Curcuma, la spezia dalle mille virtù

Illustrazione di Clara Panainte,  studentessa presso l'Istituto Europeo di Design di Milano

Illustrazione di Clara Panainte, studentessa presso l'Istituto Europeo di Design di Milano

“E v’àe un frutto che par zaferano, ma non è, ma vale altretanto a operare”. È così che nel tredicesimo secolo Marco Polo nel suo Il Milione, celebre resoconto dei suoi viaggi in Asia, ci introduce la curcuma (curcuma longa), nota anche come “Zafferano d’India” per via del suo caratteristico colore giallo-arancio intenso. Spezia dalle mille virtù e dai pochissimi vizi, da secoli viene utilizzata nella medicina ayurvedica per le sue azioni preventive e terapeutiche. Il primo produttore e consumatore al mondo di curcuma è l’India ma in tutto il Sud-est asiatico le viene attributo un potente valore religioso: è considerata un rimedio rinforzante e curativo per bambini e anziani ed è stata a lungo impiegata come colorante per cibo e tessuti. In pratica, possiamo affermare che in questa regione non esiste un’attività nella quale, in qualche modo, la curcuma non svolga un ruolo di primo piano…

A livello botanico è una pianta erbacea tropicale appartenente alle Zingiberacee, la stessa famiglia dello zenzero e del cardamomo. È famosa per le sue infinite proprietà benefiche: anche a livello scientifico la sua reputazione è sempre più alta.

Gli impieghi della curcuma sono innumerevoli: si usa come antinfiammatorio, antisettico, analgesico e cicatrizzante (in India applicano il rizoma sulla cute per curare ferite, punture di insetti, scottature, ecc.).

È una spezia molto interessante da utilizzare dopo gli eccessi gastronomici delle feste natalizie, dal momento che aiuta a regolarizzare il metabolismo, ad abbassare la glicemia, a ridurre il colesterolo, a smaltire i lipidi in eccesso e si rivela un valido sostegno per la digestione. Non solo: protegge e sostiene il fegato nelle sue funzioni (anche per lo stimolo della secrezione e dell’entrata in circolo della bile), favorisce la regolarità intestinale, contrasta i dolori di stomaco, è efficace anche come antivirale e rinforza il sistema immunitario.

Inoltre, recenti studi hanno messo in evidenza che migliorerebbe persino l’umore e la memoria, rivelandosi interessante per provare a prevenire patologie come la malattia di Alzheimer.

La curcumina e la vitamina C in essa contenute svolgono un’azione antiossidante importante, in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento e di danneggiare le membrane delle cellule che compongono il nostro organismo.

Un utilizzo regolare di curcuma (circa un cucchiaino da tè al giorno), da aggiungere semplicemente alle pietanze che cuciniamo, si rivela un potente aiuto, in particolare, contro le infiammazioni: artrite, infiammazioni muscolari, artrosi, ecc.

È ottima associata ai legumi, aggiunta alle minestre, al risotto e alla pasta, per insaporire le verdure (broccoli, cavoli e cavolfiore in particolare), per aromatizzare pane o grissini. Un pizzico di curcuma sulle uova strapazzate intensifica il colore giallo del tuorlo. Piacevole assumerla a colazione insieme a yogurt e frutta fresca. È uno degli ingredienti essenziali del curry (o masala), miscela di spezie di origine indiana di cui fanno generalmente parte anche peperoncino, pepe nero, chiodi di garofano, cannella, noce moscata, cumino.

Della curcuma si utilizza il rizoma, cioè il fusto sotterraneo simile alla radice: la spezia si ottiene polverizzando il rizoma della pianta preventivamente bollito ed essiccato, operazione che si può realizzare anche in casa con l’aiuto di un robot da cucina.

Un rimedio semplice e veloce per placare la tosse o il mal di gola in modo naturale? Prendete un cucchiaio di miele, aggiungete un pizzico di curcuma in polvere e un pizzico di zenzero in polvere. Per stimolare le funzioni biliari, invece, fate bollire una tazza d’acqua, scioglietevi un grammo di curcuma in polvere, mescolate bene e bevete: ripetete l’operazione per tre volte al giorno, tra i pasti principali. Aggiungendo a una tazza di latte bollente un cucchiaino di curcuma in polvere, uno di miele e una spolverata di pepe nero otterrete invece un Haldi doodh (Turmeric Milk o Golden milk): è una celebre bevanda tradizionale indiana da assumere quando non ci si sente in formissima, utile anche per combattere raffreddori e tosse.

Importante segnalare, infine, che la debole biodisponibilità della curcumina, componente principale della pianta di curcuma, può essere notevolmente aumentata se si assume insieme al pepe nero: anche olio extravergine di oliva e burro ne facilitano l’assorbimento. Ricordiamocene, in cucina.

Così scrive Chitra Banerjee Divakaruni nel suo meraviglioso e fiabesco libro La maga delle spezie, la storia di Tilo e dei suoi poteri, favola di fragranze, di aromi, di magia e di un amore proibito:

La curcuma, chiamata anche halud, giallo, il colore dell’alba e dello squillo delle conchiglie suonate sul far del giorno. La curcuma capace di conservare, di mantenere sano il cibo in una terra soffocante di fame. La curcuma, spezia della fortuna, spalmata sulla fronte dei neonati in segno di buon auspicio, sparsa sulle noci di cocco al momento della puja, strofinata lungo gli orli dei sari nuziali.
Ma non è tutto. Ecco perché le raccolgo solo nel momento preciso in cui la notte scivola nel giorno, queste radici bulbose come scure dita contorte, ecco perché le macino soltanto quando Swati, la stella della fede, brilla incandescente a nord. Se la tengo tra le mani, la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra riecheggiare l’inizio dei tempi...

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