La vignetta del giorno

Due parole

Dall’inizio del conflitto le persone arrestate in Russia per aver protestato contro l'invasione dell'Ucraina sono 14.274. Tante.
Tra queste, c'è anche una donna con un cartello in mano che recita “Due parole”.

Due parole, due secondi. Due. È questo il numero che basta per farsi arrestare, il tempo massimo consentito alla libertà di parola di fronte al Cremlino.

Activatica, un’organizzazione di attivisti russi, mostra così il clima che si respira nella Russia di oggi: anche solamente due parole sono sufficienti per essere portati via dalla polizia. È repressione. Repressione di ogni dissenso nei confronti di un'invasione che tanta parte della società civile russa percepisce come ingiusta.

Ma la verità è che - paradossalmente - qualsiasi pensiero è suscettibile di essere represso. La censura che il governo impone oggi al suo popolo è ben dimostrata nel video. Due parole, due secondi. Ma anche due donne: una contraria, una favorevole. Portate via entrambe. Portate via tutte e due.

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