Consiglio d'autore

Federica Bosco… Atti di sottomissione, di Megan Nolan

Consiglio “Atti di sottomissione” di Megan Nolan, un’autrice esordiente. Il libro è edito da NN ed è molto duro: parla del tentativo di crescere e di cosa succede quando ci si relaziona solo con uomini dalla mascolinità tossica. La protagonista è una ragazza estremamente fragile che usa tutti i mezzi sbagliati per riuscire ad avere delle relazioni sane, senza ovviamente riuscirci. È autobiografico, è questo che colpisce di più

Basta fare un giro in libreria per accorgersene: negli ultimi tempi sugli scaffali abbondano racconti di amori malati, relazioni tossiche, storie di dipendenza affettiva. Un trend letterario destinato a passare presto o sintomo di una società che – oggi più che mai – si interroga sulle possibilità di esistenza di un amore salvifico e positivo, finalmente libero dallo stereotipo Romantico che fin dai tempi delle sorelle Bronte idealizzava gli amori tormentati?

Anche a questa domanda pare rispondere l’ultimo libro di Federica Bosco, che in Non dimenticarlo mai (2021) racconta di una improvvisa crisi di identità e del desiderio di avere un bambino dopo anni passati a storcere il naso davanti ai figli degli altri. La protagonista, Giulia, vorrebbe immergersi nel complicato mondo delle cure della fertilità, ma si ritrova sola in questa battaglia. Il compagno è umorale, imprevedibile: un attimo la riempie di premure e il successivo la punisce con tutta l’indifferenza di cui è capace

Un personaggio che per certi versi ricorda Ciaran di Atti di sottomissione, il consiglio di lettura di Federica Bosco. Un esordio letterario tagliente e sincero che racconta – senza sconti – una storia di anti-amore e di dipendenza affettiva.

Atti di sottomissione
Atti di sottomissione Di Megan Nolan;

Attraverso un serrato monologo interiore, sincero come il cristallo, Atti di sottomissione parla della seduzione del nulla, che può piegare il senso stesso dell'amore rovesciando certezze, moralismi, rivendicazioni e cliché, in un'estenuante battaglia interiore per la conquista delle proprie emozioni.

La protagonista di Atti di sottomissione è senza nome, e già da questa scelta emerge il desiderio di Megan Nolan di mostrare fino a che punto ci si possa annullare per un’altra persona: “Mi raggomitolavo e mi nascondevo per dire che ero niente, ed ero felice di essere niente se il niente era ciò che lo soddisfaceva” ammette la voce narrante, del tutto annichilita da una relazione che fin dal suo primissimo istante è stata sbilanciata.

Perché quando la protagonista incontra Ciaran non resta colpita tanto dalla sua bellezza o dal suo innegabile fascino, bensì dal suo essere apparentemente imperturbabile, estraneo a tutte le piccolezze e le increspature del mondo che lo circonda.
“E anche se non sembrava particolarmente felice, appariva senza dubbio integro, come se contenesse tutto il suo mondo dentro di sé”. L’esatto opposto della voce narrante, che è invece caratterizzata da una personalità instabile e frammentata che Nolan riesce a rendere con maestria, sfoderando una scrittura del tutto originale, a metà fra lo stile diaristico e il flusso di coscienza.  

Atti di sottomissione è un esordio potente e crudo, che a prima vista parrebbe inserirsi nel filone che – da Heathcliff di Cime tempestose a Hardin di After – tenta di idealizzare le figure di personaggi tossici proponendoli come nuovi eroi romantici.
Ma Nolan si ferma un passo prima, e resta ancorata alla realtà, raccontando con coraggio e spietatezza tutte le umiliazioni, i soprusi e tutti i piccoli (e meno piccoli) abusi quotidiani che scegliamo di sopportare quando ci innamoriamo di chi è, banalmente, incapace di amare.

I libri di Federica Bosco

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