Diario di bordo

E il Viagra, allora?

Stranissimo fenomeno, quello che sta succedendo in Itala.
Nonostante un discreto numero di intellettuali - filosofi, storici, celebrità televisive - e due partiti politici (che totalizzano il 40 per cento dei voti) si siano ardentemente schierati contro il green pass, nessuno pare li stia a sentire. Anzi, gli indecisi corrono a vaccinarsi. Per la prima volta, ed è interessante che avvenga in Italia, terreno da sempre fertile per superstizioni, scetticismo e facilità a sposare tutte le più strampalate teorie del complotto.

Su questi argomenti segnalo un notevole saggio di Marco D’Eramo, che trovate sul sito di Micromega, in cui l’autore, alla fine di una avvincente e originale cavalcata storica sui rapporti tra scienza e credulità, si chiede quale sia la strategia migliore per convincere un no vax e cita un divertente episodio:

“In un grande mercato romano discutono dai propri banchi un signore attempato e una signora, ambedue verdurai: il signore è un vax-scettico, e ripropone l’argomento per cui questi vaccini sono solo sperimentali.
La verduraia gli risponde: “Ma che parlate voi, che vi siete tutti presi il Viagra che neanche sapevate cosa c’era dentro!”.

Buon argomento, non trovate?

P.S. E dire che il foglietto illustrativo del Viagra metteva in guardia da un possibile effetto collaterale: vedere improvvisamente tutto colorato in blu; ma nessuno ci fece caso.
A proposito, fu proprio la Pfizer, una ventina di anni fa, a produrre il più grande successo farmaceutico che si ricordi.

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