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2034 di Elliot Ackerman

Nonostante il freddo, nemmeno Lin Bao portava il cappotto. Indossava soltanto l’uniforme, con la sua parete di medaglie, le spalline ricamate d’oro splendente, e il cappello a punta da ufficiale di Marina stretto sotto il braccio. Stava tranquillamente mangiando un pacchetto di M&M’s; li tirava fuori a uno a uno, stringendoli tra il pollice e l’indice.

È così che Sandy Chodhury vede per la prima volta Lin Bao; impegnato a mangiare come se nulla fosse un pacchetto di M&M’s, in attesa davanti alla Casa Bianca che qualcuno del governo americano ascoltasse e rispondesse alla sua richiesta. A leggere queste poche righe sembrerebbe un incontro tranquillo e rilassato, se non fosse per la situazione. L’ufficiale cinese si trova lì, davanti ai cancelli della Casa Bianca, in quello che è un momento di grave crisi per Washington, con uno scopo ben preciso. Presentare una richiesta impossibile agli Stati Uniti che è stata volutamente disegnata perché diventi un ultimatum.

2034
2034 Di Elliot Ackerman;James Admiral Stavridis;

Il romanzo della prossima guerra mondiale.<br> A volte serve un grande romanzo per lanciare il più terribile degli avvertimenti: il 2034 è fin troppo vicino, e questo racconto ammonitore presenta al lettore un futuro oscuro ma possibile, da evitare in ogni modo.

Gli Stati Uniti non avrebbero mai capito, o forse ci sarebbero arrivati solo quando ormai era troppo tardi, che il governo di Lin Bao puntava alla crisi pura e semplice.

Elliot Ackerman e James Stavridis partono da qualcosa di incredibilmente solido e reale. Favoriscono questa concretezza con la presenza di elementi che rimandano agli eventi di anni recenti, stando ben attendi a non ricamarci eccessivamente. Il Covid, per esempio, viene citato ma non elaborato. Compiono una scelta analoga anche nel linguaggio, che risulta privo di tecnicismi e dettagli inessenziali.

Una batteria ausiliaria, incastrata dietro il poggiatesta, emetteva un ronzio talmente forte da sovrastare persino il motore a turboventola dell’F-35. Grande circa quanto una scatola da scarpe, alimentava l’ultima versione della tecnologia stealth in dotazione al fighter. A Wedge non era stato detto molto sulla novità; gli avevano spiegato soltanto che si trattava di un disgregatore elettromagnetico

Questo libro farà tornare alla mente le opere di un altro autore, un maestro del cosiddetto “techno-thriller”, Tom Clancy. Innegabilmente, porterà il lettore che lo ha conosciuto a fare dei confronti interessanti, per quanto riguarda forma e sostanza; non si può evitare, dato che anche Clancy si è cimentato nell’immaginare una terza guerra mondiale.

Il risultato raggiunto da Ackerman e Stavridis è diverso. Il libro scorre leggero e veloce. Non produce quella necessità tipica del thriller di voltare pagina per scoprire cosa succede che tiene il lettore sveglio tutta la notte, ma porta a maturità quel quesito che nasce fin da quando si incontra il titolo in copertina.

Cosa accadrà quando il mondo arriverà al 2034?

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