di disordine. Associare l'entropia al disordine è molto comodo, molto intuitivo, molto facile e ahimè… sbagliato

Sull’importanza di lasciar parlare “chi ci capisce veramente qualcosa” lo scrittore torna più e più volte nel corso dell’intervista, come del resto si addice a chi prende seriamente la propria missione di divulgatore. Un ruolo che non gli è estraneo: nel 2016 era uscito Capra e calcoli, saggio volto a indagare il legame fra algoritmi e caos, e l’anno successivo L' architetto dell'invisibile ovvero come pensa un chimico e Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà.

Malvaldi parte infatti da un presupposto vecchio come il mondo: la conoscenza è potere.
“Credo che una persona responsabile certe cose debba saperle: può anche ignorarle, ma a questo punto gli altri decideranno per lui”.

Bastano carta e penna e i misteri dell'universo diventano un pochino meno misteriosi

Misteri di ogni genere, per cui è meglio approfittare: non capita tutti i giorni di poter chiedere l’opinione di Marco Malvaldi su alcune delle grandi domande dell’universo… “Dove andiamo?”, “Da dove veniamo?” ma soprattutto “Come possiamo fare carriera in ambito accademico?”. Lo scrittore dice la sua sull’incomprensibile ambiente universitario, in cui gli assegni di ricerca sono così rari che uno deve essere disposto a macchiarsi di almeno un paio di reati penali (e svariati peccati veniali) per riuscire ad ottenerne uno.

Perché Malvaldi non le manda a dire: quando gli domandiamo se ha intenzione di lavorare a un sequel de La pillola del giorno prima (saggio scritto a quattro mani con Roberto Vacca nel 2012) per approfondire la questione vaccini lo scrittore ammette candidamente la propria ignoranza sul tema. E rincara la dose:

Magari scriverò un libro intitolato “Il vaccino del giorno prima”: sarà molto corto. Consterà di una sola pagina comprendente gli indirizzi mail di alcuni esperti reali a cui rivolgersi per comprare i libri adatti, così da poter imparare veramente qualcosa

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