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Andarsene di Rodrigo Hasbún

La casa editrice Sur ha da poco ripubblicato (la prima edizione è del 2016) il libro dello scrittore boliviano Rodrigo Hasbún Andarsene. Il titolo originale dell’opera in realtà è Los afectos, letteralmente “gli affetti”, ma le due cose, una volta terminato il libro, non sembrano in contrasto tra loro ma anzi corrono su due binari paralleli. La trama di questo romanzo è molto semplice, anche se strutturata in maniera originale: si tratta infatti della storia di una famiglia tedesca nel periodo successivo alla fine della Seconda guerra mondiale, con incursioni nei decenni successivi.

Hans Ertl è il padre accentratore di questo nucleo familiare composto dalla moglie Aurelia e dalle tre figlie Monika, Heidi e Trixi. Hans lavora nel mondo del cinema e dei documentari, sempre alla ricerca di una nuova avventura appunto da raccontare! Questa sua attività cinematografica si svolgeva nella Berlino del Reich, con tutto quello che comportava la sua pericolosa collaborazione. Poi finita la guerra una sorta di fuga, per evitare problemi in arrivo, a La Paz, in Bolivia, e il progetto di una spedizione alla ricerca di un sito archeologico. E la sua famiglia dietro, con tutto quello che comporta lasciare la propria realtà.

Andarsene
Andarsene Di Rodrigo Hasbún;

Hans Ertl ama i propri sogni, e per raggiungerli è disposto anche a mettersi al servizio del Terzo Reich come cineasta. Ma quando la Germania esce sconfitta dalla guerra, la sua collaborazione con il regime costringe lui e la sua famiglia a rifugiarsi in Bolivia, dove continuerà a coltivare i propri desideri.

Qui ritorno al discorso iniziale e al perché i due titoli sono complementari, citando una frase del libro:  «È questo il suo modo di fuggire da quello che la ferisce, il suo modo di difendersi da quello che non capisce e le fa male?... Anche per definire te basterebbe una sola frase, quella che si  è sposata per svignarsela? Svignarsela da cosa?... dall’allontanamento di tuo padre?» Ecco, il tema dell’andarsene per allontanarsi dai propri affetti appunto crea un binomio perfetto fra i due titoli e spiega perché siano complementari. Da un lato ci sono le dinamiche familiari, quindi l’atteggiamento di un padre autoritario che è forse più impegnato a seguire, o meglio inseguire, i propri sogni che a prendersi cura della propria moglie e delle proprie figlie. Dall’altra il tema del “distacco”.

In questo rapporto importantissimi sono i personaggi femminili. Una madre che subisce tutto ciò rifugiandosi in una specie di autoisolamento sicuramente autolesionista. E poi ci sono le tre figlie. La ingenua, ma in fondo buona, Trixi, la più introversa Heidi con la sua calcolata indifferenza. E poi c’è Monika, la cui figura spicca sulle altre, tanto da farla diventare una protagonista. La primogenita e probabilmente la preferita del padre Hans: Monika è una figura femminile molto forte, che spesso vedremo in contrasto con lui, sicuramente perché le ricorda sé stesso in gioventù, quindi con quello slancio misto di coraggio e incoscienza. Sulle vicende di Monika le pagine del libro risultano le più forti e coinvolgenti: «Sei la figlia senza madre che pensa sempre al padre, la metà delle volte odiandolo dal profondo e l’altra metà ammirandolo e amandolo costantemente e incondizionatamente!»

Un romanzo breve ma con una scrittura molto profonda che ci permette di entrare nelle pieghe di tutti i personaggi alle prese con la loro inquietudine, che li costringe sempre a cercare quel qualcosa che manca per chiudere il cerchio di una vita alla ricerca della felicità, della completezza, della realizzazione delle proprie identità. Una ricerca quest’ultima che mette a dura prova ognuno di loro, che dovranno passare per rapporti umani, familiari nello specifico, difficili da districare se i silenzi vincono sulle parole.

Mi piace segnalare come, a livello storico, la storia si svolge passando dalla Germania del periodo del nazismo, al Sudamerica di Che Guevara, da una generazione all’altra in evidente contrasto su come gestire dal punto di vista umano e sociale le persone e la società dove farle vivere

Le recensioni della settimana

Conosci l'autore

Rodrigo Hasbún, boliviano, nel 2007 è stato selezionato dall’Hay Festival come uno dei migliori scrittori latinoamericani sotto i 39 anni, e nel 2010 la rivista «Granta» l’ha scelto come uno dei 22 migliori giovani scrittori in spagnolo.È autore del romanzo El lugar del cuerpo e di due raccolte di racconti. Andarsene è il suo primo titolo pubblicato in Italia (SUR, 2016).

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