La redazione segnala

L'uccisione di Franco Serantini

Illustrazione tratta da "«Andai perché ci si crede». Il testamento dell'anarchico Serantini" di  Michele Battini, Sellerio 2022

Illustrazione tratta da "«Andai perché ci si crede». Il testamento dell'anarchico Serantini" di Michele Battini, Sellerio 2022

La trilogia della Patria del giornalista e scrittore Enrico Deaglio è una raccolta in presa diretta dei fatti più importanti che hanno segnato la storia del nostro paese dal 1967 al 2020. I volumi:

Patria 1967-1977, Feltrinelli 2018
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Patria 1978-2010, Il Saggiatore 2010
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Patria 2010-2020, Feltrinelli 2020 
Estratto da

Patria 1967-1977 di Enrico Deaglio

pp. 292-293

Patria 1967-1977
Patria 1967-1977 Di Enrico Deaglio;Valentina Redaelli;

Nel 1967 Gianni Morandi canta "C'era un ragazzo che come me", De André "Via del Campo2 e Luigi Tenco si spara un colpo di pistola al Festival di Sanremo: si sente nell'aria che qualcosa sta per succedere, e infatti comincia un decennio di rivoluzioni, conquiste, speranze, disamori e misteri. Ma che cosa è successo davvero in quel decennio?

5 maggio 1972, Pisa

Il 5 maggio a Pisa Lotta continua indice un presidio contro un comizio del deputato missino Beppe Niccolai. Il presidio viene attaccato dalla polizia con diverse cariche. In una di queste sul lungarno Gambacorti, viene fermato, e ferito, il ventenne Franco Serantini.

Franco Serantini era stato abbandonato dai genitori adottivi in un orfanotrofio, da cui era uscito a due anni per essere adottato da una coppia senza figli. Sua madre adottiva era morta poco dopo e lui era cresciuto con i nonni a Campobello di Licata, in Sicilia. A nove anni era stato obbligato a spostarsi di nuovo e si era trasferito a Cagliari, in un centro d'assistenza.

Nel 1968 Serantini entra all'Istituto per l'osservazione dei minori di Firenze. E molto presto, senza aver ricevuto alcuna accusa di ordine penale, si ritrova rinchiuso nel riformatorio Pietro Thouar di Pisa.
Deve sempre dormire e mangiare tra le mura dell'istituto, perché è in regime di semilibertà.

Franco studia e frequenta la scuola di contabilità aziendale.
Comincia a mettere piede nei luoghi di ritrovo delle Federazioni giovanili comunista e socialista, poi di Lotta continua e infine del gruppo anarchico Giuseppe Pinelli, in via San Martino 48.

È così che si ritrova trattenuto prima in una caserma e poi in carcere, al Don Bosco, dove lo interrogano.
È il 5 maggio 1972. Durante l'interrogatorio prova un forte malessere, ma secondo il dottor Mammoli, il medico del carcere, non è nulla di grave.
Due giorni dopo, il 7 maggio, Serantini viene trovato privo di sensi nella sua cella, in stato di coma. Viene trasferito d'urgenza in pronto soccorso. Alle 9.45 muore.

Le autorità del carcere Don Bosco si affrettano a ottenere il permesso di trasportare e seppellire il cadavere, ma il Comune blocca la procedura.
Ormai in città tutti sanno della morte di Serantini. L'avvocato Massei e Luciano Della Mea, militante antifascista, si costituiscono parte civile.
L'8 maggio si svolge l'autopsia. Queste sono le parole dell'avvocato Giovanni Sorbi all'uscita dall'obitorio:

È stato un trauma assistere all'autopsia, veder sezionare quel ragazzo che conoscevo. Un corpo massacrato, al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue. Non c'era neppure una piccola superficie intoccata. Ho passato una lunga notte di incubi

Giovanni Sorbi

Serantini è morto per emorragia cerebrale causata da frattura dell'osso parietale e dell'orbita sinistra.
Il 9 maggio si svolgono i funerali. Questa la descrizione di Corrado Stajano, tratta dal suo libro Il sovversivo:

Sulla bara è stesa la bandiera anarchica, rossa e nera. I compagni la portano sulle spalle, sembra che l'accarezzino con la guancia. Le migliaia di bandiere del corteo, rosse, rosse e nere, nere con la "A" rossa, formano una gigantesca rastrelliera di lance, le facce sono minacciose, il dolore si mescola alla rabbia.

Il funerale di Franco Serantini, martedì 9 maggio 1972: un misto di sfacelo e orgoglio, di tensione e di consapevolezza che ancora una volta è finita, per uno, forse per tutti. Ci sono i ragazzi delle manifestazioni, delle marce, dei sit in, della protesta, coi giubbotti, i maglioni, i blue jeans, le barbe, i berretti cinesi, ci sono gli anarchici di tutta la Toscana, alcuni, i più anziani, con i cravattoni neri, ci sono il sindaco, i deputati della sinistra, i sindacalisti, i comunisti, i socialisti, i giovani repubblicani.

Una ragazza assorta, che cammina proprio davanti alla bara, tiene con le due mani un mazzo di gladioli rossi. I netturbini reggono la loro corona, un'altra corona la portano i ragazzi del riformatorio. La corona della giunta comunale è di calle bianche, tenuta alta dai vigili urbani. I detenuti del Don Bosco hanno inviato delle margherite, dalla massa di teste spuntano cuscini di viole, di rose, di garofani.
Quelli di Lotta continua sono venuti da piazza San Silvestro marciando in migliaia attraverso mezza città, con bandiere tutte uguali, dall'asta di legno chiaro, in corteo dietro un enorme striscione rosso, teso a pochi centimetri da terra: Franco rivoluzionario anarchico ASSASSINATO dalla "GIUSTIZIA" BORGHESE.

Il funerale si muove dall'obitorio davanti all'Orto botanico in via Roma. Serantini è rimasto per molte ore nudo, il suo vestito era stato sequestrato per la perizia e lui non ne possedeva un altro. Poi è arrivato un compagno con una giacca, un paio di pantaloni e una rosa rossa da mettergli sul petto.

La città è partecipe, dolente, il popolo porta fiori, le donne sostituiscono la madre ignota e piangono il figlio di nessuno. Il corteo, che svolta nel Campo dei Miracoli, è di una cupa suggestione. Il rosso e nero delle bandiere e le migliaia di pugni levati verso il sole pomeridiano fanno sembrare ancora più candido e immoto il marmo della Cattedrale, della torre, del battistero e più morbido il verde del prato.
C'è un'atmosfera di attesa solenne, c'è un gran silenzio, rotto dal rullare dei passi.
Ascolta qui la nostra intervista a Michele Battini per l'uscita del libro «Andai perché ci si crede». Il testamento dell'anarchico Serantini

Trilogia della patria

Patria 1967-1977

Di Enrico DeaglioValentina Redaelli | Feltrinelli, 2018

Patria 1978-2010

Di Enrico Deaglio | Il Saggiatore, 2010

Patria 2010-2020

Di Enrico Deaglio | Feltrinelli, 2020

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