Bassa marea

Metti una sera a cena a Buckingham Palace

Ero così lontano dai padroni di casa e dall’importante ospite, proprio in fondo al ferro di cavallo, che ancora un passo e sarei stato in cucina con gli sguatteri.

Metti una sera a cena, a Buckingham Palace, con la regina e con il futuro re.
È quello che è capitato a me, nel 2005. Non eravamo, va precisato, noi tre soli: Elisabetta II, ora scomparsa, il principe Carlo, ora Carlo III, e io.
C’erano altre duecento persone, intorno a un tavolo a ferro di cavallo, per un banchetto di gala in onore del presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita ufficiale nel Regno Unito.

Ero così lontano dai padroni di casa e dall’importante ospite, proprio in fondo al ferro di cavallo, che ancora un passo e sarei stato in cucina con gli sguatteri.
Ma, pur impacciato nel mio frac a noleggio (l’abito di ordinanza, come prescritto dal biglietto di invito arrivatomi come corrispondente da Londra di “Repubblica”), ero contento lo stesso.
Ancora più contento sarei stato dopo cena, nella sala attigua del “fumoir” quando, mentre bevevo un caffè, alle mie spalle arrivarono Elisabetta e Filippo: la regina mi domandò se mi ero divertito (“la serata più bella della mia vita”, risposi più o meno in tono fantozziano), con Filippo facemmo due chiacchiere su Mosca, dove io avevo vissuto e lui era andato ad accompagnare la figlia Anna a un concorso ippico, poi sopraggiunse il principe Carlo, che si aprì come un fiume in piena parlando della bellezza delle città italiane, del movimento slow food e perfino dei nostri politici.

Dall’esperienza compresi due cose.
Per la regina eravamo tutti uguali: fui il primo invitato a cui rivolse la parola, e il secondo, per intendersi, fu il primo ministro Tony Blair.
Quanto a Carlo, parlava troppo liberamente per un erede al trono. Figuriamoci per un re, che deve rimanere imparziale e parlare poco, come ha fatto per 70 anni sua madre: era anche questo il segreto della sua popolarità. Vedremo se cambierà nei panni di Carlo III.

La sovrana lettrice
La sovrana lettrice Di Alan Bennett;

La sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino

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